?>Recensione | Indagine su un cittadino al di sopra di ogni...

19 dicembre 2012

Un film ricco di significati: la trama, con i suoi paradossi, non può che ricordare Kafka.
Il personaggio principale è degno di essere psicanalizzato non solo per il suo gesto inspiegabile e per il cinismo con cui si fa beffe dei colleghi inquirenti, ma soprattutto per la sua smania e passione per il potere che probabilmente sono alla base della sua personalità instabile.
Vengono inoltre offerti spunti di riflessione sul ruolo della polizia (e in particolare dell’ufficio politico) nel post ’68, sulla crudezza e la violenza degli interrogatori, sui discutibili metodi di controllo (schedature e intercettazioni di massa).
Buona l’interpretazione di Volontè anche se è scelta discutibile l’eccessivo istrionismo del protagonista (seppure idoneo ad evidenziare le sue nevrosi, non può che risultare alla lunga un pò indigesto).
Interessanti le inquadrature di Petri, che privilegia il volto in primo piano delle persone che parlano, ricreando visivamente le angosce che sottostanno a tutta la narrazione.
Musiche di Ennio Morricone, con il famoso ed orecchiabile motivetto.
Meritatissimo Oscar come miglior film straniero.

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