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Recensione su Quasi amici

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16 gennaio 2013

Io ho guardato questo film con gli occhi di chi, nel suo piccolo, per quindici anni circa ha curato una persona che a causa della Sla era ridotta come Philippe, mi son lasciata davvero trascinare dal tutto e credo che la chiave di tutto il film sia in quel breve momento in cui lui dice al suo amico che vuole essere trattato/accudito senza pietà; il modo in cui Driss si prende cura di lui, senza mai cadere in atteggiamenti melodrammatici, senza quella compassione esasperata che talvolta -seppur in buona fede- condisce i gesti di chi si prende cura di una persona annientata nel corpo ma non nella mente, i caratteri e le vite diametralmente opposte dei protagonisti fanno capire come effettivamente certe realtà non le si conosce abbastanza finché …non ci si trova di fronte e le si deve affrontare.
Ciliegina sulla torta le musiche di Ludovico Einaudi, che effettivamente ( e mi trovo d’accordo su quanto detto da Morgan) arricchiscono tutto il film di atmosfera.

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