Recensione su Into the Wild - Nelle terre selvagge

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I kewn all the rules but the rules did not know me / 21 Luglio 2017 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Cris è un ragazzo appena laureato e sisente perso in una società predisposta per l’utile. Non vuole crescere, sopratutto non vuole diventare come suo padre. In questa società folle dove sei portato a desiderare di più di quello che hai bisogno(parafrasando Eddie Vedder) il protagonista decide di fuggirne in un viaggio alla ricerca di sè stesso ed di un senso diverso. La sua è una fuga a quelle regole che non può accettare, ma siamo sicuri che la felicità esista se non può essere condivisa? L’isolamento potrà mai giovarci?
Queste domande stanno alla base dell’opera, e sono ripetute continuamente nell’ottima colonna sonora, e il finale tenterà di dare una risposta ai quesiti. Un cammino ascetico, per cercare la verità, in questa società non vive bene ma non sa nemmeno che alternativa prendere. O quanto meno non sa se ci sia una alternativa, quindi corre nelle terre selvaggie memore del messaggio Russeuniano. Ma la natura si rivela nella sua forza, maligna feroce e appunto selvaggia. Solo in solitudine Criss capisce quanto sia importante la comunità, e la stessa vita non ha senso se non condivisa.

2 commenti

  1. PartoDaOra / 30 Settembre 2017

    Forse dal film non si capisce bene ma Chris aveva tentato di tornare indietro perché aveva concluso la sua esperienza. Il problema è che non aveva fatto i conti con la primavera e il fiume gonfio d’acqua che l’avrebbe trascinato via se avesse tentato di attraversarlo.

  2. Ruby Tuesday / 30 Settembre 2017

    Si sì lo avevo capito ma giá prima sarebbe dovuto partire

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