Recensione su Incident on and Off a Mountain Road

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Panico sulla montagna / 7 Settembre 2017 in Incident on and Off a Mountain Road

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Una donna di nome Ellen, in una notte di luna piena, ha un incidente su una strada di montagna. Complice una disattenzione, va a sbattere contro un’automobile parcheggiata sul ciglio della carreggiata dietro una curva. Sarà l’inizio di un incubo. Inseguita da uno spietato e mostruoso serial killer che ama cavare gli occhi alle proprie vittime, denominato Moonface per il suo aspetto pallido, fuggirà per i boschi fino ad arrivare nella baracca dello stesso assassino. L’inizio sembra il tipico incipit di un convenzionale slasher. L’assassino è un classico generico mostro di questo genere di film, ma qui non c’è nessuna strage di adolescenti. Quella che sembra un’altrettanta classica vittima designata, grazie alle tecniche di sopravvivenza imparate dal marito, fanatico e violento survivalist, si rivelerà essere invece un osso duro anche per il feroce assassino. Panico sulla montagna è primo episodio della serie televisiva antologica Masters of Horror ed è anche la trasposizione di un fulminante racconto di Joe R. Landsale, Incidente su una strada di montagna (e dintorni), uno dei preferiti del regista Don Coscarelli (che nel 2002, sempre da Landsale aveva realizzato il lungometraggio Bubba Ho-Tep). La storia è in sostanza la stessa del racconto (Lansdale è uno scrittore immediato e descrittivo nello stesso tempo e già leggendo il testo, la vicenda sembra prendere vita da se) con qualche piccola variazione dovuta al fatto che lo scritto si legge in un quarto d’ora, tanto è breve e frenetico, mentre la sceneggiatura deve coprire la durata canonica dei cinquanta minuti di un episodio televisivo. Nel racconto i protagonisti sono solo due, Ellen e il killer, con accenni, decisivi al fine della risoluzione della storia, a Bruce, il violento marito di lei. Il film mostra invece in flashback l’evoluzione del rapporto della protagonista col marito e aggiunge la gustosa presenza del folle personaggio interpretato da Angus Scrimm, attore interprete del Tall Man nella saga Phantasm, l’opera più famosa di Coscarelli. La trama del film e del racconto può sembrare banale, ma nelle mani di Coscarelli e Landsale è arricchita da una strisciante ironia, colpi di scena e pugni nello stomaco, diventando un espediente per scardinare alcuni luoghi comuni dell’horror, senza per questo scadere nella parodia o essere meno terrificante.

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