36 Recensioni su

Into the Wild - Nelle terre selvagge

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Into the Wild - Nelle terre selvagge
Regia:

Pura poesia…. / 1 Dicembre 2018 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Una regia e una fotografia splendida, contornata delle riflessioni profonde e limpide del protagonista rendono questo film un gioiello senza tempo.
Con sulle spalle un’azzeccata colonna sonora (“Guaranteed” di Vedder è la migliore!), l’avró visto 3/4 volte e ancora oggi non smette mai di stupirmi e sorprenderti.
Forse il finale è duro da accettare, ma ascoltate bene cosa ci dice…
Un bel 7,5.

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Chiamare ogni cosa col suo vero nome / 12 Settembre 2017 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Chris sceglie di perdersi nella natura, sceglie volontariamente di non ritrovarsi, preferisce ciò che c’è di selvaggio instabile nel mondo alla civiltà sicura e ordinaria. E lo fa perché non può permettere che la sua vita continui per inerzia, o forse più semplicemente per scappare. Questa fuga, che può essere vista come un cliché post-adolescenziale, per quanto vissuta in maniera originale, per Chris assume un valore simbolico e esistenziale. La sua crisi, la filtra attraverso un modo tutto ideale di concepire la vita, aiutato dalla lettura e da una concezione tutta romantica di natura. Una natura che seppur sterminata e terrificante, riesce ad attirare l’uomo a sé e a renderlo partecipe della sua potenza. Tuttavia questa facciata ideale di concepire la vita, si scontra con una realtà più cruda e spietata. Il lungo viaggio di Chris, si sdoppia in due binari. Il primo è quello della sua vita in generale, è quello della vita in Alaska, la meta tanto sognata agognata finalmente raggiunta. Il tempo fisicamente vissuto, contro quello mentalmente elaborato. Un processo ascetico se vogliamo così chiamarlo, verso un progressivo distacco dal mondo reale. Una forma di esilio volontario, scelta da Chris, che per rifiutare un ambiente ostile e inaccettabile, si dirige verso un ambiente ancora più ostile.
Questo film non giudica però tutto questo, non elegge un eroe, non condanna una vittima, mostra semplicemente un percorso che giunge a un punto di non ritorno. Mostra una ricerca di sé. Chris ha bisogno di perdersi per ritrovarsi, ma se quella conquista avviene in maniera ideale appunto, non si risolve in maniera fisica perché la realtà purtroppo non è un idea. E tutto ciò che rimane a Chris è quel suo vero nome, perduto all’inizio del viaggio e lentamente riconquistato, o meglio finalmente accettato.

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I kewn all the rules but the rules did not know me / 21 Luglio 2017 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Cris è un ragazzo appena laureato e sisente perso in una società predisposta per l’utile. Non vuole crescere, sopratutto non vuole diventare come suo padre. In questa società folle dove sei portato a desiderare di più di quello che hai bisogno(parafrasando Eddie Vedder) il protagonista decide di fuggirne in un viaggio alla ricerca di sè stesso ed di un senso diverso. La sua è una fuga a quelle regole che non può accettare, ma siamo sicuri che la felicità esista se non può essere condivisa? L’isolamento potrà mai giovarci?
Queste domande stanno alla base dell’opera, e sono ripetute continuamente nell’ottima colonna sonora, e il finale tenterà di dare una risposta ai quesiti. Un cammino ascetico, per cercare la verità, in questa società non vive bene ma non sa nemmeno che alternativa prendere. O quanto meno non sa se ci sia una alternativa, quindi corre nelle terre selvaggie memore del messaggio Russeuniano. Ma la natura si rivela nella sua forza, maligna feroce e appunto selvaggia. Solo in solitudine Criss capisce quanto sia importante la comunità, e la stessa vita non ha senso se non condivisa.

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la colonna sonora! / 12 Marzo 2017 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

il film è sufficiente, ma la colonna sonora è la migliore di ogni tempo

Bella storia, ma il film non rende / 9 Febbraio 2017 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

La storia è bella e ha un significato profondo, ma è difficile da adattare per un film..che non rende il senso spirituale della storia. Forse neanche con un libro si può trasmettere le sensazioni di una storia del genere. Alla fine il film mi è risultato lento e pesante, recupera qualcosa solo nella seconda parte. Bisogna dare atto tuttavia della buona fattura del film: interpreti, immagini, musica, e intreccio (che salva il film in termini di ritmo, altrimenti sarebbe stato semplicemente noioso).

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“Happiness is only real when shared” / 25 Aprile 2016 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Film bellissimo, profondo e che fa ragionare e pensare su alcuni temi come la società, la libertà, la vera felicità, ecc. Con una colonna sonora incredibile(neanche nominata all’oscar, mah), ottima regia di sean penn, fotografia stupenda.

Stupendo / 24 Aprile 2016 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Fantastico film diretto da Sean Penn, con protagonista Emil Hirsch ma soprattutto la natura. Proprio quest’ultima è la vera protagonista, nel bene e nel male, di questo stupendo film. Curatissimo anche il comparto tecnico (fantastica la fotografia), bella e coinvolgente la storia narrata, molto buono il cast! Assolutamente da vedere

/ 29 Giugno 2015 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Quando guardo un film basato su una storia vera la mia attenzione e il mio interesse aumentano,ma purtroppo,in questo film non è accaduto.
Confusione e frasi fratte.

31 Maggio 2015 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Pellicola particolare, credo non per tutti e io sono uno di quelli. Visto due volte, a distanza di anni. Interpretazione maschile superba, non lo posso affatto negare. Un film difficile, che fa male. Bellissime le citazione che ci lascia. Tuttavia, non mi ha fatto entusiasmare molto, come leggo. Non voglio cadere in una recensione negative, perchè sarebbe un errore farlo, ma il mio palato, non è ancora pronto per assaporare un film di questo calibro. Un Penn deludente. Dietro invece un grandissimo Eddie Vedder.

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23 Maggio 2015 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Bellissimo

31 Gennaio 2015 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Un film che devo dire non avevo mai visto ne sentito nominare , e che casualmente mi è capitato di vedere.
Una storia affascinante , trascendentale . Una critica alla società dedita al consumismo e senza ideali . Chris uno spirito libero in cerca di verità , e felicità che non è necessariamente legata all’esistenza di una presenza umana .
Il ruolo di Chris doveva essere affidato inizialmente a Leonardo di Caprio , ma Emile Hirsch non ha affatto deluso alcuna aspettativa . Grandissima l’interpretazione del protagonista e del grande Hal Holbrook.
Fotografia e rappresentazione dei paesaggi sublime
. Questo film avrebbe meritato l’oscar , soltanto per il fatto di possedere il potere di coinvolgere lo spettatore e trascinarlo nella storia come se fosse propria . Sean Penn , è stato ” per caso” colpito dalla storia di questa sorta di romanzo autobiografico , ed io ” per caso ” me ne sono innamorato . Voto 10/10

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Un bellissimo film! / 11 Dicembre 2014 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Christopher , rampollo di una borghese e ricca famiglia americana, subito dopo la laurea conseguita in una prestigiosa università, rinuncia agli agi che lo aspettano per una scelta di vita originale e completamente fuori dagli schemi, che lo porta a bruciare soldi e carte di credito, affibbiarsi il nuovo nome di Alexander Supertramp e vagabondare per due anni in giro per l’America nella natura più selvaggia, fino alle lande gelide dell’Alaska. Bellissimi i paesaggi immortalati dalla fotografia di Eric Gautier, perfetta la colonna sonora del leader dei Pearl Jam Eddie Vedder, straordinaria interpretazione di Emile Hirsch, nei panni del protagonista. Un film molto interessante, che non dà risposte ma ci fa riflettere sulla nostre scelte e i nostri “falsi” bisogni, ricordandoci che “ l’essenza della vita dell’uomo sta nelle nuove esperienze.” Parola di Supertramp!

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29 Agosto 2014 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Un film che apparentemente sembra celebrare la ricerca della libertà e del contatto con la natura, e il rifiuto del materialismo. Ma in realtà le azioni del protagonista rappresentano in primo luogo una reazione alla vita familiare infelice; e come ogni reazione, esse non sono che una diversa forma di dipendenza. Chis porta i genitori con sé fino in Alaska (si veda la scena in cui cerca di cuocere l’alce). È questo reagire e non agire a innescare la tragedia, che non è tanto nel finale (dovuto più che altro all’avventatezza del ragazzo nel progettare ed eseguire la sua avventura), quanto nel rifiuto delle continue occasioni d’amore che Chris incontra nel suo viaggio: la coppia di hippie, Wayne, il signor Franz, persino Tracy (di cui Chris rifiuta le profferte amorose – un po’ improbabilmente, visto che alla ragazza presta il volto Kristen Stewart). Alla fine la verità si fa chiara, ma ahimè è troppo tardi. Un gran bel film.

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10
Foto del Profilo

7 Dicembre 2013 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Fantastico, bellissimo, unico.
Ciò non toglie che il nostro Alexander Supertramp è proprio un cogli**e.

29 Agosto 2013 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Nonostante vi abbia trovato alcuni punti che apprezzo e condivido, e nonostante sia ispirato ad una storia vera, lo considero un film IPOCRITA, DISONESTO e INCOERENTE

24 Giugno 2013 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Semplicemente perfetto. Il mio film preferito in assoluto.

Bisogna viverlo / 28 Marzo 2013 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Viverlo
Questa volta prima di iniziare a scrivere ho voluto leggere qualche recensione qua e là.
Ho letto commenti contrastanti su questo film alcuni entusiastici altri direi quasi offensivi.

A mio avviso il punto è che questo film non va visto e seguito soffermandosi a guardare, ascoltare e
osservare ciò che racconta e ciò che ci fa vedere ma vada in qualche modo vissuto, ci sia la
neccessità di immedesimarsi per un attimo e di uscire nell’immedesimazione un attimo dopo.
Immedesimarsi per provare almeno una volta nella vita ad immaginare certe situazioni, e di uscirci
e guardare al film con la predisposizione di chi osserva oltre le immagini, di chi cerca
di vedere oltre a ciò che si percepisce solo con gli occhi.

Io penso che se la predisposizione mentale che assumiamo al momento in cui decidiamo di vedere questo film
e se la nostra attitudine rispetta le impressioni sopra citate, difficilmente potremmo terminare la visione
con un commento negativo, in caso contrario immagino che altrettanto difficilmente ariveremmo mai alla fine
del film.
Per gustarlo, ovviamente questa è solo una mia impressione, ritengo che la nostra filosofia di vita debba ritenere
possibile il fatto che la vita può essere ben diversa da ciò che vediamo tutti i giorni e da ciò che siamo abituati
a trovarci attorno e questa differenza non è gestita dal denaro, dal potere e dall’economia in generale, la vita
può esser molto diversa da ciò che appare e questa differenza si può trovare senza ricorrere a nessun mezzo “esterno”
a ciò che abbiamo già in dote al momento della nostra nascita.
Se riteniamo impossibile questo concetto molto probabilmente questo film non è per noi.

E’ un film pieno, complesso, forse a tratti credo lo si possa considerare pesante, non lo considero lento
perchè la lentezza in questo film non può essere un valore ma credo si debba considerare un componente per altro
fondamentale e di coerenza con lo stile di vita che racconta.

La storia è quella di una fuga, disperata, dalla civiltà e dalla società identificata a modello di due genitori
che non sono mai stati accettati, che hanno costruito una famiglia su menzogne non tanto celate, che si comportano
secondo ordine della civiltà degli sviluppati, che rispondono ad un codice preciso del buon essere umano in società
ma che mancano clamorosamente nel loro unico e vero compito, quello di genitori, di riferimento per i due figli
adolescenti che in modi diversi vivono la loro esistenza da senza famiglia nonostante per la formalità
dell’ufficio anagrafe la famiglia esista e sia anche “stimabile”.

La fuga mista alla ricerca, alla ricerca di quella profondità che in molte esistenze rimane nascosta nel nostro
io più profondo, in quella parte interiore che spesso per volontà o meno risulta irragiungibile ma che se raggiunta
si svela nei suoi reali concetti che sono quasi sempre di una semplicità disarmante.

Una sezione del commento separata andrebbe riservata sia alla regia sia alla colonna sonora, ma la ritengo superflua,
o si sceglie di vedere il film e di assaporare e godere di questa sezione o si sceglie di non farlo.

Due parti su tutte nello scorrere del tempo e delle immagini mi sono rimaste impressa forti e precise nella mente… non credo servano parole, basta ricordarle così:

“una vita con la possibilità di essere utile con le persone che si lasciano aiutare; un lavoro che si spera possa essere di una qualche utilità e poi natura, libri, musica”
“Ti sbagli se pensi che le gioie della vita vengano soprattutto dai rapporti tra le persone. La felicità è dappertutto, è ovunque, in tutto ciò di cui possiamo fare esperienza; Abbiamo solo bisogno di cambiare il modo di vedere le cose”

Concludendo “into the wild” secondo me è un film che ti devi plasmare addosso, che devi digerire con calma anche un pò di tempo dopo aver terminato la sua visione, e quindi capire se ti sei sentito a tuo agio o meno.

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24 Gennaio 2013 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Trascendentale!

Domande irrisolte.. / 12 Dicembre 2012 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ho visto questo film più volte nel corso degli anni, ma ancora non riesco a spiegarmi come mai Sean Penn e lo stesso Jon Krakauer, autore del libro “Nelle terre estreme”, hanno voluto omettere fatti determinanti e realmente accaduti a Christoper McCandless.Perchè hanno preferito romanzare il tutto?Perchè questo è il cinema americano? Perchè non accennare nemmeno al biglietto lasciato da Christoper pochi giorni prima di morire in cui scriveva “AI POSSIBILI VISITATORI, HO BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO, SONO AFFAMATO, VICINO ALLA MORTE E TROPPO DEBOLE. SONO SOLO, NON E’ UNO SCHERZO.IN NOME DI DIO, RESTATE A SALVARMI.SONO FUORI A CERCARE BACCHE, DOVREI TORNARE STASERA (…) “. Perchè omettere la sua ricerca d aiuto e portare avanti invece l idea che fino alla fine lui scelse di stare solo? Quando lui, in realtà, aveva capito che “LA FELICITA’ E’ REALE SOLO SE CONDIVISA” e aveva pure provato ad attraversare il fiume, senza riuscirsci perchè troppo debole, quando in realtà aveva capito che il viaggio vero l aveva fatto dentro di sè e tutto ciò era stato troppo estremo? E perchè voler romanzare il finale, facendo capire che lui morì per aver mangiato dei semi ammuffiti, quando, invece, venne trovato nel bus in Alaska con 30 kili in meno, deperito e morto di fame? Resta il fatto che è un film ben fatto, con una bella fotografia e un’ottima colonna sonora.

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Into the Wild / 29 Novembre 2012 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Sean Penn è alla sua quinta regia e terza sceneggiatura, e probabilmente ha già firmato il suo capolavoro in tali sensi. Il film è un viaggio, è una ricerca, è un’intensa riflessione che dura tutti i 142 minuti del film, si evolve ed abbraccia diverse situazioni, fa scivolare la sua profonda filosofia nei cardini delle più profonde domande dell’uomo. Ci espone, con immenso coinvolgimento, quelle che sono state le scelte di Christopher McCandless, scelte forti, nette, coraggiose e radicali. Ne emergono tantissime problematiche, tantissime questioni, ma in particolare quelle della moralità, quelle dell’etica, le lotte contro il lassismo di una società congelata, convinta della sua stasi, auto-condannata a non avere uno scopo. E’ il grido disperato di un ragazzo che fugge per poi tornare, che evita i rumori per ascoltare più in fondo i suggerimenti che gli dona la natura, i mormorii che sente l’esigenza di carpire nella paura di dimenticare, come hanno fatto le persone intorno a lui, il motivo ultimo dell’esistenza umana. Tutto questo è nella pratica a noi presentato tramite un immenso lavoro sentito da tutti, interpreti, tecnici, lavoratori, sgobbini e regista, un’alchimia perfetta del sentire comune. Hirsch è formidabile, ma come lui, tutti gli altri interpreti centrano il loro ruolo. E allora viene da chiedersi: perchè non premiare con il massimo del voto un lavoro così magicamente portato a termine? Forse perchè l’Academy non lo ha premiato? Questo signori è grande cinema.

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20 Ottobre 2012 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

mi è piaciuto moltissimo, storia, ambientazione, insomma tutto.
colonna sonora che consiglio di comprare.

10 lettere per rendere l’idea:Capolavoro / 9 Settembre 2012 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Sto film apre le menti.Senza se e senza ma provoca un scossa emotiva in chi lo sta guardando.

Ottima l’interpretazione,ottime le figure secondarie e ottimo tutto il contorno.
Se vi trovate giù di morale e pensate(egoisticamente) che vi vada tutto storto guardatelo,non ve ne pentirete.
Dopo avrete una diversa visione su parecchie cose.
Garantito

Ars sapiens / 3 Settembre 2012 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Io dico che Sean Penn, dietro alla cinepresa, ci sa fare.
Questo film è a dir poco avvincente; certo il plot da “storia vera” un po’ aiuta (gli audaci), ma l’elemento selvaggio che viene reso non scaturisce da un nudo documentario. C’è dell’arte sciente e sapiente, qui dentro.

Semplicemente Into The Wild / 27 Agosto 2012 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Mi permetto di dire che chi critica Chris non capisce un H della vita. Si perché il protagonista ha affermato una grande verità: la società,
il problema è la società, così sia il film che il libro che la storia vera raccontano tutte questa grande verità: siamo intrappolati nella società. Allora Chris abbandona gli oggetti materiali, le “cose”, e scappa nella natura alla ricerca di qualcosa di autentico. Quanti di noi ogni giorno devono lottare per arrivare a fine mese, perché siamo in una società consumista? Chris scappa da questo, dall’avidità della madre, dall’aridità del padre, dalla tristezza di una famiglia incentrata sull’apparire, per finire nella grande Alaska, nel nord, in un viaggio da nord a sud a nord pieno di avventure e di gioie autentiche. Ma come lui stesso dice: la felicità è tale solo quando condivisa. Into The Wild è l’opera toccante che Sean Penn ha portato sui grandi schermi di un ragazzo di altri tempi e della sua avventura nella natura. Ha portato sul grande schermo la vita.
Ecco uno dei miei film preferiti.

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27 Giugno 2012 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Visivamente potentissimo, colonna sonora magnifica, fotografia affascinante. Emozionante.

La forza di volontà è la chiave di tutto ma… / 27 Maggio 2012 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Bellissimo film! Bellissima colonna sonora!!!
Lui l’ho visto per la prima volta in “La ragazza della porta accanto”…piccolo, giovane, ormonalmente attivo…
Vederlo in questo film mi ha sorpresa…molto bravo…poi chissà quanto lavoro per montare tutte quelle scene anche a livello fisico…
Peccato però che mi passa 2 ore a lottare contro qualsiasi cosa e poi mi muore cosi … con DELLE SEMPLICI BACCHE!!!! Insomma!!!!!!

Però è bello vedere come la fichissima Kristen Stewart si rivela mezza ninfomane anche in un film serio come questo hahahahahahha

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Film carico di sentimenti semplici e veri…da vedere! / 26 Maggio 2012 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

“Into the wild” è un film ispirato al libro di Jon Krakauer che racconta la storia vera di Chris McCandless; un giovane, laureato e benestante, di 23 anni che dopo la laurea decide di lasciare tutto, incluso la famiglia, ormai stanco di un mondo civilizzato, che si regge su apparenze e falsità, e che mira al soddisfacimento di quei bisogni meramente materiali dove è il “DIO DENARO” la fonte regolatrice dei rapporti tra le persone, per andare nelle terre selvaggie dell’Alaska all’insegna del contatto con la natura. Avrà inizio un lungo pellegrinaggio destinato all’esplorazione dell’America dove Chris rischierà la vita, conoscerà nuovi amici e al tempo stesso compirà un viaggio interiore alla ricerca della libertà e di sè stesso.
Sean Penn con questo film è riuscito a toccarmi nel profondo del cuore. Ottima la potenza narrativa, la regia, la fotografia, e il cast…per non parlare della colonna sonora, di Eddie Vedder, che riesce a fare da cornice alle immagini comunicandoci le emozioni del protagonista e degli altri personaggi attraverso le sue canzoni.
Consigliato per chi ha voglia di vivere emozioni e sentimenti forti.

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26 Febbraio 2012 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

il protagonista è decisamente antipatico
non vuole vivere libero per un autentico desiderio di libertà ma solo perché è arrabbiato con il padre, in un certo senso si merita la fine che ha fatto.

3 Febbraio 2012 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Ehm… Ho provato a guardarlo due volte ma… Mi addormento.

27 Dicembre 2011 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Capolavoro?
Non capisco bene il perché tanto rumore per un film che francamente è anche un po’ irritante proprio nella figura del protagonista. Lo trovo arrogante e la fine del film premia cotanta strafottenza.
Sbaglierò ma non lo trovo per niente un bel film…
Gusti…

libertà o prigionia? / 15 Aprile 2011 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Sono uno dei pochi che va controcorrente e boccia questo film. E lo faccio ancor di più dopo aver visto, e soprattutto letto il libro da cui è tratto “127 ore”. Sono due storie che a prima vista possono sembrare simili, tanto più che Aron Ralston, protagonista di 127 ore, segnala il libro di Krakauer come uno dei suoi favoriti. Ma, per come l’ho interpretato io, sono due storie diverse. Christopher McCandless è un ragazzo annoiato dalla società e stanco di ogni legame che decide di partire per un viaggio che lo porterà nello Yukon selvaggio, in contatto diretto con la natura. Durante il suo viaggio, del quale non ha avvisato parenti ed amici, lasciati semplicemente da parte, conoscerà persone nuove e approfondirà legami importanti. Ma la sua utopia lo porta a rinunciare a tutti, in nome di un sogno infantile che si rivelerà tragico.
Aron Ralston è attratto dalla montagna e dal contatto con la natura, ma la sua avventura (con tutti i suoi risvolti) non è cercata. E’ un fatto che capita e che lo mette di fronte a delle scelte che lo faranno maturare.
Il suo equlibrio con il mondo ed i suoi abitanti non era diverso prima dell’avventura nel canyon. Tanto che li ricorda tutti continuamente.
McCandless, invece, astrae ogni legame dalla sua vita e lo sacrifica senza capire che il bello della sua avventura era il viaggio costante e l’incontro con persone nuove.
E’ questo che non mi è piaciuto del personaggio. il film è sicuramente ben fatto, girato con esperienza e la colonna sonora è stupenda, ma non ho avuto nessun tipo di coinvolgimento e men che mai ammirazione per McCandless. L’ho trovato, anzi, infantile nella sua ribellione. Con le conseguenze più ovvie.

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Capolavoro / 22 Marzo 2011 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Un vero e proprio capolavoro, tocca davvero l’anima delle persone, fa partire lo spettatore verso un lungo viaggio, mi ha davvero commosso questo film un apoteosi di libertà ricca di insegnamenti e significati profondi……Con una colonna sonora da brividi!!
Happiness only real when shared…

17 Marzo 2011 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Allora questo è uno dei rarissimi casi in cui ho voluto rivedere il film una seconda volta al cinema.
(mi era capitato al tempo con Titanic T_T)
Comunque l’ho adorato, e lo adoro. Com’è stato diretto, la fotografia, la colonna sonora (Eddie Vedder..amen) …come è stato interpretato.
Emile Hirsch nella parte di Alexander Supertramp, alias Chris McCandless, veramente bravo.
La storia è di impatto, soprattutto perchè è vera. E’ un mix di stati d’animo, di emozioni. Si accompagna Chris in questo suo viaggio, anche interiore.. alla ricerca di sè stesso, della libertà e della verità.. che lo porta ad allontanarsi da tutto e da tutti, da quella realtà che sente sempre più lontana ..
bello, ma che mi lascia anche un pò l’amaro in bocca..

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17 Marzo 2011 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Non sapevo che fosse tratto da un libro, non sapevo fosse una storia vera. In realtà guardando il film un pò lo si intuisce, anche per come viene raccontato: con i suoi capitoli che scandiscono ogni singola avventura della vita di Chris McCandless, capitoli che servono a paragonare una vita intera ma che in realtà sono il riassunto di soli due anni di vagabondaggio.
E’ un film pieno di contenuti filosofici, ed è inevitabile che scaturiscano nello spettatore mille pensieri su come sia la propria vita o come avrebbe dovuto essere.
E’ un film in cui ci si sente parte, ci si immedesima. In ognuno di noi c’è una piccola parte che avrebbe voluto partire come ha fatto Chris, mollare tutto e non essere legato ai vincoli che ti impone la società moderna: quella in cui ti vede per forza laureato, con un buon lavoro e con una famiglia alle spalle…quella per cui devi alzarti al mattino e fare e vedere le stesse cose ogni singolo mattino della tua vita.
Chris l’ha fatto sul serio, e noi anche se solo con gli occhi e col pensiero lo seguiamo in questa avventura. E’ un film che consiglio a chiunque, a quelli a cui piace ci sia sempre una morale della storia, ma anche a quelli che amano gli spazi sconfinati, la natura fatta di montagne come di deserti e di animali, e anche quelli che rimpiangono un pò la vecchia filosofia hippie.

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16 Marzo 2011 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Affascinata dall’ascolto di Hard Sun di Eddie Vedder

ho ripensato al film Into the wild. Racconta di un giovane uomo inquieto e anticonformista che porta all’estremo la sua ricerca della libertà, la storia vera di Christopher McCandless. Ci presenta un uomo che sa ascoltare se stesso e che cambia la vita di quelli che incontra. Un uomo forte e fragile allo stesso tempo. “Happiness is real only when shared”: la felicità è autentica solo se condivisa. Questa la frase che ci ha lasciato, senza poter condividere fino in fondo le scoperte fatte nel suo percorso interiore. Quest’uomo non ha paura di andare alla ricerca di se stesso, come San Francesco abbandona i suoi beni materiali e ascolta il silenzio della natura in una ricerca estrema della libertà.

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24 Febbraio 2011 in Into the Wild - Nelle terre selvagge

Filmone, nel vero senso della parola: grande storia, grandi spazi, grande regia, grande colonna sonora. Il fatto che racconti una storia vera contribuisce ad incollarti allo schermo; unico problema? Piuttosto lento, sconsigliato per la seconda serata.

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