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Recensione su Inception

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23 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

L’italiana me lo aveva raccomandato come l’esperienza del secolo, io credo che il suo giudizio (del quale comunque non è che già io mi fidi troppo) sia stato liquefatto dall’essere andata a vederlo con il suo ultimo compagno di mer.. ehm, scopate, un italiano semi-calvo. Parliamo di un film da 160 milioni di bucks, sia chiaro, non è qualcosa di cui non sentirete parlare, capaci di fare onnivasiva (sì, non esiste, grazie) pubblicità per mesi.
Mi piacerebbe persino raccontare la storia ma ho qualche difficoltà. Perché è un casino incomprensibile. Io ero tutto complessato per il mio inglese, invece poi ho trovato anche le critiche su internet a dire che in sostanza non si capisce nulla. Allora, c’è DiCaprio che di mestiere entra nei sogni della gente per vedere cosa c’è (è così, accettate e tirate dritto). Gli propongono di entrare nei sogni di un tipo a capo di una grossa azienda energetica, per non farla diventare troppo potente. Ma non solo a dare un occhio, questa volta si deve instillare un’idea (da cui il titolo). Il che, ti spiegano, uuuuuhhh se è difficile. Quindi lui si fa una squadra, in cui segnalerei il tizio di 500 days of summer con la sua faccia un po’ da tonno-simpatico e anche Juno. Che però ha sempre il medesimo visino da 15enne di quando era incinta, e lo avrà almeno fino ai 55, anche se qui adulta deve essere. E Juno qui la chiamano pure Arianna no? Come Arianna e il Minotauro e il filo, perché è lei che deve aiutare Leo a uscire dal labirinto che si crea. Per fare l’inception dell’idea serve un sogno a più livelli. Quindi la missione diventa entrare nel sogno (primo livello) e poi addormentarsi e sognare (secondo livello) e così via >.< per quattro, quattro ca**o di livelli. A ogni livello il tempo si dilata, I mean 5 minuti al primo sono un’ora al secondo ecc. Già solo per spiegarti tutto ciò impiegano troppe parole per essere che stai vedendo un film. Ma contemporaneamente c’è anche, da guardare a bocca aperta, la parte cinematografica. E lì è assurdo, perché quello che succede ai livelli superiori influenza quelli inferiori :S quindi questi “mondi” creati oniricamente in cui si muovono i protagonisti può capitare che sullo schermo implodano o si sfoglino in mille pezzi o si pieghino a piacimento. C’è una scena da bocca aperta di Parigi che viene.. nemmeno so bene come dire, ripiegata su sé stessa come se fosse un foglio di carta.
Insomma, Nolan sale allo scranno di Dio e fa quel che vuole in palese delirio di onnipotenza, e a parer mio è da vedere al cinema solo per questo. La storia obbiettivamente fa abbastanza schifo, non si capisce nulla, combattono nemici che sono lì nel sogno a ostacolarli non si sa bene perché, DiCaprio ha una ex-moglie nel passato che ritorna in tutti i sogni a sparigliargli le carte. Uguale a come succedeva in Shutter Island, tra l’altro, ormai gli fanno i personaggi con lo stampo. I livelli, mah, sì, è un videogioco, abbiam capito che sapete fare i film come i videogiochi, bravi. Una delle definizioni migliori che ho letto da non so dove è che sia un incrocio tra Matrix e James Bond.
E non potevo dirlo subito?

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