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Recensione su Interstellar

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Tanto rumore per…? / 20 agosto 2015 in Interstellar

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Devo essere sincero, se ne era parlato così tanto che mi ero creato delle aspettative che in parte sono andate deluse.Se qualcuno aveva parlato del nuovo 2001 odissea nello spazio del nuovo millennio mi sa che ha preso una bella cantonata.
Il film non è sgradevole, gli effetti sono ben fatti e nonostante la durata “scorre”.
Ci sono alcune cose, però, che non me lo fanno digerire in pieno. Partiamo dalla presunta attendibilità scientifica. Di solito non cerco il pelo nell’uovo nei film di fantascienza riguardo ai particolari scientifici, io stesso non ne capisco granché, li prendo come curiosità da leggere a corollario, ma in questo film le leggi fisiche fanno parte integrante della trama e qualche inesattezza rischia di far crollare tutto il castello di carte.
Ho apprezzato il silenzio dello spazio ed anche in Buco nero, che a quanto leggo è descritto correttamente, ma non sono riuscito a farmi accettare la storia dei tre pianeti in orbita attorno a questo Buco Nero, cioè la luce e il calore da dove arrivano? Il primo pianeta visitato, quello più vicino al buco, dovrebbe essere deformato a uovo e senza rotazione, altro che onde di maree. Anche la questione delle discrepanze temporali sembra sia non corretta, ma qui mi addentrerei in un campo per me ostico.
Tutto questo potrebbe passare in secondo piano se almeno la trama ce lo facesse dimenticare, ma direi che invece tutto procede in modo lineare, tutto quello che succede doveva succedere. Lo stesso “fantasma” avevo già intuito cosa in realtà fosse sin da subito, così come chi fossero in realtà “Loro”. Ci sono buchi e salti nella trama, alcuni dialoghi mi risultano incomprensibili (e non parlo solo quelli scientifici, ma, ad esempio, come quello sull’amore). Poi il fatto che alla fine si risolva tutto con il paradosso ontologico, tanto sfruttato dai film sui viaggi temporali, non ha migliorato la mia impressione.
Una curiosità, il personaggio di Matthew McConaughey regala alla figlia un orologio che alla fine sarà decisivo per la salvezza dell’umanità come nel film Contact lo stesso attore dava a Jodie Foster una bussola prima della partenza per lo spazio dicendo che le avrebbe potuto salvare la vita, cosa che in effetti farà.
In definitiva un lavoro di Nolan non all’altezza dei suoi precedenti, e lo dice uno che ha apprezzato tutti i suoi film.
Sicuramente non nella mia top ten dei film di fantascienza.

4 commenti

  1. astoundingjb / 10 settembre 2015

    Giuste osservazioni! Solo un commento: il problema (uno dei tanti!) del film è che il “paradosso ontologico”, o di predestinazione, NON può essere il meccanismo (fantascentifico, si capisce) di salvezza e di messa in moto della trama del film, poiché deve necessariamente provenire da qualcosa di esterno a noi, in quanto modifica completamente le cause che hanno permesso la sua origine. Mi spiego: il protagonista viaggia attraverso il wormhole e comunica tramite il tesseratto, messi lì da “Loro”. Grazie a questo cambia il futuro dell’Umanità salvandola. Quindi non è più nell’esigenza dell’Umanità creare wormhole e tesseratti per farsi salvare, ameno non nell’immediato: non c’è alcuna predestinazione, è già salva! Vediamo la cosa da un altro punto di vista: “il primo viaggio”. McConaughey parte e lascia la Terra a sé stessa. Qualcuno a questo punto dovrebbe inventare wormhole e tesseratti (entro due generazioni, come dice Michael Caine, prima che l’Umanità si estingua) per permettere il viaggio passato di McConaughey attraverso il wormhole. E’ improbabile che ciò avvenga in due generazioni, vista la crisi culturale e tecnologica che stanno colpendo le persone a seguito della piaga. E l’informazione su come fare non può certo venire da McConaughey, che non come costruirli! Quindi non siamo stati noi a salvarci, e non sembra che ne avremmo nemmeno la necessità di imparare! E’ stato un “Deus Ex Machina” esterno, chiamato “Loro”, a salvarci!
    Quindi, come profondità della trama, decisamente anni luce da 2001 di Kubrick!

  2. azz1970 / 12 settembre 2015

    E’ proprio questo accostamento a 2001 di kubrick che certuni hanno tirato fuori che mi aveva caricato di aspettative. La delusione è stata cocente. Kubrick rimane irraggiungibile, sicuramente da questo film.

  3. Buckethead / 8 gennaio 2017

    @azz1970 Beh, l’attendibilità scientifica è difficilmente confutabile, visto che le teorie espresse riguardano in larga parte la fisica teorica, quindi teorie. Ma io aspetterei per dare un giudizio sulla scientificità espressa nel film. Non dimentichiamoci, però, che insieme a Nolan, in questo film, ha collaborato uno dei più importanti fisici del mondo, Kip Thorne. Non uno alle prime armi, e uno dei fisici più esperti della relatività generale, Su questo punto non posso che fidarmi dal punto di vista scientifico. Confesso che ho trovato questo film molto più godibile di 2001 odiessea nello spazio. Interstellar non potrà avere l’avveneristicità che ha avuto 2001 ai suoi tempi, ma secondo me Nolan ha osato bene, forse ha sforato, ma queste cose cambiano i parametri, soprattutto in meglio !

  4. azz1970 / 9 gennaio 2017

    Leggendo in giro, altri fisici si sono dimostrati perplessi sul lavoro di Thorne, tanto da far sospettare che la sua consulenza sia stata più sbandierata che effettivamente usata. Ma lasciando perdere il lato scientifico, devo confessare che questo film non mi ha lasciato niente, oltre a non aver trovato un’idea originale che sia una. Forse sono troppo esigente io, ma più un film viene “pompato”, più è il rischio di delusione e qui la delusione è stata fragorosa. Se me lo facevano passare come un normale film di fantascienza, quale è, l’avrei visto e dimenticato dopo un paio di settimane.

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