Recensione su Il Settimo Sigillo

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Tormento della morte / 27 marzo 2013 in Il Settimo Sigillo

Di non facile comprensione al giorno d’oggi, ci si deve calare in una realtà molto diversa, con ritmi diversi e con una semplicità molto più pura.
Oggi un film del genere non sarebbe mai prodotto perché non riuscirebbe ad avere un publico numeroso anche se Bergman ha girato il tutto in poco più di un mese. Ma è il dilemma umano che scandisce tutto il film:
dopo la morte cosa c’è?
Esiste un Dio?
Si può vincere contro il proprio destino?
Tutte domande senza risposte che ovviamente neanche il film può dare. Entri quindi in un incubo in cui la peste sta devastando la popolazione, e in questo ambiente un Cavaliere delle Crociate incontra la Morte e la sfida ad una partita a scacchi (quegli scacchi sono la fine del mondo… Bellissimi…) sperando di poterla battere o comunque per prendere tempo e cercare delle risposte.
Sicuramente molto mistico e con silenzi decisamente parlanti con le espressioni.
Ma non è che mi abbia fatto impazzire. Tutto questo misticismo, tutte queste richieste di avere un segnale da Dio, tutte queste ansie di fronte al dilemma dell’aldilà francamente non mi colpiscono. Dovrei tornare nel 1957 e forse con una visione della vita diversa apprezzerei meglio questo film.
Ad maiora!
P.S.: il funnambolo che gioca con sole DUE PALLE proprio non si può vedere!!!
Tutt

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