Recensione su Inception

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Inception / 13 agosto 2015 in Inception

Nolan sarà bravo, ma credo proprio che sia anche un gran ruffiano.
Se fosse un cuoco il suo menù alternerebbe minestrone e ratatouille, ratatouille e minestrone.
Gli ingredienti, questa volta, sono il caro vecchio Matrix e un classicone d’autore come il Solaris di Tarkovskij, cui si ispira per buona parte della sceneggiatura, con l’idea della moglie rediviva.
Film osannato dai più giovani e che divide quelli un po’ meno giovani, Inception sicuramente si fa piacere per ritmo e intensità, oltre che per gli innovativi effetti speciali (su tutti, quelli che consentono alla città di Parigi di piegarsi come un origami).
Ma di sostanza ne vedo poca, o forse troppa, il che, in fin dei conti, è lo stesso.
Una storia affascinante, ma ingarbugliata come poche (sta cosa degli enne livelli di sogno sembra fatta apposta per innervosire anche i più placidi spettatori).
A me francamente il film, dal punto di vista dei contenuti, non è piaciuto, anche se alla fine si salva per regia ed effetti speciali.
Dai Batman in avanti Nolan non riesce proprio a convincermi, nonostante la mia assoluta buona disposizione d’animo nei suoi confronti, derivante dalla totale apertura di credito concessagli dai tempi di Memento.
Diverso il discorso su Di Caprio, che come attore non riesco proprio a farmelo piacere (dopo la scena iniziale stavo già sbuffando). Nel suo caso credo di avere ormai maturato uno di quei pregiudizi che non consente di valutare con la dovuta serenità, un pregiudizio che tuttavia, in qualche occasione, son riuscito a superare, in quei (pochi) casi in cui ha saputo regalare un’interpretazione di livello, discostandosi dalla sua mimica monocorde. Ma decisamente non mi è sembrato questo il caso.

6 commenti

  1. Alicia / 14 agosto 2015

    Magari può sembrare un po’ scarno lo spessore psicologico dei personaggi, ma ricorda che dietro questo mondo dei sogni c’è tutta una ricerca psicologica dell’interpretazione dei sogni.
    E sinceramente non vedo neanche tutte queste similitudini con Matrix.

  2. hartman / 14 agosto 2015

    ciao @alicia
    può anche darsi che ci sia una ricerca psicologica dietro, ma a sto punto Nolan mi sembra uno di quegli studentelli che si fa prendere la mano, partendo dalle teorie e finendo con le fantasticherie…
    già per Interstellar dicevano che c’era la ricerca astrofisica di fondo, anche se il tutto poi va un po’ a farsi benedire col finale…
    è come un quattrocentista che parte lanciato e poi, a un certo punto, esce dallo stadio anziché tagliare il traguardo…
    io le similitudini con Matrix le vedo soprattutto dal punto di vista stilistico, mentre quelle contenutistiche sono soprattutto con Solaris…
    e per finire, per gustarsi sul serio l’intreccio tra cinema e psicologia bisogna vedersi bene tre registi: Hitchcock, Tarkovskij e Lynch (e leggersi i libri di Slavoj Zizek a tema cinematografico)… Nolan da questo punto di vista mi sembra più un prodotto da blockbuster

  3. Alicia / 14 agosto 2015

    Sinceramente io ho trovato il film originale e fantasioso. Certo, magari una conoscenza più approfondita di Hickcock , Tarkovsij o Lynch sarebbe d’aiuto. Ma ricordiamoci che non siamo critici cinematografici ( perlomeno io), e se un film è valido magari riusciamo a capirlo da soli.
    Io trovo che sia lodevole il fatto che abbia almeno ricercato di utilizzare la tecnologia moderna per fare qualcosa di profondo. Molti registi si limitano a azione e tante luci.

  4. laschizzacervelli / 15 agosto 2015

    Le analogie con Matrix? Il regista parte con un’idea iniziale magari neanche tanto originale ma sicuramente intrigante,si prende un attore incredibilmente inespressivo ma comunque famoso come protagonista, lo imbarca in una situazione che porta il concetto di ‘sospensione dell’incredulità’ di fronte a nuove, affascinanti frontiere, tenta di andare avanti a sviluppare una sceneggiatura decente finché non si incarta su se stesso esattamente come Parigi in quella che è l’unica scena della sua opera che resta nel ricordo dello spettatore, e finisce per buttare tutto in vacca rendendo la seconda metà del film una noiosissima accozzaglia di inseguimenti e sparatorie… è abbastanza chiaro dal mio commento che concordo con @hartman ? 😀

  5. hartman / 15 agosto 2015

    … E considerato che diverse delle cose che, giustamente, affermi mi sembra che valgano anche per interstellar, non può non emergere una certa omogeneità strutturale in Nolan… Sono sceneggiature scolastiche, accattivanti, questo è vero, ma a cui manca il guizzo di genialità… @laschizzacervelli

  6. astoundingjb / 10 settembre 2015

    Complimenti per aver riconosciuto Tarkovsij!! In effetti c’è molto..! Matrix, anche io, non è che ce lo riveda molto… L’idea dell realtà dentro al sogno (o viceversa?!) è un tema gettonatissimo.. Si pensi ad Atto di Forza di Vroheven a Apri gli Occhi, rifatto col nome di Vanilla Sky… Piuttosto è evidente come una casa la presenza di Cronenberg col film eXistenZ!! Sia per tutta l’idea del sogno (che in Cronenberg ti porta in un gioco) e per i sogni dentro al sogno (o giochi dentro al gioco), ma anche soprattutto soprattutto per la forma dei pod, i dispositivi che permettono di collegarsi e condividere l’esperienza di sogno! Diciamo che Nolan ha molto più che preso spunto…

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