Recensione su Instinct - istinto primordiale

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Le prigioni civili / 29 marzo 2011 in Instinct - istinto primordiale

Non è piaciuto molto alla critica questo film di Jon Turteltaub, che, attraverso la storia di un antropologo dato per disperso nella foresta e ritrovato insieme ad un branco di gorilla in uno stato di selvaggia consapevolezza, insegna che il controllo può essere pericoloso e la civiltà è spesso più crudele della natura.
Non c’è cattiveria, nè astio nelle dinamiche naturali che regolano le interazioni tra i membri del gruppo di gorilla che accetta un estraneo al suo interno.
La natura ci sembra spietata e distruttiva, ma la selezione naturale non ha morale e se la tigre uccide è per mangiare o per difendersi. Invece, l’uomo è sadico e cattivo, rancoroso ed ambiguo, come gli aguzzini della prigione in cui viene rinchiuso Anthony Hopkins (perfetto per questi ruoli in cui saggezza e follia si mescolano e si fondono), che si accaniscono sui malati di mente, invischiandoli in una rete di sevizie psicologiche e torture fisiche.
L’esperienza dell’uomo che abbandona la civiltà per la natura selvaggia insegna quanto meglio staremmo se decidessimo di liberarci dei nostri vincoli, per sentire le emozioni, e perdessimo il controllo (o meglio, l’illusione del controllo) per vivere oltre le nostre aspettative.
Bravo anche Cuba Gooding Jr., che nel ruolo del giovane “apprendista” è molto convincente.

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