The End? - L'inferno fuori

/ 20175.636 voti
The End? - L'inferno fuori
The End? - L'inferno fuori

Roma. Claudio ha un importante appuntamento di lavoro, ma resta bloccato nell'ascensore del palazzo in cui ha sede il suo ufficio. Mentre Claudio è chiuso lì dentro e si dispera, all'esterno si sta scatenando il panico: una misteriosa epidemia ha colpito la città, trasformando i romani in zombie. Nessun luogo è al sicuro, neanche l'ufficio di Claudio.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: In un giorno la fine
Attori principali: Alessandro RojaRoberto Scotto PagliaraBenedetta CimattiEuridice AxénBianca FriscelliGiada Caruso, Claudio Camilli, Carolina Crescentini, Massimo Triggiani, Marco Manetti, Daniele Misischia, Roberto Fidecaro, Angelo Sorino, Emilio Mauro Barchesi, Anna Chiara Repetto, Chiara Alivernini
Regia: Daniele Misischia
Sceneggiatura/Autore: Cristiano Ciccotti, Daniele Misischia
Colonna sonora: Isac Roitn
Produttore: Carlo Macchitella, Antonio Manetti, Marco Manetti
Produzione: Italia
Genere: Thriller, Horror
Durata: 100 minuti

Discreto! / 1 Dicembre 2018 in The End? - L'inferno fuori

Una sorta di Resident Evil all’italiana e il risultato non è niente male…
Sufficiente.

Zombie a Roma… / 6 Settembre 2018 in The End? - L'inferno fuori

La prima volta compaiono a Roma gli Zombie.
L’idea interessante ma purtroppo è lo sviluppo della stessa che fa crollare il film.
Un pessimo Alessandro Roja, totalmente inespressivo. Nella drammaticità della situazione, nel terrore di quei momenti trapela solo una totale inadeguatezza nel ruolo. Disperato e terrorizzato con neanche una sola lacrima.
Anche nel ruolo dell’arrogante è incapace.
Peccato perché chissà se rivedremo degli zombie a Roma.
Bocciato.
Ad maiora!

Leggi tutto

Un’altra grande sconfitta firmata Manetti Bros. / 24 Agosto 2018 in The End? - L'inferno fuori

Purtroppo la freschezza sperata non c’è: l’autore prende un’idea stimolante (la location claustrofobica) ma poi la rinnega in ogni modo, vittima di tentazioni convenzionali con cui si trova piú a suo agio (le capriole, gli zoom a schiaffo, gli establishment shot per far vedere che è passato il tempo). Invece che usare le potenzialità della location limitata, la usa solo come sponda all’approccio tradizionale. Ma questo significa aggirare l’ostacolo, invece di crearsi l’ostacolo per sfidare i propri limiti.

Anche narrativamente è pavido: ha l’occasione di giocare con la sospensione dell’incredulità (l’apocalisse come punto di partenza per derive ancora più folli) e invece pretende di essere realista (l’apocalisse come eccesso, e il tentativo di ripristinare lo status quo. A quel punto il patetico finale consolatorio è inevitabile)

A me sembra immaturo come il bimbo che fa i danni e poi scappa. Non c’è una “teoria” (urgenza espressiva/artistica) dietro quei “danni”, ma la perversione di farsi notare per poi nascondersi o pretendere l’assoluzione.

Il film magari è ancora godibile se stai alla flebilissima sospensione dell’incredulità (e io non ci sono stato), ma di ardito e/o nuovo non ha davvero niente.

Leggi tutto
inserisci nuova citazione

Non ci sono citazioni.