Recensione su Il signor Diavolo

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Il voto sarebbe un 6.5 / 19 Marzo 2020 in Il signor Diavolo

Discreto film horror di Pupi Avati.
Siamo a Roma nel 1952; un giovane (e inesperto) funzionario del Ministero di Grazia e Giustizia, Furio, viene mandato a Venezia per indagare su un caso delicato. Il 14enne Carlo ha ucciso un suo coetaneo sostenendo che fosse in realtà il diavolo; Furio è chiamato più a proteggere gli interessi della DC in Veneto perché questo delitto è stato fomentato da una superstizione religiosa.
Prima dell’arrivo a Venezia, leggendo sul treno il fascicolo del caso Furio ci riporta agli eventi accaduti che hanno portato all’omicidio.
Film interessante, con atmosfere particolari; siamo nella provincia dell’Est Italia dove il connubio tra Stato e Chiesa si è rafforzato. Quindi l’omicidio è visto dal punto di vista politico di come può compromettere il Governo ma allo stesso tempo esamina il problema del diverso. Infatti il ragazzo ucciso, Emilio, aveva un aspetto deforme e questo fatto, unito ad altre credenze, lo rende inviso alla popolazione locale.
Il finale, che ovviamente non sto a dire, mi ha lasciato inizialmente perplesso ma poi sono arrivato a comprenderlo ed è abbastanza sorprendente.
Nel cast da citare Chiara Caselli nei panni della madre di Emilio, Alessandro Haber è padre Amedeo (un’esorcista), GIanni Cavina è il sagrestano mentre Andrea Roncato è il dottore incaricato dell’autopsia di Emilio.

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