Recensione su A proposito di Davis

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11 Febbraio 2014

IInside Llewyn Davis.
Ehi, Ehi, mettiamo dei mici. I mici piacciono a tutti
-I Coen Bros-

A tutti, tranne al Don

Allora, veniamo al punto.
Goodman, o lo usi bene o lo lasci da parte.
Forse la colpa è la mia, ultimamente sono sotto esame e sono difficilmente accontentabile. Prima la notizia cattiva: mi è sembrato un film campato in aria con vari punti morti ma soprattutto che lascia aperte una serie di questioni: che fine fa l’amico suo tenebroso dal baffo matto che viene arrestato in viaggio ? Ma poi la citazione al bambino di due anni, il figlio di Davis, serviva ?

E John Goodman o lo usi o non ce lo metti nel ca**o di cast. Bel gatto comunque, che razza è ? A ogni modo, l’ultimo film dei Coen Bros è una pellicola incentrata su una figura pittoresca, un mezzo italiano mezzo gallese mezzo americano (1,5 insomma) che fa folk. Siamo a New York, 1961.

Fa freddo e Llewyn Davis è un cantante folk il quale ha puntato tutto sull’arte. Non guadagna una lira ma è felice. Ha messo incinta una ragazza del suo migliore amico ma è felice. Ma poi siamo sicuri che l’ha messa incinta lui ? Che bella l’America. Il suo partner musicale si è suicidato gettandosi da un ponte, felicità. il suo album solista non vende. Vive la sua vita come un nomade con la valigia in mano passando da casa in casa e rinfacciando alla sorella di come sia figa la vita d’artista.

Sentendo il parere Daniel Dovico, (fan della Niente Popcorn nonché esperto di folk), nella pellicola in questione non c’era nulla di quell’epoca, di quell’ambiente, di quella scena musicale. Secondo IL DOVIC quello era il Greenwich Village senza il Greenwich Village. Forse i Coen sono troppo postmoderni per restituire quel genere di atmosfera ?

Personalmente non posso parlare, non la conosco bene la scena del Greenwich Village ma per quanto il personaggio principale sia pittoresco e rocambolesco, per quanto il film abbia la componente e l’atmosfera “Coeniana” (solo in parte), le tipiche battute secche e per quanto surreali possano essere una serie di personaggi, io non so se il film lo suggerirei. Se c’è una morale l’ho persa di vista ma forse devo darmi alla caccia al chupacabras e ve l’ho detto che ho una bella mira ? Forse non è la passione che fa per me o forse vi state fottendo il cervello voi. A ogni modo la gatling è una gran bella arma.

E comunque John Goodman o ce lo metti per bene o lo togli dal ca**o di cast. Non lo fai entrare ed uscire senza nessun proposito, se non per fare qualche battuta surreale nello stile riconoscibile dei Coen. L’unica cosa che salvo è la regia pulita ma la trama ha buchi da Groviera. Bel gatto comunque, che razza è ?
I gattini sono pucciosi *_* . I Coen avranno dato un’occhiata a tutte le foto di gatti su facebook e hanno avuto la genialata.

Dovico pensiero finale.
Comunque quando ho visto il tizio che viene arrestato in macchina ho pensato: questo è una specie di Neal Cassady de noantri messo lì per fare il figo tenebroso. Poi mi sono reso conto che effettivamente quel tizio aveva interpretato Neal Cassady in On The Road con Kristen Stewart.

DonMax

1 commento

  1. henricho / 19 Febbraio 2014

    Sulla questione dei gatti ti do ragione…li odio pure io
    E pure sul discorso di Neal Cassady….l’attore che lo interpreta fa penare qui come in On the road… 😉

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