Il resto di niente

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Il resto di niente

Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Enzo Striano. Napoli, fine del Settecento. La rivoluzione napoletana e le lotte politiche sociali raccontate attraverso la vita della nobildonna Eleonora Pimentel Fonseca.

Titolo Originale: Il resto di niente
Attori principali: Maria de MedeirosMaria de MedeirosmaschioEnzo MoscatomaschioRosario SparnomaschioMaria Grazia GrassiniMimmo EspositoMimmo EspositoCarlo Guitto, Daniele Russo

Regia: maschioAntonietta De Lillo
Sceneggiatura/Autore: Laura Sabatino, Antonietta De Lillo, Giuseppe Rocca
Produzione: Italia
Genere: Drammatico, Storia
Durata: 103 minuti

Dove vedere in streaming Il resto di niente

29 Luglio 2012 in Il resto di niente

Film colto e raffinato? Beh allora mi sento proprio una grezza. L’efebica protagonista si aggira con la stessa espressione per tutto il film. Lei e i suoi amici intellettuali “giocano” a fare la rivoluzione per il popolo che non capiscono e che non li capisce. D’altra parte come si fa a capire il popolo affamato con la pancia piena? E poi tutti questi salti avanti e indietro nel tempo! Tutti questi dialoghi in napoletano di cui non si capisce un acca! E persino i cambi scena con i disegni cartonati! Chissà se i veri protagonisti della rivoluzione napoletana avrebbero apprezzato questa trasposizione!

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9 Febbraio 2012 in Il resto di niente

difficile che una trasposizione cinematografica possa risultare gradevole dopo aver letto un capolavoro come quello di Striano da cui è tratto l’omonimo lavoro della De Lillo di cui è anche sceneggiatrice. c’è una sapiente napoletanità in questo poiché dimostra che la cultura partenopea va oltre gli oleografici luoghi comuni di benvenuti al sud al nord e al centro. quello che resta qui è la bellezza della figura di Leonor nella fotografia della De Lillo, nella sua personale interpretazione che scandisce il ritmo del romanzo storico senza giudizi o, se vogliamo, pregiudizi. la vicenda della repubblica napoletana è specchio di speranza, ma anche di illusione, ma non ho viste tracce di retorica. sono piccoli dipinti che rimbalzano di fronte al destino “voluto” da questa donna portoghese che nell’intelletto scavalca abbondantemente le gesta di Luisa Sanfelice e riporta alla luce la fierezza dell’ideale rivoluzionario. un’idea che si ravviva nel turbinio della sua scoperta, nel desiderio di renderla propria, nell’orgia di appartenere ai suoi vicoli. non serve giudicare la storia, ma poterne succhiare un monito di contemporaneità nelle inquadrature dei lazzari che hanno movenze e suoni che ricordano quelli di oggi.
Splendidi costumi, perfetta location e musiche degne di un gran polistrumentista come Daniele Sepe.

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