55 Recensioni su

Interstellar

/ 20147.8895 voti

Il mio film preferito / 29 Luglio 2018 in Interstellar

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Non posso che dare 10 stelle a questo film, a distanza di anni alla domanda: qual’è il tuo film preferito? Ripondo proprio questo. Non so, i temi di cui tratta, le musiche, la storia, forse la visione che da dello spazio e degli altri pianeti, la scena dove si trova in mezzo a tutti quei Spazi/tempi… mi ha stregato. Ottimo, io consiglio al 100%

Non un capolavoro ma un gran bel film si. / 18 Marzo 2018 in Interstellar

Difficile recensire questo film, davvero difficile.
Una pellicola bellissima, intensa, profonda e molto suggestiva.
Il cast è superlativo (Matthew McCounaghey è straordinario e lo dice una che non lo ha mai sopportato), una buona trama dove, nonostante la sua estenuante lunghezza (e qui devo fare un appunto: basta con queste pellicole infinite! Ormai è quasi diventata una moda quella di fare film che superino le due ore), i passaggi in cui c’e’ il rischio di addormentarsi sono davvero rari.
La regia di Nolan è ancora una volta magistrale, con effetti speciali (giustamente premiati dall’Academy) eccellenti e una fotografia curatissima sia nel grigiore dei campi che nel blu dell’immensità del cosmo.
C’e’ poi una malinconia di fondo in questo film che ho apprezzato molto e una visione del futuro pessimista ma allo stesso tempo piena di speranza, con un finale poi bellissimo e commovente.
Detto tutto ciò non lo reputo un capolavoro come molti lo hanno definito ma un gran bel film questo si e uno tra i migliori di questo regista (per me solo “The Prestige” gli è superiore tra quelli che ho visto).

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. / 29 Settembre 2017 in Interstellar

Lungometraggio nolaniano con tutti i crismi, non raggiunge minimamente la bellezza di Inception, dove la freddezza del regista si sposava bene con una storia fin da subito incentrata sui sentimenti. Anche Interstellar viaggia su questo binario sentimentale, ma lo fa in maniera caotica, mal riuscita, raffazzonata, mettendo in mezzo un discorso scientifico piuttosto pretestuoso e trattato secondo le necessità di scrittura. Di fatto quindi parlare o non parlare di concetti fisici complessi sarebbe stato la stessa cosa se alla fine la pellicola voleva girare attorno all’amore e agli affetti. Amore che viene ridicolizzato in uno scambio di battute piuttosto brutto tra i due protagonisti. I dialoghi infatti sono abbastanza smorti, didascalici, per nulla profondi, seppur gli attori tutti siano abbastanza bravi. La commozione sorge come naturale reazione empatica a fronte di una storia che in fin dei conti parla di padri e figli e più in generale di relazioni umane da salvare assieme all’umanità tutta. Ma il risultato è comunque molto poco incisivo, il coinvolgimento emotivo, almeno da parte mia, è stato minimo. Bellissime ovviamente le scenografie, gli effetti speciali, le musiche di Zimmer, l’estetica generale del film, cosa che Nolan non sbaglia mai. Quindi in definitiva, premesse e spunti di riflessioni molto interessanti, sviluppati malamente nel tentativo di fare quadrare i dettagli tecnico-scientifici dentro una storia che più semplicemente poteva fare a meno di velleità scientifiche, buttandosi completamente sul nocciolo umano e affettivo, un po’ come avrebbe forse fatto Spielberg se avesse, come in origine previsto, diretto il film.

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Grande film, ma non il migliore di Nolan, per me / 14 Giugno 2017 in Interstellar

Sulla trama credo si sappia già abbastanza, anche se, devo dire, che il bello di questo film è proprio scoprirla via via, sempre sorprendente e stupefacente quello che accade. Il protagonista, in questo mondo che volge verso la fine, senza cibo, con continue tempeste di polvere, dove contano in pratica solo le persone che possono contribuire alla causa è interpretato magistralmente da Matthew McCounaghey, ex pilota NASA che è diventato, come tanti, fattore, ma trova l’occasione per poter vedere al di là della nostra galassia, tramite un misterioso wormhole. E lì inizia il bello. Tanti attori interessanti e bravi (Anne Hathaway, Michael Caine, Jessica Chastain ma ci sono ancora altri diversi altri volti importanti non segnati sul poster o sul DVD), una storia intrigante, spettacolare da vedere, forse eccessivamente pesante a tratti, ma è il cinema di Nolan. Detto questo, lo ritengo inferiore ai film del Cavaliere Oscuro e al meraviglioso Inception, ma ragazzi, questo è comunque un filmone, pochi dubbi. Solo tanta voglia di guardarlo senza preoccuparsi troppo della durata e dei vari ed importanti argomenti che verranno trattati nel corso della storia.

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Magico! / 15 Ottobre 2016 in Interstellar

Sarò breve: trama fantastica, idea moderna. Mi sono piaciute tantissimo le critiche (celate) alla società moderna, consumistica e inquinante.
Bella l’idea di quello che è un futuro prossimo che paga le conseguenze di ciò che siamo oggi. Meraviglioso lo sviluppo della trama, dei personaggi, con quell’immancabile traccia dei “sentimenti a buon mercato”, che, a mio gusto, non gli fanno raggiungere l’eccellenza.
Tuttavia, per me, nella top 10 dei film più belli dal 2010 ad oggi.

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PERFETTO / 29 Marzo 2016 in Interstellar

Assolutamente un film che vado a definire perfetto perchè la storia , gli effetti , gli attori , la musica … tutto è perfetto e davvero va a suscitare allo spettatore EMOZIONI STUPENDE !!!!!! GRANDISSIMO NOLAN!!!!!!!!

Il Whormhole di Nolan / 16 Marzo 2016 in Interstellar

Convenzionale, drammaticamente formale, didascalico e in definitiva cerchiobottista, Interstellar è in sintesi la summa del Cinema di Nolan, ma dei suoi lati peggiori.

L’odissea di Ulisse? No,di Nolan. / 12 Marzo 2016 in Interstellar

Interstellar: Capolavoro o Boiata?
CAPOLOIATA!
No,sicuramente sul piano tecnico il film è pazzesco.Per quanto riguarda la regia non c’è proprio nulla su cui poter dibattere.Lo stesso per le interpretazioni che sono assolutamente magnifiche e qualcuno di loro doveva essere candidato all’Oscar(Parlo di McConaughey e di Jessica Chastain).Ma personalmente ci ho capito veramente poco…ahahahah…E se qualcuno me lo potesse spiegare velocemente sarei veramente felice.Il punto,forse,più debole del film è che è particolarmente lento e noioso in alcuni punti.Ma comunque è da vedere assolutamente perchè è molto emozionante.Gli effetti speciali sono una meraviglia.Peró…

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Miglior film di Fantascienza, punto. / 16 Febbraio 2016 in Interstellar

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Lo si è etichettato in modo molto variegato Interstellar, senza provare a pensare a cosa ci ha dato e cosa ha trasmesso.
Un film che riesce a muovere i lati umani piu’ profondi, facendoli infrangere in un’infinità di scheggie di fantascienza che collimano con la scienza.
Un film che riesce a farci conoscere una dimensione nuova, che ricrea un nuovo pensiero, una nuova base su quanto poco conosciamo, facendoci conoscere Il Piu’.
Veniamo inebriati da una realtà sporca dei viaggi spaziali cosi’ come raramente li conosciamo, fino a sprofondare in tutto cio’ che esula dal banale.
Kubrick c’era riuscito decenni fa, ma Interstellar, per mio parere, è riuscito a vincere la lotta di pensiero, ha superato la trama stessa di cui è composto, cosi’ da farci ricadere nell’oblio dei pensieri piu’ primordiali.

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Il miglior film sci-fi del nuovo millennio / 19 Gennaio 2016 in Interstellar

Mezzo capolavoro di Nolan con questo film strepitoso da tutti i punti di vista. Effetti speciali degni di nota. Un ottimo Matthew condito da buonissime prestazioni da tutto il resto del cast. Sicuramente il miglior film di fantascienza spaziale degli ultimi 15 anni

La legge di Murphy / 19 Settembre 2015 in Interstellar

Se qualcosa può andare storto, lo farà. E’ questo il vertice della piramide di Interstellar. Una legge non scientifica che si rivela l’unica davvero valida in un film scientifico. Nolan come suo solito si rifiuta di essere prevedibile. Ma invece di ricercare insensati colpi di scena come qualsiasi altro banale regista, Nolan si spinge oltre. Osservando le rigide leggi scientifiche sfruttando le dolci licenze poetiche fantascientifiche. Questo mai abbastanza premiato regista non si accontenta di raccontare una storia, si illude e ci illude con tutta la convinzione di cui è capace che quello che ci narra non solo sia possibile, ma sia del tutto probabile. La trama all’inizio sembra quasi banale. Cooper vive in un futuro distopico dove la Terra inizia ad avvelenare l’aria e il cibo. E’ vedovo ed ha due figli che ama molto, per la quale è disposto a lasciare la Terra, per trovare un altro pianeta su cui vivere. Ed da questo momento in poi l’unica legge veramente valida sarà la non scientifica legge di Murphy. Murphy è anche il nome della figlia di Cooper. Una ragazzina che invece di aspettare che la salvezza arrivi (letteralmente) dal cielo, la ricerca sulla Terra. Che con suo padre ha un legame stretto, che verrà spezzato dall’irruenza con cui il viaggio interstellare prende forma e velocemente si materializza nella vita di Cooper.
Che nello spazio si ritroverà in un mondo in cui le leggi fisiche e scientifiche fanno da padrone, immerso in un mare letale. Forzatamente distaccato da tutte le emozioni e i sentimenti umani. Ed ecco che la fantascienza compie di nuovo il suo miracolo. Va al di là della credibilità, ed è proprio questo che dobbiamo volere: incredulità. Perché siamo ormai a un punto in cui non ci stupiamo più di niente di quello che ci viene mostrato sullo schermo. E invece Interstellar ci dona non cinema, ma fantastica realtà.

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Film d’azione visivamente fantastico ma rovinato da una trama incoerente (non parlo della fisica) da un regista che osa sempre troppo più delle sue capacità… / 10 Settembre 2015 in Interstellar

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Che dire, film è molto bello! Quando è uscito, e ancor prima, ha suscitato moltissime attenzioni da parte di pubblico e di critica. Adesso (a distanza di un anno) sembra che non ne parli più nessuno. Giusto così! Perché? Beh, a mio modesto vedere questo film di Christopher Nolan condivide gli stessi difetti di Inception.
E’ un film che ad una prima visione stupisce ed intrattiene lo spettatore in modo perfetto; contiene una buona dose di azione ed una regia di alto livello, scene mozzafiato ed un utilizzo posato della computer grafica: non sa di artificiale ed irreale! In più lo spettatore viene stuzzicato da idee e spunti interessanti (desertificazione, teoria del complotto lunare e dei viaggi nello spazio) e da trame abbastanza complicate (troppo più delle capacità dello sceneggiatore, purtroppo, come spiegherò a breve), delle quali ovviamente in prima battuta non può capire tutto, e che proprio per questo lo invita a rivederlo una seconda volta. Ed una terza. E forse anche una quarta, a meno che questo non si faccia impaurire da nomi altisonanti come Gargantua, buchi neri, tesseratti e cunicoli spazio-temporali, e rinunci a capire… Se sopravvive dopo aver visto il film con attenzione più di un paio di volte, purtroppo, inizia a notare una marea di incoerenze, che fanno perdere enormemente spessore al film. Non dico che lo abbassino ai livelli di Armageddon ma poco ci manca! Andiamo con calma e un po’ di trama.
Il film inizia con una Terra piagata da una malattia delle piante che porta alla scomparsa di vari tipi di cereali e, di conseguenza, di tutte le specie animali che da queste dipendono. Il cibo scarseggia. Come altro effetto, sembra esserci un aumento della desertificazione e delle tempeste di sabbia; non si capisce se è una caratteristica degli stati americani del sud della Cintura del Grano (Matthew McConaughey è veramente del nord del Texas) o un po’ di tutta la Terra. Fatto sta che la crisi agricola sembra aver portato anche una crisi culturale e tecnologica in cui c’è stata una deurbanizzazione e dove la popolazione sembra esser tornata ai tempi del Far West agricolo: ognuno è chiuso nella propria fattoria, vivendo di agricoltura, e arriva al massimo al proprio villaggio per la scuola, le spese e pochi divertimenti. Non si vede traccia del resto del mondo (salvo in un drone Indiano notato dal protagonista ad inizio film). La massima aspettativa di occupazione è diventare dei buoni agricoltori, e professioni come lo scienziato e l’astronauta sembrano completamente inutili e desuete. Questo porta anche a negare le imprese dei viaggi spaziali compiute da Stati Uniti e Russia a partire dagli anni ’50 del secolo scorso. Tutto ciò fornisce interessantissimi spunti di riflessione e intrattiene lo spettatore per la prima mezzora. Il peggio arriva dopo!
Come dicevo nel titolo, il problema del film non sta nella fisica (curata da Kip Thorne, quindi non oso discuterla!), o meglio, non direttamente in questa, ma nel fatto che la si usi per “stordire” lo spettatore, togliendogli la voglia di ragionare a seguito di paroloni come buco nero e tesseratto e di teorie complesse come quella della Relatività Generale. Perché una volta capita la Fisica (lo so, è complicata) nel resto del film non torna niente!! Uno spettatore spaventato magari non ci fa caso ma uno più attento sì, e si arrabbia molto quando capisce che il regista ha osato annoiarlo per mezzore con spiegazioni complicatissime di Relatività Generale per poi non sfruttarla e far accadere tutto “per caso”! Esatto, la fisica c’entra il giusto a livello di trama nel film di Nolan, e tutti gli eventi salienti succedono per caso! Stessa cosa in Inception, quando per mezzore ci spiegavano le “regole del gioco” per quanto riguardava il sogno (il calcio è la sensazione di cadere che ti fa svegliare, gli effetti sul sognatore si ripercuotono nel sogno, non si può uscire dal limbo) per poi non usarle o violarle tutte sistematicamente (cade il furgone ma non si sveglia nessuno, nel livello sulla neve non deve esserci gravità, alla fine sembrano uscire dal limbo, oppure il film è finito mezzora dalla fine? Mah!).
Tornando ad Interstellar, passata la prima mezzora di idee e spunti interessanti, quando inizia a muoversi la trama partono le inconsistenze. Provo ad elencarne qualcuna in ordine di svolgimento della trama, lasciando la fisica da parte, senza quindi ripetere l’inganno di Nolan:
1) L’ultimo astronauta più in gamba della Terra, il protagonista McConaughey, come per caso si trova la Nasa in fondo all’orto, o comunque a distanza di walkie talkie da casa sua. E per di più, una volta giunto lì, gli dicono che era l’uomo giusto al momento giusto: alla NASA serviva un pilota con le sue caratteristiche, e lui era l’ultimo rimasto al mondo, e una missione stava giusto per partire. Quando si dice i colpi di fortuna!
2) Parte l’astronave: scena spettacolare del lancio, della combustione di serbatoi immensi di carburante per fuggire dalla gravità e dall’orbita terrestre. Tutto questo dura circa dieci minuti, venti con le fasi di allontanamento dall’orbita, con i classici movimenti rallentati e armoniosi rispetto alla grandezza del cosmo ed alla brutalità della partenza dalla terra. Stessa scena di moltissimi altri film sullo spazio tipo Apollo 13. Bellissimo, impressionante!! Cinque minuti dopo arrivano sul primo pianeta, quello di Miller, interamente ricoperto di acqua (ma col fondale curiosamente bassissimo e delle onde invece grandissime) e dove la gravità è addirittura superiore a quella terrestre, il che costringe gli astronauti a muoversi in modo goffo e rallentato, ed uno di loro subito ci rimane secco. Atterrano muovendo l’astronave come fosse un fuscello e ripartono come fosse un jet da caccia, senza l’aiuto di enormi razzi propulsori o altro! Molto coerente Nolan! Prima ci stupisci e ci intrattieni per decine di minuti con la maestosità del decollo dalla Terra e adesso, su un pianeta con più attrazione gravitazionale, ci fai vedere che in realtà è molto più semplice ed immediato e basta una piccola astronave? Mhm… Non mi sembra molto coerente!
3) Lasciamo la Terra dove la piaga non fa crescere il grano e andiamo in una galassia dove dei pianeti orbitano attorno ad un buco nero che, fisici o non fisici che siamo, è NERO e quindi non proprio il massimo per illuminare un giardino e permettere la vita. Posti più ospitali non ce n’erano?
4) Al solito, fisici o non fisici, per quel che ne capisco mi pare tanto più semplice costruire delle immense serre super sterili sulla Terra o sulla Luna o nello spazio vicino, piuttosto che organizzare dei viaggi intergalattici attraverso un wormhole, trasportando tutta la razza umana e ricostruendo case e città e, appunto, delle immense serre super sterili dalla piaga laggiù. Va beh!
5) McConaughey che cade nel buco nero… In realtà preferisco pensare che McConaughey cadendo verso il buco nero finisca prima nel tesseratto perché, come tutti sappiamo, da un buco nero non si può uscire. Comunque, fa niente! Grazie al tesseratto ha accesso allo scorrere del tempo nella sua vecchia casa e può comunicare con la figlia, mettendo in moto la trama del film. Già… Chi ha creato il tesseratto ed il wormhole e li ha posti dove sono? Il caso (o Deus Ex Machina, che dir si voglia)! Già, perché nel film non viene spiegato, con la fisica, ancora una volta, non c’entra niente e soprattutto non possiamo esser stati noi a farli, al contrario di come invece sembrerebbe intuirsi nel finale. Il perché è semplice; stando alle parole di Michael Kane, la popolazione umana è destinata ad estinguersi nel giro di due generazioni. E’ possibile che in così poco tempo e con l’arretramento culturale e tecnologico che vivono riescano a raggiungere la tecnologia per fare certe cose? Mah! Mettiamo anche che sia possibile… Ma allora non avrebbe senso il finale di Interstellar dove la gente grazie a wormhole e tesseratto si è ormai trasferita cambiando il corso degli eventi e ciò che li ha spinti a costruire originariamente, entro due generazioni, il wormhole vicino a Saturno ed il tesseratto! Quindi il film non sarebbe potuto partire! Quindi non possiamo esser stati noi a muovere la trama del film (e nemmeno la fisica, ovviamente!) e quindi è avvenuto tutto “per caso” giostrato da qualcuno esterno… Ottima trama!

In definitiva, Interstellar mi è sembrato visivamente un film molto bello, con scene magnifiche ed un buon ritmo, ma con una trama da far voglia di buttare Nolan in un buco nero! Mi è sembrato un po’ come quei giochi da tavolo col manuale di istruzioni da 300 pagine, che impieghi ore di sofferenze e di sforzi di concentrazione a capire, e che una volta lette e studiate uno dice “giochiamo a soldatini e facciamo le regole a caso nostro!”… Ecco, la trama di Interstellar è questa: tanti paroloni, fisica complicata che distrae e inibisce lo spettatore (cosa ignobile da parte del regista/sceneggiatore! Tutto l’opposto di quello che deve essere la fantascienza!) e poi tutto avviene per caso!
Insomma… a Nolan piace complicare la vita allo spettatore, e si è capito. Però non è in grado di farlo, e finisce per prenderlo in giro ed illuderlo con ore di spiegazioni di fisica (o di regole del sogno, in Inception) senza saperle gestire e finendo negli errori e nell’incongruenza più totale!
Queste mi sembrano tutte occasioni sprecate! I soggetti sono interessanti (glieli passa il fratello Jonathan), la regia è buone, il cast pure, la scenografia però è un colabrodo! Attendo comunque con trepidazione i nuovi film che farà, sperando che pian piano si migliori e rimanga un po’ più quadrato e coerente… Di sicuro gli incassi ci sono, e quindi penso che le major non tarderanno a finanziarlo per nuovi grandi progetti!

Voto complessivo: 6 (uguale alla media tra 9 le scene e la regia, 9 il soggetto e 0 la trama)

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Tanto rumore per…? / 20 Agosto 2015 in Interstellar

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Devo essere sincero, se ne era parlato così tanto che mi ero creato delle aspettative che in parte sono andate deluse.Se qualcuno aveva parlato del nuovo 2001 odissea nello spazio del nuovo millennio mi sa che ha preso una bella cantonata.
Il film non è sgradevole, gli effetti sono ben fatti e nonostante la durata “scorre”.
Ci sono alcune cose, però, che non me lo fanno digerire in pieno. Partiamo dalla presunta attendibilità scientifica. Di solito non cerco il pelo nell’uovo nei film di fantascienza riguardo ai particolari scientifici, io stesso non ne capisco granché, li prendo come curiosità da leggere a corollario, ma in questo film le leggi fisiche fanno parte integrante della trama e qualche inesattezza rischia di far crollare tutto il castello di carte.
Ho apprezzato il silenzio dello spazio ed anche in Buco nero, che a quanto leggo è descritto correttamente, ma non sono riuscito a farmi accettare la storia dei tre pianeti in orbita attorno a questo Buco Nero, cioè la luce e il calore da dove arrivano? Il primo pianeta visitato, quello più vicino al buco, dovrebbe essere deformato a uovo e senza rotazione, altro che onde di maree. Anche la questione delle discrepanze temporali sembra sia non corretta, ma qui mi addentrerei in un campo per me ostico.
Tutto questo potrebbe passare in secondo piano se almeno la trama ce lo facesse dimenticare, ma direi che invece tutto procede in modo lineare, tutto quello che succede doveva succedere. Lo stesso “fantasma” avevo già intuito cosa in realtà fosse sin da subito, così come chi fossero in realtà “Loro”. Ci sono buchi e salti nella trama, alcuni dialoghi mi risultano incomprensibili (e non parlo solo quelli scientifici, ma, ad esempio, come quello sull’amore). Poi il fatto che alla fine si risolva tutto con il paradosso ontologico, tanto sfruttato dai film sui viaggi temporali, non ha migliorato la mia impressione.
Una curiosità, il personaggio di Matthew McConaughey regala alla figlia un orologio che alla fine sarà decisivo per la salvezza dell’umanità come nel film Contact lo stesso attore dava a Jodie Foster una bussola prima della partenza per lo spazio dicendo che le avrebbe potuto salvare la vita, cosa che in effetti farà.
In definitiva un lavoro di Nolan non all’altezza dei suoi precedenti, e lo dice uno che ha apprezzato tutti i suoi film.
Sicuramente non nella mia top ten dei film di fantascienza.

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Fantastico / 16 Agosto 2015 in Interstellar

trama sensazionale! Ho appena finito di vederlo per la seconda volta. Non mi tornavano alcuni ragionamenti invece la trama é coerente! Gran film

Nolan is Nolan / 15 Luglio 2015 in Interstellar

Nolan si conferma un regista all’avanguardia, per le tecniche di ripresa, sceneggiatura, creatività, spettacolarità.

caos cosmico / 24 Maggio 2015 in Interstellar

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

credo che nolan abbia il bel vizio di fare film in cui butta a caso una marea di teorie, senza spiegarne neanche una, sperando di uscirne da figo con le supposizioni degli spettatori. se in inception, ne usciva comunque un bel film drammatico, qui, dove la scienza dovrebbe avere basi solide, crolla tutto. come un uomo che si fa una passeggiatina in un buco nero, gemendo qua e là. .. -_-

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Dopo Inception , altro capolavoro / 29 Aprile 2015 in Interstellar

Trama intricata e complessissima, originale e appassionante sulla falsariga di Inception , nelle quali Nolan manipola il concetto di tempo a suo piacimento , per comporre i suoi capolavori.

Affascinante / 17 Aprile 2015 in Interstellar

Nolan con questa pellicola non delude. Il film manca un po’ in concretezza, ma sorprende in termini visuali. Da vedere.

Spettacolare!!! 8 / 11 Aprile 2015 in Interstellar

Se volete un film impegnativo, cazzuto, intelligente, claustrofobico, stupefacente, questo film fa per voi. L’evento dell’anno, il ritorno alla regia di Nolan dopo il meraviglioso “Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno”, si celebra con un colpo al cuore. Si torna al cuore della fantascienza, agli antipodi, al vero stile, tipo “Alien” o “2001 – Odissea Nello Spazio”. Ma come tutti i film, ha i suoi pro e contro, e merita davvero una recensione più accurata…

PRO: una pellicola di alta classe, dove la regia stupisce, una sceneggiatura possente, nonostante alcuni dialoghi siano complessi e alle volte incomprensibili (per me, le leggi della fisica, della relatività, sono cosi!) e le interpretazioni eccellenti. Matthew McConaughey dimostra ancora una volta una grande padronanza dello schermo. Su tutte bellissima la scena in cui vede i primi videomessaggi della famiglia…. emozionante!
La sceneggiatura, ispirata dal trattato del fisico teorico Kip Thorne, sfiora idee e teorie da rompicapo. E nella storia ogni domanda trova risposta, tutto ha un inizio e una fine. Scenari e immagini davvero belle, il passaggio nel Buco Nero, il danneggiamento della navicella e quel silenzio nel vuoro dello spazio, l’atterraggio sull’acqua e quello che ne viene dopo, sono minuti di puro cinema!

CONTRO: La grande pecca di questo film, a mio parere, è la durata. Ma c’è da considerare anche il solito errore “americano” di rendere sempre il protagonista un eroe… E’ scontato e si capisce da subito… Poi, per molti potrebbe risultare troppo tecnico, scientifico, alcuni dialoghi sono difficili da seguire.

Un film che merita una visione in sala, non in DVD e non alla Tv. Un bel multisala con audio da urlo darà a questo film la qualità che merita. Può sembrare che vi ricordi “Gravity” o qualche idea da “Inception”. Sicuramente se amate la fantascienza, questo non è certo un 10, ma è un 8 pieno.

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10 Aprile 2015 in Interstellar

C’è poco da fare: il cinema di fantascienza non è altro che una nota a piè di pagina di 2001 Odissea nello spazio. E lo sarà chissà per quanti anni ancora.
Niente di nuovo sul fronte interstellare, mi viene da dire parafrasando un altro classicone intramontabile.
Questo nuovo film di Nolan cattura, affascina, sicuramente non annoia, ma di contro lascia troppe perplessità.
Se il film si fosse concluso prima di quel pasticciaccio brutto del buco nero, dove il lato scientifico, fino a quel momento accettabilmente maltrattato, inizia a essere preso pesantemente a ceffoni, forse il giudizio avrebbe potuto essere diverso.
Ci saremmo potuti persino dimenticare di quelle storie di fantasmi e disturbi gravitazionali che avevano dato origine a tutto, e che per essere spiegate hanno portato al patatrac logico-scientifico dell’opera.
Certa fantascienza, quando decide di spingersi così in là, non dovrebbe ossessionarsi con l’intenzione di spiegare tutte le cose a tutti i costi, finendo inesorabilmente nel ridicolo.
La lezione del 2001 di Kubrick, pur così copiato, in ciò non è stata recepita.
Film così dovrebbero sollevare interrogativi, anche filosofici, evitando di esporsi al lancio di ortaggi per la pretesa di voler fare la figura di quelli che non lasciano nulla al caso.
Ciò premesso, il film andrebbe idealmente diviso in tre parti: una introduzione che fatica a ingranare e che deve aver portato non poche persone ad abbandonare la sala anzitempo. Una parte centrale discreta, dove vengono spese le idee migliori, anche se con i difetti suscritti. Un finale schizofrenico e surreale: come se si fosse finiti, proprio malgrado, dentro un dipinto di Dalì o di Escher.
Attori per nulla eccezionali, anzi, per il vero, abbastanza anonimi.
Come anonime sono le musiche di accompagnamento (i grandi film di fantascienza sono sempre stati retti da colonne sonore indimenticabili).
Un film che è insieme irritante e stimolante.
E tutto il resto è 2001…

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9 Aprile 2015 in Interstellar

Dividerei il giudizio sul film in due parti: quello sul corpo del film e quello sul finale.
Il corpo del film è diseguale: tocca indubbiamente punte epiche, soprattutto visivamente – in particolare all’arrivo a Saturno e all’uscita dal wormhole – ed è spesso commovente (nel rapporto del protagonista con Murph, per esempio). Indimenticabile il conto alla rovescia che si sovrappone all’immagine del protagonista che abbandona la propria casa. Ma sono troppe le improbabilità della trama, come la NASA che lancia una dozzina di missioni spaziali con razzi in stile Saturno V, ma a quanto pare senza farsene accorgere da nessuno, l’ufficio a un passo dagli ugelli del razzo, il pianeta con nuvole ghiacciate (prego?). Per un film che ha avanzato pretese di verosimiglianza scientifica (con consulenti di fama) si tratta di difetti gravi. Anche il vaniloquio di uno dei personaggi sulla forza dell’amore che chiama fra i pianeti è da dimenticare, e Matt Damon sembra decisamente fuori posto. I pregi però rendono sopportabile il resto. Il film regala emozioni e la mano del maestro si intravede abbastanza chiaramente.
Il finale – dall’ingresso nel buco nero in poi – è un’altra storia. Qui si fa manifesta l’ansia di far ritornare troppe cose, di operare troppi collegamenti (letteralmente) fra momenti diversi del tempo, di giungere per forza a una specie di lieto fine, che appare stralunato e incredibile (a un certo punto ho avuto il sospetto che il protagonista se lo stesse sognando – e forse sarebbe stato meglio). Le improbabilità si moltiplicano – come diavolo fa quell’orologio a muoversi avanti e indietro anche quando Cooper non lo sta più influenzando? – la filosofia sull’amore capace di tutto si fa ancora più spicciola di prima, Murph grida “Eureka!” e noi ci vergognamo per lei. Il film crolla su se stesso, sì, come un buco nero.
Il mio voto riguarda sostanzialmente solo la prima parte. Il contrasto è troppo forte, e una media non avrebbe avuto molto senso.

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Insaspettatamente “deluso” / 24 Marzo 2015 in Interstellar

Si è sentito parlare molto di questo film, e quindi nonostante il trailer non mi dicesse più di tanto ho incominciato a gardarlo, premesso che non ho avuto la pazzienza di finirlo, per quello che ho visto (poco più di metà) l’ho trovato davvero lento e noioso, e per di più non ho sopportato il carattere della figlia…. Vabbe, forse l’ho solo “guardato” nella giornata no. Non è uno di qui film che entri proprio nella realtà, non entri in quella realta che bisogna realmente salvare il mondo e secondo me la storia è troppo campata in aria, non lo so, forse tutto questo lo dico solo per il fatto che dopo 10 minuti che incomincia il film si capisce tutta la trama.
Ripremetto che guardato solo metà film, vi saluto. 🙂

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commovente / 22 Marzo 2015 in Interstellar

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

uno dei film più commoventi dela mia vita non possono vivere in pace e non avere problemi, no deve perforza esaurire il cibo e poi mentre erano in missione il cibo c’era ancora non era esaurito,poi era cattivissimo la persona trovata su cuel pianeta strano!!!

L’audacia della fantasia. / 17 Marzo 2015 in Interstellar

Assistere ad una pellicola di Nolan è un po’ come sfogliare inavvertitamente con la mente le pagine di un libro, cercando delle risposte agli interrogativi che ti pone.
Difatti, con il suo stile ormai collaudato, riesce a far collimare stupore ed aspettativa, senza che quest’ultima prenda le redini del gioco, mutando il tutto in una spasmodica attesa.
L’analogia con un’opera stampata si riflette soprattutto sulla capacità di meravigliare lo spettatore non rinchiudendolo nell’intima sfera del surreale, ma ampliandone in essa la prospettiva. Così, anche se la risposta appare stereotipata, l’immaginazione ne ha già archiviato il costrutto, in quanto appagata dall’estatico galoppo della fantasia.
Ovviamente, per il tipo di genere affrontato, la sospensione del dubbio assume un carattere fondamentale, e non solo perché incline ad un particolare piacere di godere della velleità dell’opera, ma soprattutto per non limitarne in noi l’immaginario, sempre più preda di una realtà limitata, che per scrutarla, non basta che affacciarsi da una finestra.

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1 Marzo 2015 in Interstellar

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

[Don’t Panic]
Tra qualche anno diventeremo tutti pentadimesionali :’)

Incredibile / 25 Febbraio 2015 in Interstellar

Uno dei pochi film del suo genere, visivo e basato su effetti speciali, che tratta temi così profondi, quali il tempo , la solitudine, risorse energetiche e tanto altro. Davvero un film COMPLETO. Uno dei miei film preferiti

In verità sei e mezzo / 25 Gennaio 2015 in Interstellar

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Lei mi sta dicendo che 3 ore di effetti speciali, gite nello spazio e trip mentali vari per arrivare, alla fine, alla consapevolezza che questa razza bastarda sopravvive per AMORE? Questo è quello che mi è arrivato, eh.
Prima del buco nero era tutto molto esaltante. Secondo me il personaggio di Matt Damon, il Dr. Mann, rappresenta meglio questa umanità rispetto a Cooper o Brand.
“Chissenefrega se ‘sto pianeta fa cagare ed è inutile, questi mi devono venire a prendere, ‘fanculo il resto dell’umanità, non morirò qui, meglio raccontare balle. Massì, fammi ammazzare quell’idiota, non ci sono possibilità che la nostra specie sopravviva al momento, ma ca**o, per vivere qualche giorno in più faccio soffocare ‘sto povero cretino.”
Le citazioni varie ed eventuali su Kubrick forse potevano anche evitarle. E, Gesù, sono riusciti a rendere noiosi e smielati dei buchi neri. NO. NO. NO.
Se non altro almeno l’ho trovato più coinvolgente e sensato di Gravity – anche se in questi casi troppe spiegazioni o troppo poche snervano, preferisco che molte cose restino un mistero.
Ho trovato molto interessante l’inizio, per un attimo avevo pensato che quegli sbalzi di gravità fossero dovuti a ben altro – e non c’entra nulla la religione o un omino dietro lo scaffale della libreria, in un’alta dimensione(?) o in nessuna dimensione (?) che cerca di farsi notare. Non immaginavo fosse dovuto ad un essere superiore, ripeto, o ad una specie più evoluta, o a degli umani più evoluti – come lascia intendere Cooper – ma la vedevo più come una cosa astratta, insomma qualcosa di non tangibile (che trip mentali), che non avrebbero spiegato – perché sì, forse sarebbe stato meglio, però poi il film avrebbe preso un’altra piega.
Non che io non apprezzi gli happy ending, beninteso, ma per me il film poteva anche concludersi all’entrata di Cooper nel buco nero, con la figlia che non riusciva a trovare una soluzione e la razza che si estingueva. Quello sì che sarebbe stato un colpo di scena, un finale coi controfiocchi. LOL
Vabbè, nonostante tutto a Nolan non darei mai meno di 6. E poi, sotto l’aspetto visivo e grafico è un vero e proprio trip, tutto molto ben fatto.

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7 Gennaio 2015 in Interstellar

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Genere: film che a un certo punto boh. Però figo. Cooper è un nolente agricoltore nelle sterminate campagne americane, in un futuro fra un po’, con una piaga che fa morire tutto tranne il mais e l’umanità mica tanto sicura di farcela. La società, e i suoi centri di potere, sono disgregati. Ha due figli, uno scemo che sarà un ottimo agricoltore (c’è del razzismo qui!) e Murph. Murph si chiama così dalla legge di Murphy, per cui è naturalmente persona ottimista. Cooper e Murph trovano che la NASA esiste ancora, sta in un buco per terra e vuole trasferire l’umanità. It sucks here! Coop parte insieme a una gnocca raccomandata (Hathaway), il sempre necessario nigga che muore non per primo ma neppure per ultimo (e nessuno dice una parolaccia), altri personaggi irrilevanti destinati a eliminazione uno per uno, per esplorare tramite buchi e wormholes lo spazio e trovare pianeti abitabili. C’è un pianeta ricoperto d’acqua e con onde alte palazzi. E qui mi immaginavo lo stesso film ma molto più tamarro e fatto con Vin Diesel, e la tentazione fortissima di far sfuggire la navicella facendole fare surf nel tubo dell’onda gigante. Ma Matthew ormai è un attore da oscar, e non un tamarro. C’è Micheal Caine, che le sbarbine non lo sanno ma aveva fatto Alfie molto prima di Jude Law. Ci sono infine due robot, TARS e CASE, che spaccano e vanno dritti tra i robot della fantascienza più riusciti e vogliamo una serie tv solo con loro. Tanto io le serie tv manco le guardo. Dopo la prima parte di stampo apocalittico e famigliare, parte la danza nello spazio, la galleria dei mondi e il sonno controllato, i paradossi temporali con qualcuno che invecchia e qualcuno no, il susseguirsi delle vicende sul doppio binario spazio/terra. Incontri e scontri tra personaggi, tutti a sgomitarsi “hai visto quanto è stronzo Matt Bolso Damon?”, si arriva al punto in cui Cooper sta per morire ma.. ma… ma…. buca il tempo e si ritrova al di là, e scopre di essere lui che ha dato il via a tutto, lui è “Loro” e forse anche un po’ noi, indicando a Murph dove andare per la NASA. Ma questo spazio fuor da tutto dove finisce non ha granché del senso di trascendente che riempiva invece il finale di 2001, il riferimento. Per cui c’è una spiegazione che non spiega, che chi non la capisce accetta per sfinimento e perché uao, e chi la capisce ti dice che no, scientificamente tsktsk alzando il ditino. Personalmente poi, mi stanno venendo un po’ a noia i film multilivello, e multicomplessi. Tanto alla fine sempre tutto ricorsivo è. Ma temo che la corsa al superamento del livello precedente, quella a cui Nolan partecipa e occorre rendergliene merito, non permetta altro.

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30 Dicembre 2014 in Interstellar

Aspettative alte per questo film che sono state ripagate, credo che Nolan sia uno dei migliori registi di questa epoca, cos’altro posso scrivere, semplicemente meraviglioso!!!!

Mah… / 29 Dicembre 2014 in Interstellar

Filmone…
Effetti speciali ormai senza limiti…
Storia di altre galassie da conquistare..
Il problema spazio/tempo…
Tanta confusione…
Ma devo riconoscere che non mi prende mai…
Non che non mi piacciano i film di fantascienza ma non mi prende proprio…
Forse perchè anche molto lento…
Ma non vedevo l’ora che finisse.
Non riesco neanche a bocciarlo ma sicuramente non lo rivedrò… Credo……
Ad maiora!

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18 Dicembre 2014 in Interstellar

Non c’è dubbio, Nolan ha saputo far parlare di sé e del suo ultimo film con grande maestria. E “Interstellar” è talmente potente che non solo riesce a far scaturire le emozioni più sfaccettate, ma anche le boiate più galattiche, che si traducono in articoli di supposti giornalisti e/o critici del tipo: “Scienza, gli errori di Interstellar”, “Quando il cinema sbaglia: quanti errori “stellari” in Interstellar!”, “I problemi di Interstellar”, “8 scene senza senso di Interstellar”.

“Interstellar” è un film che contiene diverse tematiche, tra le quali l’amore e il viaggio, non un documentario di fisica quantistica. Per essere capito va preso di petto e di pancia, non di testa. E piuttosto non è concepibile parlare di “errori” in un film fantascientifico, fare a proposito dei criticismi realistici (e pure un po’ snobisti) che lasciano il tempo che trovano.

Per me, il suo secondo migliore dopo “Inception”. Difficile che possa sbagliare un colpo!

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Faticoso / 16 Dicembre 2014 in Interstellar

Il film è ben strutturato e abbastanza originale, McConaughey una garanzia. L’unico e non insignificante dettaglio negativo è che impegna molto mentalmente e richiede attenzione continua (se si perde un pezzo non si capisce più il film), cosa non molto positiva in un film che dura quasi tre ore. I nomi sono molti e sono confusionali ed il finale è troppo affrettato rispetto al resto del film, che invece non è molto veloce nello svolgimento, e questo lo rende ancora più confusionario, anche se è proprio quello il centro di tutto.

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9+ / 4 Dicembre 2014 in Interstellar

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Questo film è un ca**o di film che tutti devono guardarsi perché è TROPPO BELLO. Bella l’idea di far partire la storia da un’ideale di mondo che sta morendo che a mio parere non è così impossibile che accada, certo magari non in questo modo ma è vero che la terra è supersfruttata dall’uomo ormai è risaputo, chissà come andremo a finire. Il pianete delle onde è fighissimo, sarebbe stato bello vederlo in 3D quello! E poi tutti quei continui momenti di ansia, quei piccoli errori di calcolo che fanno perdere un sacco di anni ai protagonisti e vedi insieme a loro sempre meno possibilità di rivedere i familiari che li stanno aspettando a casa, la vigliaccheria di Mann e il tradimento del professore… Sono tutta una serie di cose che insieme alla musica spettacolare di Hans Zimmer rendono il film qualcosa di difficile da dimenticare. Una grossa parte delle emozioni infatti l’ha creata la musica, avevo già notato Zimmer in Madagascar (la musica all’inizio del 2 mi fa sempre venire la pelle d’oca quando me la sento), ma se lì doveva fare musiche più divertenti ed adatte al film in questione, in Inception e in Interstellar ha creato delle colonne sonore coi controcazzi, lasciatemelo dire perché sono azzeccatissime, sono amore <3 Alcuni dicono che la Hathaway non ci stava nel ruolo, a me invece i personaggi sembravano tutti azzeccati al contrario, non mi è dispiaciuto nessuno (anche se mi ha fatto strano vedere Trinity di Dexter nel ruolo del nonno).
Non gli do il 10 pieno perché la prima parte è durata troppo, 1 ora e mezzo di preparativi a tutto il bordello che succede dopo su 3 ore è troppo tempo, era meglio 1 ora e 2 ore, in questo modo anche la fine sarebbe stata meno frettolosa. Secondo me l'incontro con i familiari doveva durare un pò di più, poi boh lui non domanda niente, sta un pò lì con la figlia e poi riparte di botto, poteva andare con più calma se non fosse appunto andato con troppa calma nella parte iniziale. Non mi è garbato troppo neanche il fatto che lui sembra così tanto attaccato a Murphy e così poco al fratello, non chiede nemmeno se è ancora vivo, cerca solo lei e basta, ho capito che è la tua figlia prediletta ma di figli ne hai 2… Errori che potevano essere evitati se gestivano meglio le 3 ore in sostanza. Un'altra "pecca" è l'immagine di Saturno, si vedeva che era troppo finto e troppo perfetto.

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Un film da godersi senza porsi domande / 1 Dicembre 2014 in Interstellar

Non spenderò parole sulla trama perché già vi sono tante recensioni…ciò che mi preme dire, soprattutto a chi denigra il film per il fatto dei buchi di sceneggiatura o la poca attendibilità scientifica, è BASTA GIUDICARE I FILM SOLO IN BASE A CIò. I film dovrebbero darci sensazioni buone o meno, e questo film è riuscito a darmi tutto ciò che volevo: mistero0, domande, curiosità, paura, commozione. E’ uno struggente viaggio nello spazzio. Punto. Certo potete abbassare il voto facendo parallelismi con 2001 di Kubrick, o perché non tutta la scienza è esatta ( che alla fine è solo una scienza ideale) o perché ti fa chiedere: “ma come è possibile che ciò sia successo?” No. Film del genere, almeno per me, sono fatti soltanto per essere goduti soltanto tramite le sensazioni che ci dona.
Uniche pecche, almeno per me, la musicona troppo insistente e roboante e il finale che non sembra concludersi mai e troppo ricco di buonismo. Resta comunque un film da 9.

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Ma alla fine noi cosa siamo? / 30 Novembre 2014 in Interstellar

Ho trovato Interstellar uno dei film più belli degli ultimi anni, capace di smuovere dentro una marea di sensazioni contrastanti, fra tutti l’idea che ciò che siamo sia insignificante di fronte a ciò che c’è fuori. Un mondo anzi mi correggo mondi che noi nemmeno immaginiamo, tutto questo lo dico perchè l’essere umano di natura egoista e superficiale, non arriva mai a vedere oltre il palmo del suo naso. Lo fa solo se c’è costretto. Così troviamo Interstellar e il mondo che Nolan ha magistralmente diretto, a darci qualche idea di cosa possiamo trovare, oltre questo naso. La storia ormai l’hanno capita tutta: pianeta in via di estinzione, animali piante e umani sull’orlo della morte, una missione per salvare la razza umana un’idea di viaggiare attraverso galassie alla ricerca di nuovi pianeti da colonizzare. Cosa rende il film un bellissimo film? La tempra morale per iniziare, c’è molta profondità nei sentimenti dei personaggi, c’è uno spessore che va oltre l’amore tra un uomo e una donna o tra un padre e i propri figli. I robot di questo film sono veramente geniali, molto intuitivi e particolari. Matthew McConaughey è veramente un attore bravissimo, un livello altissimo, totalmente sottovalutato nei suoi primi anni di carriera. Una star un attore una persona incredibile. Le musiche sono qualcosa di unico, ho ancora i brividi, per finire la fotografia…mozzafiato. Tutto sembrava così reale che ci credo, io ora ci credo, la fuori possiamo andarci e scoprire! Esplorare! Vivere.
Il film può sembrare lento, il film è sicuramente forse molto lento in alcuni punti ma queste due ore e quaranta per me…alla fine sono volate. Un lavoro del genere è quello per cui io sognerei di fare l’attore/ regista/ sceneggiatore o anche solo il pulitore di cessi ad Hollywood. Un sogno.

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27 Novembre 2014 in Interstellar

Cosa offre Interstellar? Personalmente, non è riuscito a darmi nulla. Non mi ha fatto riflettere, non mi ha sorpreso. Riuscire a incuriosire e a intrattenere lo spettatore per quasi tre ore sarebbe già un ottimo risultato, ma non se alla fine si rimane con l’amaro in bocca. Interstellar è intenso ma confuso, capace di ergersi a specchio della forza e allo stesso tempo dei limiti dell’opera di Nolan. Una scena del film, in particolare, sembra confessare emblematicamente la sua operazione cinematografica e la sua poetica: fare due puntini su un pezzo di carta e poi spiegazzare il foglio per unirli. Tutto qua.

Resto della recensione qui: https://unfachiroalcinema.wordpress.com/2014/11/18/interstellar/

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Il troppo può essere semplicemente troppo / 25 Novembre 2014 in Interstellar

Il mio voto sarebbe 7,5 ma rielaborando il film in testa penso che comunque abbia abbastanza punti a favore per avere quella mezza stella in più.
Diciamolo subito, Nolan ci ha abituati ad un altro ritmo. La prima, su questo punto di vista, è stata una delusione. Certo, la pellicola segue un ritmo crescente e parte lentamente per poi incalzare sempre un pochino di più, ma non è possibile un dislivello tale da lasciarmi sconcertata nella prima metà e poi rapirmi totalmente nell’altra. Sembra che la durata di quasi tre ore sia stata studiata, più che per reale necessità narrativa, per far dire alla gente “è uscito il nuovo film di Nolan, se in 148 minuti ha fatto uscire Inception, chissà in 169 cos’altro dobbiamo aspettarci!”
Non che non mi piacciano film di una certa lentezza, ma in questo caso mi è sembrata proprio fuori luogo.
Per il resto, non ho potuto che apprezzarlo. Cast ottimo, colonna sonora spettacolare, e anche quel pizzico di colpo di scena così ben elaborato da farti esclamare “oh, questo è il vero Nolan”. Ovviamente nessun dettaglio viene lasciato così, senza che abbia un suo perchè.
Molto apprezzata anche la commozione di alcune scene, caratteristica che negli altri lavori di Nolan non era stata ancora considerata in questo modo, reale e coinvolgente.
E poi, parentesi che forse c’entra poco, ormai attendo Michael Caine nei film di Nolan come fosse uno di famiglia. Spero che Anne Hathaway sia ancora presente in prossimi film, perchè trovo sia azzeccata per questi generi.

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20 Novembre 2014 in Interstellar

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ho messo 6 ma sono un po’ indecisa.
– Il primo tempo noiosissimo, ho rischiato di addormentarmi al cinema.
Il secondo tempo fortunatamente è più avvincente.
-Tutto sommato la storia in sè non è male, peccato abbia capito la chiave di tutto con un po’ di anticipo e, se da una parte mi riempie di soddisfazione, dall’altra è come se il mio cervello m’avesse fatto uno spoiler enorme e non mi piace quando succede.
-Matthew McConaughey è poco più espressivo del mio armadio e il suo personaggio (il protagonista Cooper) abbandona figli e casa con forse un po’ troppa facilità, non un dubbio, non un’incertezza.
-Il Dr. Mann (Matt Demon) è probabilmente il personaggio più umano, probabilmente una gran parte di noi si sarebbe comportata allo stesso modo.

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18 Novembre 2014 in Interstellar

Stufo di rompersi la schiena per arricchire la kellog’s, capitan una-volta-avevo-dei-sogni sale su un’astronave che lo fionderà in un buco nero senza pensarci due volte.
Il messaggio poteva essere che di pianeta terra ce n’è uno solo e che dovremmo trattarlo bene eccetera e invece no, Anne Hathaway rovina tutto.

Evoluzioni / 16 Novembre 2014 in Interstellar

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Tralasciando gli aspetti più intimistici del film e limitandoci ai temi più propri della fantascienza recente, questo nuovo racconto si inserisce in un solco già tracciato e definito. La catastrofe ambientale, il trasferimento da un pianeta divenuto inospitale ad un altro, il tunnel spazio-temporale, il salvataggio dell’umanità, l’esplorazione dell’ignoto sono stati declinati in vario modo.
Il film, quindi, si propone come vera novità solo nell’applicazione delle teorie relativistiche sul diverso scorrimento del tempo e nelle conseguenze dell’attraversamento di un Buco nero. Ma per amore di verità bisogna anche precisare che quasi tutte le teorie scientifiche sostengono che il corpo umano non può sopravvivere a una gravità così elevata.
La gravità dunque come forza salvifica, considerato che la ricerca del pianeta abitabile avviene attraverso un Wormhole e la comunicazione con Murph attraverso un Buco nero. E la stessa scoperta che consente il salvataggio della popolazione terrestre riguarda la gravità. Impossibile allora non vedere un parallelo tra questa forza universale e l’amore, centrale in tutte le azioni decisive della narrazione.
Il confronto con 2001 è improponibile, ma i richiami al capolavoro kubrickiano sono molteplici. Uno di questi riguarda il rapporto tra evoluzione dell’uomo e intelligenza aliena. Gli esseri a 5 dimensioni infatti potrebbero essere gli stessi esseri umani evoluti che soccorrono dal futuro il protagonista in un mondo a 4 dimensioni in cui questi, a sua volta, guida la figlia relegata alla terza dimensione, potendosi muovere liberamente nel passato.
Ad ogni modo è certa e immediata l’evoluzione di Nolan: aver capito che ci si può esprimere anche attraverso il silenzio e l’omissione (e quale migliore occasione del vuoto cosmico?), evitando di cercare per tutto una spiegazione logica, espediente rassicurante per il pubblico ma falciante per i suoi lavori precedenti troppo logorroici e didascalici, il tipico compitino da primo della classe, corretto in ogni punto ma privo di scatto poetico.

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Frenata iperspaziale / 13 Novembre 2014 in Interstellar

Cinque, quattro, tre, due, uno… Ok, non mi è piaciuto. Quasi per niente.
Dopo la meraviglia di Inception secondo me questa è una frenata, bella brusca.
Il filone della fantascienza poco fanta e tanto scientifica solitamente è un rischio, trovi sempre i nerd alla Sheldon Cooper (Cooper, toh!) pronti a ridere e sbuffare inorriditi in sala. Mi sembra tuttavia che Nolan studi le reazioni del pubblico piuttosto astutamente, lui è un regista del ventunesimo secolo figlio di Matrix e di tutta quella cinematografia fatta di caselle, sovrapposizioni, colpi di scena curati nel dettaglio, in cui tutto ha una sua logica anche nell’impossibile. Ciò non di meno, in questo Interstellar si ha la sensazione che le teorie della fisica siano aggirate con grazia, con inappuntabile attenzione ad una verosimiglianza circascientifica, attaccabile solo in parte e con moderazione. I nerd più nerd magari sbuffano fuori dal cinema riannodandosi la sciarpa, ma il nerd medio sorride e rimugina.
Poi ci sono quelli come me che hanno il gusto della fantascienza più fanta che scienza. Quelli che si commuovono a ripensare a Blade Runner, o che – per restare nella filmografia di Nolan – sono rimasti piacevolmente catturati dalla scomposizione di Memento e letteralmente invaghiti degli struggenti maestosi paesaggi in rovina di Inception. A questo pubblico fumettaro e romantico, questo film risulta pedante nel suo mantra scientifico, e nondimeno i problemi famigliari di McConaughey vedovo infelice con figlia intelligente un po’ ribelle gli sanno di visto, stravisto, certificato e assodato. Tra l’altro: McConaughey che dopo la straordinaria prova in True Detective torna sul pianeta terra, anzi sul terra-terra proprio.
Penultima cosa: chi ha visto Gravity non può esentarsi dal fare un paragone. Il silenzio siderale, la lotta per la sopravvivenza della coppia di protagonisti, gli spericolati attracchi tra navicelle… Anche senza voler fare insinuazioni, ma restando solo nel campo di un franco confronto tra due pellicole diverse, ritengo che se dramma personale doveva essere Cuaròn vince per k.o. tecnico al primo round.
Ultima cosa: il debito verso 2001 di Kubrick c’è e si sente, anche sotto forma di tributi e variazioni sul tema (tipo i robottini parallelepipedici che ricordano visivamente il monolite nero ma che al contrario di Hal sono fedelissimi all’uomo). La storia e il destino degli umani si confronta con l’immensità celeste, ma la sensazione di ignoto che lasciava addosso il film del ’68 trova qui invece una soluzione per l’umanità quantomeno buffa. E c’è perfino l’happy ending hollywoodiano, proprio con tutti i crismi anche se sommessamente celato e soffuso dalle “recondite armonie” di Zimmer (un po’ d’organetto qua e là non mi pare tutta sta gran cosa eh).

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Finalmente / 12 Novembre 2014 in Interstellar

un VERO film di fantascienza senza violenza, umanoidi feroci, androidi sanguinari e guerre fra civiltà extraterrestri. L’uomo tenta di abbandonare la terra ormai sconquassata da disastri ambientali senza fine e si mette in viaggio alla ricerca di nuovi mondi abitabili. La maestria del regista sta nel rendere possibile queste imprese superando i limiti della conoscenza attuale sul volo interstellare attraverso soluzioni fantascientifiche ma non assurde e forse un domani raggiungibili. Magistrale la rappresentazione degli effetti della teoria della relatività sugli esseri umani che viaggiano in altre galassie ed a velocità superiori a quella delle luce. Una fantascienza che potrebbe divenire realtà … Un film imperdibile per gli appassionati.

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Nolan 2.0 / 12 Novembre 2014 in Interstellar

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Un dato certo che scaturisce dall’attuale filmografia di Christopher Nolan è quello di una sorta di graduale aumento nella portata dei suoi progetti. Se nei primi anni lo spettatore aveva a che fare con un Nolan incredibilmente creativo, in grado di regalare al pubblico delle sceneggiature “cervellotiche” a grandi livelli e capace di tirar su un ottimo film anche con un budget non particolarmente esteso, il Nolan più recente, quello che si veste di nuovi panni dal 2005, anno di uscita del primo Batman, è sostanzialmente simile al precedente, ma non è più limitato sotto il punto di vista economico, è molto più legato al lato “tecnico” dei suoi film (dalla fotografia agli effetti speciali, passando anche per la colonna sonora affidata in pianta stabile a Zimmer).
Magari potrebbe far storcere il naso a molti questo cambiamento, questo inseguire un cinema più basato sulla spettacolarizzazione dell’operato che sull’effettiva qualità dell’opera, ma credo che si possa provare a vederlo più come una nuova maturità del regista che come una sorta di tradimento dei propri principi. La punta di diamante di Nolan per il sottoscritto rimarrà sempre Memento, lo stile caratteristico di pellicole come Insomnia e The Prestige rimarranno uniche nel creato nolaniano, ma non posso dire che lavori come Il Cavaliere Oscuro e Inception non mi siano comunque piaciuti e siano riusciti efficacemente ad intrattenermi, anche stimolandomi un po’ sotto il punto di vista mentale.
Ecco, Interstellar è proprio il simbolo di questo Nolan 2.0, dove l’idea di base è ben sviluppata, dove la realizzazione appare stupefacente a vedersi, dove la colonna sonora di Zimmer riecheggia nella mente non solo quando si abbandona la sala ma anche il giorno dopo. Dove il cast, ricco di grandi nomi, è gestito in maniera naturale e non stona nella resa finale. Dove gli effetti speciali, le inquadrature e la fotografia regalano allo spettatore l’entusiasmo di un bambino che è preso a vedere per la prima volta l’immensità del mondo. Anzi, in questo caso, l’immensità dello spazio e le stelle.
Apprezzabilissime poi le varie citazioni a 2001 Odissea Nello Spazio, alcune celate ed altre decisamente più esplicite. Tralasciando il tema del viaggio spaziale e la cura apportata per rendere verosimili gli eventi della pellicola, ho sorriso tantissimo a quel “Dr. Mann, mi riceve? Non apra il portellone!”, contrapposto alla famosa espressione kubrickiana “Hal, mi ricevi? Apri il portellone!”.
Interstellar è un viaggio da seguire tutto d’un fiato, lasciandosi cullare dall’oscurità dell’ignoto, dall’appagante bellezza estetica, dalla musica potente e penetrante di Zimmer (qui adattissima in un ambiente come quello spaziale) e dalla trama arguta e coinvolgente (anche se non priva di sbavature).

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Nolan e l’elastico. / 11 Novembre 2014 in Interstellar

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ciò che, banalmente, ho apprezzato in questo film di Nolan, come in altri suoi lavori, è l’elaborazione del concetto di tempo come variabile determinante ai fini dello sviluppo narrativo.
Le vicende di Interstellar non sono collocabili in un contesto storico certo, se non in quello di un futuro definibile tale a partire da adesso.
L’assenza di riferimenti storici accertati o riconducibili ad essi, l’assenza di coordinate fisiche in grado di collocare in uno schema temporale riconoscibile gli eventi è, per me, altamente distopico e parimenti affascinante: scientemente, Nolan non fornisce alcuna notizia riferita agli anni in cui si svolgono le varie fasi del racconto, ma ritengo possibile che la civiltà terrestre descritta nel film viva in un’epoca ben più lontana dalla nostra di quello che potrebbe sembrare.

C’è un dettaglio, all’inizio del film, che mi ha raggelata.
Durante la partita di baseball alla quale assiste tutta la famiglia di Cooper e che viene interrotta per il sopraggiungere di una tempesta di sabbia, giocano i New York Yankees. La divisa è quella classica della squadra, si tratta di una partita della Major League, non ci piove.
Eppure, l’incontro si svolge in campagna, non in uno dei giganteschi stadi preposti al campionato di baseball USA.
Per un attimo, alle spalle di un giocatore, si intravede un cartello che dice qualcosa come: “I neo- New York Yankees” (dovrei rivedere la scena, per esserne certa).
Ho voluto fortemente credere, perché l’idea mi affascina e terrorizza ugualmente, che quei campi abbiano sostituito New York (senza conservare simulacri del passato, come, non so, in 1997: Fuga da New York o The Day After Tomorrow): gli edifici sono stati rasi al suolo per lasciare spazio alle coltivazioni, in una corsa alla produzione di cereali su un pianeta che sta morendo e su cui, oltre agli esseri umani, sembrano non esistere neanche gli animali e gli insetti. Non un cane, una gallina o una mosca, benché ci si trovi in campagna, in una fattoria.
E neppure si sa quanti siano gli abitanti rimasti sulla superficie terrestre, poiché si parla di persone morte di fame e di popolazioni sterminate perché affamate.
Quanti anni sono occorsi per arrivare a questa situazione apocalittica?

Sicuramente, le mie elucubrazioni potrebbero essere smentite da dettagli che mi sono sfuggiti: è probabile che almeno una data sia stata pronunciata e che io non me ne sia accorta.
Resta il fatto che Nolan è in grado di manipolare i concetti di tempo e di apparenza a proprio uso e consumo, dilatandoli, comprimendoli e deformandoli, come se si trattasse di un elastico e, nella sua filmografia, è riuscito ad affrontare tali argomenti in maniera puntualmente originale. Il che mi aggrada decisamente.
Interstellar avrà anche i suoi difetti (vedi, il passaggio determinante sull’amore: è riuscito a farmi letteralmente cascare le braccia) e non introdurrà nulla di particolarmente nuovo dal punto di vista narrativo (con Contact, per esempio, guarda caso sempre con McConaughey, ha notevoli punti in comune) e qualche forzatura di troppo, ma si tratta, a mio parere, di un eccellente intrattenimento, visivamente ed intellettualmente stimolante, capace di costringere lo spettatore a tenere costantemente desta la propria attenzione, incuriosendolo e stuzzicandolo.

Nota a margine: musiche di Hans Zimmer superlative, tappeto sonoro fondamentale.

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Interstellar… / 10 Novembre 2014 in Interstellar

Un film che va seguito molto attentamente, che m’ha tenuto inchiodato per tutta la sua lunghezza (unico difetto del film).
Nolan ha costruito questo film-puzzle dove nulla, nella trama, viene tralasciato.
In suo soccorso, c’è un buon cast d’attori, degli ottimi effetti speciali (ma che non la fanno da padroni come in altri film) e le musiche sempre più raffinate di Hans Zimmer.
Altra cosa che apprezzato moltissimo, seppur sia una storia di fantasia, è il fatto che abbiano “tolto” l’audio nelle scene ambientate nello spazio, o meglio, nelle scene fuori dagli shuttle, come dovrebbe essere.
Nonostante sia pura fantasia la trama del film, ci sono molti accenni di fisica spaziale e quantistica, che, per maggiori approfondimenti non basterebbe un’altro film di pari durata.
Ciò che secondo me distingue il film dagli altri dello stesso genere, è come l’amore (in questo caso tra padre-figlia), la speranza e la passione per ciò che ci piace fare, riescano a farci andare avanti, ma non voglio dire di più per non raccontarvi la trama troppo dettagliamente.
Diversi riferimenti ad altri capolavori, come 2001 e The abyss.

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10 Novembre 2014 in Interstellar

All’entrata nel cinema ero un pò dubbioso riguardo a questo film: pur avendo amato finora i film di Christopher Nolan temevo un film noioso (Come per me lo è stato 2001: odissea nello spazio e scusate se per qualcuno può sembrare una bestemmia).
Invece il mio giudizio è ampiamente soddisfatto, in un film lungo quasi 3 ore ho guardato l’orologio solo 2 volte, nell’intervallo e alla fine del film.
Prima parte ambientata sulla Terra, dove troviamo Cooper (un bravissimo Matthew McConaughey) e i suoi due figli costretti ormai a fare gli agricoltori per cercare di sfruttare le uniche risorse che la Terra produce ancora. Una strana circostanza porterà poi Cooper nello spazio dove avrà inizio una fantastica avventura tra azione, scenari spettacolari (i due pianeti che vedranno) e momenti drammatici.
Ovviamente quando un film mi piace molto, cerco comunque di trovare qualche difetto; non essendo esperto di fantascienza (tutt’altro, normalmente questo “tipo” di fantascienza non mi entusiasma molto) mi soffermo solo su qualche dettaglio:
1) Poteva essere più approfondita la premessa sulla Terra ma d’altronde il film si intitola Interstellar, quindi è più importante il dopo;
2) Prima di un viaggio spaziale, normalmente gli astronauti fanno un addestramento (più o meno lungo). Qua invece Cooper parte quasi immediatamente.
3) La spiegazione sui warmhole è abbastanza rapida; si intuisce il loro funzionamento ma qualche parola in più non mi sarebbe dispiaciuta.
Sono solo piccole cose, il film è bellissimo ed emozionante. Fantastici gli attori: oltre a Matthew McConaughey, da citare Anne Hathaway (Amelia Brand, la figlia del prof), Michael Caine (il prof Brand), Jessica Chastain (Murphy, la figlia di Cooper cresciuta), Casey Affleck (Tom, l’altro figlio cresciuto di Cooper) e Matt Damon (il ruolo lo scoprirete. Inoltre vorrei segnalare la giovane MacKenzie Foy (era la figlia di Ed e Bella in Twllight) che interpreta Murphy bambina; secondo me da tenere d’occhio, farà strada. Staordinari i due robot: Tars (il nome ricorda la Tassa sui rifiuti ma è molto più simpatico) e Case.

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NOLAN RULES / 9 Novembre 2014 in Interstellar

L’intento di Nolan è quello di inserire dentro lo spettatore una cimice che comanderà i suoi pensieri per almeno una settimana. Questo fa con Interstellar, pur trattando temi stropicciati e ristropicciati spicca per la sua originalità, immobilizzandoti per 3 ore su quella ca**o di poltroncina. Distruggendo il nostro mondo, creandone altri, se vogliamo quasi più affascinati del nostro. Il solito discretto Matthew McConaughey e una Anne Hathaway un po’ sottotono, di certo non la sua migliore interpretazione. Ho apprezzato particolarmente Matt Damon, anche se appare per un quinto del film.
Nessuna delusione, grazie Nolan.

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8 pienissime ore / 9 Novembre 2014 in Interstellar

Tornato ieri sera dalla sala, dopo aver visto l’attesissimo e imperdibile Interstellar di Nolan, mi sono scaraventato a letto a dormire per 8 pienissime ore. Il film mi ha completamente stremato e “già” alla comparsa di Damon contavo i secondi per la fine della pellicola. Nonostante l’eccessiva lunghezza del film (il quale mi sarebbe piaciuto vedere in due distinti lungometraggi) ci sono sicuramente anche dei lati positivi. Il soggetto del film (un mondo ormai inospitale per l’uomo), anche se ormai all’ordine del giorno, mi fa sempre molto riflettere, affascinandomi i diversi scenari futuri che ci vengono proposti. Gli effetti speciali sono, come attesi (vista la trilogia di batman ed Inception), straordinari (in particolare mi ha lasciato con il fiato sospeso il primo mondo da loro esplorato).
L’unico punto negativo di questo film, che purtroppo fa un enorme differenza, è l’eccessiva lunghezza a causa del troppo soffermarsi su scene che per me non sono significative.

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Fortemente deluso / 9 Novembre 2014 in Interstellar

Avevo ovviamente aspettative enormi, da film migliore degli ultimi mille anni, e non ho minimamente tenuto in considerazione l’ipotesi che potessero essere tradite. “Mi è sempre piaciuto tutto di Nolan! Cosa potrebbe mai andare storto?”.
Ecco, mi sono servite duemilacinquecento parole per raccontare cosa è andato apocalitticamente storto: https://medium.com/@il_letterino/grandi-stellari-speranze-deluse-interstellar-53321f1c2065

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9 Novembre 2014 in Interstellar

Mi piace immaginare un Nolan lontano dagli effetti speciali.Oltre la bravura,oltre La perfetta combinazione tra musica e immagini.I veri protagonisti siamo noi spettatori.Il viaggio interstellare, intrapreso da un giovane ingegnere dedito alla famiglia diviene motivo di speranza.I tasselli di un infinito puzzle che Nolan ci lascia comporre portano ad un profondissimo legame padre figlia,in grado di superare ogni confine spazio temporale ogni dimensione.

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8 Novembre 2014 in Interstellar

Che cosa offre Interstellar? Che cosa aggiunge, a quali domande risponde? Come sorprende? In che modo suscita meraviglia? Fa un pò sorridere questa definizione di cinema americano in perfetto stile spielberghiano capace di generare lo stupore del bambino…come se ET e Capitan Uncino fossero un parametro di riferimento con cui si possa misurare una buona fetta di cinema. Come se i viaggi spaziali di Nolan potessero far restare a bocca aperta perchè il tuffo nel mistero di un buco nero costituirebbe la chiave di volta del nostro progresso.
Non basta chiamare un astrofisico per dare un senso ad una sceneggiatura e nemmeno immaginare un tunnel spazio temporale, non serve citare in continuazione Kubrick ed è banale giustificare l’amore cercando di misurarlo e quantificarlo come una qualunque variabile matematica.
Al di là delle importanti tesi messe in bocca di volta in volta ai vari personaggi, il film di Nolan si risolve in una serie di viaggi a caso tra galassie, di architetture inverosimili distorte per sostenere la solita storiella strappalacrime che non porta niente di nuovo.
Contraddizioni, abbuffate di teorie, esagerazioni, citazioni dotte, tutto fa brodo per giustificare i 160 e rotti milioni spesi per questa confezioncina ben venduta, girata come ottimi effetti speciali e meravigliose tecniche d’immagine, sostenuta da una buona recitazione dei protagonisti ma che, a conti fatti, non ha nulla di lontanamente paragonabile con il capolavoro di Kubrick.
E’ sicuramente più ricco, travolgente ed intenso, ma anche più misterioso reale e realistico il viaggio di Linklater attraverso le età ed i pensieri di un ragazzo qualunque, aperto ad un futuro inconoscibile che questo loop spazio-temporale strappalacrime di Nolan.
Memento e Inception sono lavori di un’altra galassia rispetto a questo e se Nolan vuole davvero sorprendere e lasciare un segno farebbe bene a tornare alle proprie origini.

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8 Novembre 2014 in Interstellar

Christopher Nolan rilancia. Dopo il denso Inception, con il quale usò l’esplorazione dell’individuo ai fini di un complesso sci-fi, si propone ora d’includere l’universo intero per assemblare un mastodontico fantascientifico. Interstellar è un film con grandi pretese, e, per come in questi anni si è fatto conoscere il regista, non poteva essere altrimenti. In un futuro non meglio collocato, il genere umano è il risultato del suo consumo scellerato: la scarsità di risorse e la precarietà del pianeta impongono alla popolazione l’ottimizzazione dei mestieri. Cooper è un ex pilota militare, ora coltivatore dell’unica pianta commestibile che ancora resiste alla “piaga”: il mais. Un giorno, uno strano fenomeno gravitazionale si manifesta nella camera della figlia Murphy. La curiosità lì porterà a scoprire che la Nasa è ancora viva, e che lavora in segreto a un piano di emigrazione interplanetario della razza umana. Cooper è il pilota adatto ad accompagnare i tre scienziati all’approdo di mondi potenzialmente vivibili. Nelle premesse di questo nuovo prodotto la scienza assume un ruolo fondante, il conseguente dibattito sulla correttezza di certe azioni o interpretazioni ha agitato la comunità di spettatori e critici, improvvisati scienziati e blogger disturbati arrivando sino a Discovery Channel, il quale ha dedicato un documentario di quaranta minuti alla scienza nel film. Va perciò detto che ad affiancare Christopher e Jonathan Nolan (sceneggiatori) sono state chiamate personalità quali Kip Thorne, fisico teorico specializzato in fisica della gravitazione e astrofisica, uno dei massimi esperti di relatività generale, che figura tra i produttori esecutivi (trascorse svariato tempo con il cast per permettere di rendere verosimile ogni passaggio lavorando con il reparto effetti speciali per aggiungere fedeltà a quegli “oggetti spaziali” che richiedevano di adeguarsi agli standard scientifici sino a oggi conosciuti); l’astronauta Marsha Ivins, dalla grande esperienza in fatto di shuttle, e siamo sicuri che altre “menti non cinematografiche” popolassero il set. Alla luce di ciò presentare perplessità sulla scientificità è lecito, ma ancora di più lo è porsi il dubbio sulle proprie conoscenze in materia. Non solo. Le scienze astronomiche a tali livelli godono di un’ampia forbice di ipotesi, e lo stesso Thorne rappresenta una piccola parte del dibattito scientifico che ancora, nonostante i vari tentativi di conciliare la meccanica quantistica con la teoria della relatività nella teoria del tutto (meglio conosciuta al momento come teoria delle superstringhe), appare lontano dal risolversi. Il mezzo cinematografico, ma ancora di più, il blockbuster cinematografico, non si ripropone di scardinare le conoscenze scientifiche, ma piuttosto di spingere sull’acceleratore delle ultime teorie, presentandole come valide nella finzione filmica. In questo Interstellar è un prodotto veramente ben congegnato: Il contributo degli scienziati non è carne da macello per gli sceneggiatori ma base solida e predominante per intraprendere il lavoro. Dati questi come punti di partenza, il regista, con sapiente mestiere, incasella il tutto. Due ore e quarantotto minuti sono tanti, e il merito di non farli pesare va qui soprattutto al montaggio che assume valore ben più decisivo della semplice scansione delle sequenze, entrando nei relativi meccanismi temporali del film, formando collegamenti d’intuitività narrativa sbalorditiva. Si gioca una partita tra spettacolarità delle immagini (effetti speciali ma soprattutto effetti visivi con l’uso di modellini), scansione del tempo (montaggio) ed empatia narrativa (sceneggiatura). Tra le trame di questo virtuoso gioco s’innesta però un fil rouge inatteso: il delicato rapporto tra un padre (Cooper) e sua figlia (Murphy). Qui si colloca il ruolo delle relazioni delle persone nel mare del rigore scientifico della missione i cui membri sono chiamati a compiere, ed è sempre in quest’ambito che si smuovono le acque della narrazione, nel tentativo metafisico di contrapporre legami spazio-temporali a legami affettivi. La lontananza è motivo di pressione (nei personaggi come nello spettatore) che vuole aggiungersi e mescolarsi alla vastità dell’universo profondo ma tutt’altro che sgombro, gestito dal sapore musicale del raffinato Hans Zimmer. Di particolare intuizione è il ruolo comico-alleggerente dell’intera pellicola affidato esclusivamente alla presenza robotica, che non assume mai valore primario, e in controtendenza è finalmente subordinata alla totale programmazione umana, arricchita semmai di quella componente psicologica che non risulta antiaderente a una logica ancora algoritmica, non caricandosi mai di significati altri. Sui minuti finali la sceneggiatura si riappropria totalmente del genere, spingendo oltre l’immaginabile e tuffandosi in zone nere, ignote e per questo strane, paradossali, opinabilmente tenaci o presuntuose. È lì, infatti, che il film scinde il senso, e il pubblico, divaricandosi tra mille incertezze e oltrepassando la verosimiglianza per un approdo totalmente filosofico. Il rigore scientifico si sfilaccia, la trama oltrepassa la soglia di prudenza e compie il passo di là dal quale ogni cosa è lecita, con il risultato di creare un’antinomia azzardata ma necessaria agli sviluppi del racconto. Secondo chi scrive, non si è trattata della scelleratezza di chi osa troppo, ma della ferma presa di posizione e raccordo (ricordo) al cinema puro, non più contaminato: fantascienza propriamente detta, nella consapevolezza, però, di non aver alzato l’asticella verso altri nuovi orizzonti.

https://rateyourmusic.com/film/interstellar/

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Si ok, bello, ma… / 8 Novembre 2014 in Interstellar

C’è desolazione e la consapevolezza di un futuro infausto nel pianeta Terra delineato dalla prima parte dell’ultima fatica di Christopher Nolan, regista ormai conosciuto ai più per la celebra saga de Il Cavaliere Oscuro. Il cibo scarseggia e le piantagioni non riescono a sopravvivere alle continue tempeste di sabbia che, oltre il sostentamento, soffocano un’umanità costretta a piegarsi al destino crudele che sembra aver segnato la fine dei suoi giorni. L’unica possibilità di la salvezza per la specie sembra trovarsi alzando gli occhi al cielo, come si fa ogni qualvolta si voglia pregare una divinità per cercare conforto o anche un briciolo di speranza. Così un padre (interpretato da un Matthew McConaughey in forma) è costretto al sacrificio più grande: l’abbandono dei figli in favore di un bene maggiore, la sopravvivenza dell’umanità.

Nei più intimi drammi familiari il regista di Memento dà il via ad un viaggio intergalattico esteticamente valido (ma non ai livelli di Gravity di Alfonso Cuarón), smodatamente ambizioso e volutamente complesso, in cui il tempo è ben scandito da immagini suggestive e dialoghi fisici-filosofici (a volte un po’ patetici, altre volte troppo cervellotici) che stemperano il vuoto e l’imprevedibilità dello spazio cosmico, in cui nemmeno le meravigliose note di Hans Zimmer trovano il modo di propagarsi.

Un’avventura che stimola e travolge ogni componente organica e metafisica dell’uomo che assiste, spesso costretto a combattere con una patina di commozione indotta e forzata dalla potenza e dalla quotidianità delle emozioni pure e reali che Nolan è riuscito a trasformare in riflessioni, al contrario del teatrino imbastito da Armageddon.

Credo sia dura inventare qualcosa di nuovo per un genere che ha alle spalle un bagaglio culturale e visionario di oltre sessent’anni, che oltretutto è impossibile da dimenticare. Ma Interstellar ha sfruttato la buona idea di raccontare l’Uomo prima dell’astronauta-messia, attraverso la forza dei sentimenti, le uniche vere motivazioni che possono controllarlo, spingerlo oltre i limiti spazio-temporali e permettergli di sfidare la morte, costringendolo allo stesso tempo a rimanere incollato con i piedi per terra, per non staccarsi dagli affetti di una vita. Le uniche cose che sembrano contare davvero per l’esistenza/sopravvivenza dell’Uomo, nonostante la lontananza delle coordinate.

E anche se la sviolinata sulla potenza dell’amore può risultare una motivazione un po’ sempliciotta e facilona per spiegare la trascendenza dello spazio-tempo, i paradossi temporali, quel “Loro” e la quinta dimensione (?), l’ultimo film di Nolan è l’ennesimo regalo di intrattenimento adatto ad un pubblico trasversale che, sono certa, apprezzerà i suoi sforzi molto più di me.

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Un nuovo ‘umanesimo’ nello spazio. / 7 Novembre 2014 in Interstellar

Visivamente eccezionale e diretto con estrema accuratezza ed acutezza “Interstellar” si conferma come uno dei film più interessanti ed intensi di questa prima parte di stagione cinematografica. Il regista Christopher Nolan sa il fatto suo, oggigiorno è senza dubbio un autore di spicco del cinema moderno, e qui dimostra di avere cose da dire, da raccontare, da mostrare nella sua pur evidente ridondanza da primo della classe, eppure in questo caso le intenzioni dell’uomo e del regista sembrano aver colto nel segno, facendo scivolare in secondo piano quel manierismo collaudato e quella spesso riconosciuta, evidente freddezza stilistica. Il film è grosso, ingombrante, lento, raffinato e imponente, insomma tanto di tutto, come un pò tutti si aspettavano, un tanto che potrebbe facilmente scivolare verso la baracconata, un pò guascona, un pò pacchiana, un rischio che il buon Nolan ha corso e intelligentemente evitato, servendosi forse proprio di quella lentezza di fondo, di quei tempi dilatati che allontano quei termini tanto in auge ultimamente, quali ‘blockbuster’ o americanata.
“Interstellar” è dunque un film, per chi scrive, riuscito, una storia che pone al centro di tutto l’uomo nella sua totalità, la specie umana come motore di ogni cosa, un film che ribadisce, servondosi di una narrazione di certo non semplice, quanto l’uomo sia sul serio al centro del mondo, un mondo che egli stesso può salvare o distruggere, salvaguardare o sprecare, un film nel quale i sentimenti, il tempo che scorre inesorabile, lo spazio e l’abisso dell’ignoto sono tutti elementi portanti di un’ intelaitura narrativa estremamente ‘umantistica’, un’opera umanistica, si, forse più di tante altre che abbaiano questa pretesa. C’è tanto di umano in “Interstellar”, al di là delle astronavi, della sofisticata tecnologia che non prende mai il sopravvento sulla narrazione, al di là del futuro, dei buchi neri e dell’interspazio, c’è ed esplode attraverso i rapporti tra i protagonisti, nella loro apparente impotenza dinanzi all’oscurità dello spazio, esplode sottoforma di emozioni e sentimenti, c’è ed è presente in ogni scena e ci accompagna per ben 169 minuti.
Il bravissimo, ormai risaputo, Matthew McConaughey interpreta Cooper, un ingegnere ed ex pilota della Nasa, ora agricoltore, che verrà inviato in una missione alquanto proibitiva fra le stelle, insieme ad un ristretto team di scienziati. Priorità della missione trovare pianeti abitabili dove la vita umana sia possbile poichè la terra è sempre più sconvolta da innumervoli cambiamenti climatici. Nel viaggio interstellare, gli anni galoppano e la vita sulla terra oltre che a scorrere inesorabile tende ad essere sempre più proibitiva e i “missionari” vedono invecchiare i loro cari ad ogni video messaggio, mentre i loro corpi e le loro menti vagano imprigionati nello spazio profondo, alla ricerca di una nuova terra promessa da conquistare, terra promessa che non può più essere l’America ne tantomeno il pianeta Terra.
Se la regia di Nolan è attenta e raffinata, altrettanto intensa è la fotografia, metallica e crepuscolare che dona alla storia quel tocco in più di dovuta seriosità, senza contare la notevole colonna sonora di Hans Zimmer, un azzeccato commento musicale che si esalta ed esalta molte delle sequenze più interessanti. Non manca neanche una certa ironia nei simpatici batibecchi fra Cooer e il robòt dell’astronave, che scorta i nostri nell’ignoto viaggio, ma è senza dubbio l’atmosfera rarefatta ad immergerci in una nuova dimensione mentale e corporea, un lungo viaggio che non coinvolge solo i personaggi ma, giustamente anche gli spettatori.
Tante le scene intense, una fra le tante quella dell'”abbandono” di Cooper alla sua famiglia, una scena densa di un giustificato dolore ma anche di una fievole speranza di ricontro. Forse una piccola pecca la si può trovare nel finale un pò favoleggiante che sà di compromesso da ‘major’, ma non sappiamo se sia effettivamente una pecca o un “The End” meritato.
Dunque, nell’orgia non invasiva di astronavi e digitale, tenuto per fortuna ai margini, prendono il sopravvento le emozioni, i sentimenti, ha il sopravvento l’aspetto umano/filosofico della vicenda e Nolan, in questo caso sembra andarne fiero, dirigendo a scrivendo un film che riesce a commistionare benissimo la sua fin troppa tecnica da primo della classe con qualcosa di visibilmente umanisitco e ed emozionale, risultato che non aveva raggiunto con l’ambizioso ma non del tutto riuscito “Inception”, una storia che ci esalta, ridimensiona e torna ad esaltarci mostrandoci per quello che siamo, uomini.
“Interstellar” è dunque un ottimo film, che il tempo, già ancora lui, gudicherà se promuovere a capolavoro, evitando accuratamente paragoni fuori luogo, sterili ed inutili, poichè anch’esso, forse, fra qualche anno potrà essere un ingombrante termine di paragone per future pellicole.

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Odissea nello spazio. / 7 Novembre 2014 in Interstellar

Avevo aspettative enormi per questo film, essendo Nolan il mio regista preferito. Posso dire che sono state ripagate in pieno. Un viaggio di 2 ore e 50 minuti nello spazio, tra gravità, relatività, pianeti e spazi sconosciuti. Colonna sonora, come sempre, favolosa di Hans Zimmer. Film che emoziona molto, tratta molti temi importanti come il rapporto padre-figlia, il cambiamento climatico e le sue drammatiche conseguenze, l’infinita piccolezza e impotenza dell’uomo rispetto all’universo. Molto bravi tutti gli attori, Matthew McConaughey in forma strepitosa da qualche anno a questa parte, ottime anche Anne Hathaway e Jessica Chastain.

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