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Recensione su L'invasione degli ultracorpi

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Guardati dal tuo vicino… / 18 agosto 2015 in L'invasione degli ultracorpi

Girato da Don Siegel a basso costo, il film è una straordinaria discesa nell’angoscia del protagonista. Un capolavoro che trascende i tradizionali limiti del genere. Niente dischi volanti, niente BEM in tuta spaziale, ma “baccelloni” che arrivano dallo spazio e che sputano fuori cloni, copie esatte degli abitanti del villaggio del protagonista.
Meravigliosa la scena in cui Kevin McCarty urla per strada fermando le auto in transito indifferenti: “restate svegli!”, “tu sei il prossimo!”, in quello che doveva essere il vero finale del film, visto che il consolatorio lieto fine fu invece imposto dalla produzione (lieto fine comunque presente nel romanzo di origine, anche se con modalità diverse).
Nonostante si tenda ad associare la fantascienza dell’epoca agli echi da guerra fredda, Siegel ha sempre escluso la presenza nel film di tematiche anticomuniste, considera la sua opera come una riflessione più ampia sugli orrori del conformismo. Un attacco verso le “maggioranze silenziose” che vogliono tutti buoni e tranquilli.

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