Recensione su Teneramente folle

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Sopravvivere al disagio neuropsicologico / 20 Settembre 2016 in Teneramente folle

Nel tentativo di non affondare in facili banalizzazioni, il film della Forbes lascia argutamente da parte la rappresentazione lacrimevole del dramma di una famiglia spappolata dai problemi economici e dal disagio neuropsicologico del capobanda preferendo mettere in scena il racconto di un quartetto che sopravvive atipicamente a piccoli/grandi problemi di varia natura.

Così facendo, molti nodi vengono semplificati all’eccesso in favore di un tono narrativo scanzonato, ma, nel complesso, concesse le attenuanti del caso, il film scorre bene e strappa molti sorrisi: alla sua buona riuscita concorrono indubbiamente le belle interpretazioni di un Mark Ruffalo in gran forma e delle due bambine che, pur mettendo in scena due marziane (quanta maturità, quanta assenza di conflitti!), riescono a risultare buffe e simpatiche. Bella bella bella la Saldana.

Tecnicamente, del film ho apprezzato moltissimo la fotografia e certe inquadrature, che, in linea con il mood e l’ambientazione storica del racconto, ricordano le istantanee di famiglia, le vecchie Polaroid.
Interessante colonna sonora, con brani folk e soul (George Harrison, Ike & Tina, The Doc Watson Family, Brenton Wood…).

Titolo italiano ammiccante, da dimenticare.

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