Recensione su Nel nome del padre

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1 Marzo 2012

Racconto verità sui contorti e deviati meccanismi della giustizia inglese che su basi sommarie ha ingiustamente incarcerato per quasi 15 anni due uomini innocenti. Lo sfondo è quello degli anni 70 e delle rivolte e degli attentati dell’IRA. Il contesto è quello della legge contro gli attentatori che il governo inglese ha promulgato, dando potere e modo di esercitarlo alla polizia ed alle sue corrotte branche di investigatori.
E’ un tema molto sentito, primo per lo sfondo storico degli eventi (altri film come “la moglie del soldato”, “Bloody sunday” e lo stesso “the boxer” di Sheridan hanno descritto la conflittualità tra inglesi e irlandesi) e secondo perchè nell’affrontare il discorso della giustizia e della necessità di giusti processi (non basati su confessioni estorte e prove indiziarie) si mette dal punto di vista di un padre e di un figlio, compagni di cella che inizieranno a conoscersi davvero ed a parlarsi per la prima volta.
Un grande Daniel Day-Lewis nel ruolo di Gerry, ma stavolta a fargli da contraltare c’è l’interpretazione misurata ed intensa di Pete Postelwaite..davvero un bel duo!

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