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Recensione su Il tesoro della Sierra Madre

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17 maggio 2014

Brilla Humphrey Bogart nella solita classe, quella che lo contraddistingue anche quando è sporco di polvere e sudato come non mai, tanto decisa quanto dura la regia di Huston John, dura ed allucinante è la vicenda tutta.

“Il tesoro della Sierra Madre” è una perla da riscoprire, un film dove l’amicizia e la lealtà vengono messe a dura prova dal materialismo rappresentato ed incarnato dalla caccia all’oro. Eccoli dunque i nostri due disperati (interpretati amabilmente da Humphrey Bogart e Tim Holt), dei disadattati in cerca di lavoro. Li vediamo sporcarsi le mani per un lavoro che non porterà paga, truffati ed arrabbiati si vendicheranno pestando lo sfruttatore borghese. Nuovamente a spasso, senza una professione, affamati, nauseati dal fetore delle proprie pelli decidono di cercare l’oro.
Il pretesto è lo stomaco più che il genio delle proprie menti. E’ una decisione che parte dal basso, la necessità di danaro e, diciamolo francamente, per una serie di fortunati (?) eventi. Stringono così amicizia con un profetico vecchietto, interpretato da Papà Walter Huston (Oscar come attore non protagonista proprio per l’interpretazione donataci), il quale li avvisa dei “mali” che la caccia all’oro arreca agli uomini.
Anche lui in passato è caduto sotto i sintomi della febbre dell’oro… i giovinastri però sono positivi e convinti in quel che fanno. Detto fatto, si improvvisano mestieranti: gold diggers.
Quello che si palesa di fronte agli occhi dello spettatore è ben altro, due giovani che dopo poco si accasciano a terra stanchi, distrutti mentre l’atletico vecchietto resistente alla fatica e marci fino alla meta. La pellicola è dotata di realismo, non sto parlando dell’elaborazione di un sistema di canali per cercare l’oro o del grande set naturale dell’opera ma dalla pazzia che pregna la pellicola.

L’arrivismo e la diffidenza di un membro del gruppo sarà la fine di un sogno fantastico e di una splendida amicizia. Da questo momento l’oro accecherà gli occhi degli uomini, sospetti reciproci e una serie di incidenti spalleggiano i nostri. La ricerca dell’oro diventa imperativo categorico ma, come dimostra la scena finale, la sorte è pronta a ridere beffardamente dei loro sforzi e la Natura si riprenderà tutto.

Il tesoro della Sierra Madre è avventura allo stato puro, nel quale sono presenti scorribande, colpi di scena, ritorni dall’ “aldilà” , incontri e scontri. L’intrattenimento e la paesaggistica spettacolare si legano l’uno con l’altro. Il tesoro della Sierra Made è uno dei primi film di Hollywood ad essere girato al di fuori degli Stati Uniti, il regista si focalizza sull’ambientazione Messicana dando allo spettatore la possibilità di venir a contatto con una tribù di nativi, neanche fossimo in un documentario. E che ne dica Il Morandini, per me è un Signor Capolavoro.

DonMax

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