2019

Il Primo Re

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Il Primo Re
Il Primo Re

Nel sangue di due fratelli, Romolo e Remo, scorre il destino di una città e di un futuro impero, il più grande della Storia.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Il Primo Re
Attori principali: Alessandro Borghi, Alessio Lapice, Fabrizio Rongione, Massimiliano Rossi, Tania Garribba, Lorenzo Gleijeses, Vincenzo Crea, Max Malatesta, Fiorenzo Mattu, Gabriel Montesi, Antonio Orlando, Vincenzo Pirrotta, Michael Schermi, Ludovico Succio, Martinus Tocchi
Regia: Matteo Rovere
Sceneggiatura/Autore: Filippo Gravino, Francesca Manieri, Matteo Rovere
Colonna sonora: Andrea Farri
Produttore: Andrea Paris, Matteo Rovere
Produzione: Belgio, Italia
Genere: Azione, Storia
Durata: 123 minuti

Abbiamo salvato l’assassino / 9 Febbraio 2019 in Il Primo Re

Romolo e Remo sono figli di una vestale e del dio Marte, nipoti del re di Alba, eredi di Enea, e via discorrendo.
Ma Matteo Rovere, di spazio ai deliri mistici e mitologici, non ne vuole lasciare molto.
Gli interessa riprendere la parte "storica" della fondazione di Roma. Parte in cui si narra di un re, che fondò una città che divenne potente. Un re... continua a leggere » circondato da un alone di mistero e resosi colpevole di un crimine orribile, pur di far compiere il piano degli dei.
In tutto questo Matteo Rovere scarnifica la storia di ogni valore epico e lo riporta in una sorta di realismo-magico. Si parla di una preistoria crudele, difficile,superstiziosa e di una condizione dell'uomo precaria. Apre le danze con l'immagine della preghiera di Romolo perché cessi la pioggia alla Trivaria Diva, dea del fuoco, dea della natura. La pioggia cessa ma la natura irrompe nella vita dei due fratelli sotto forma di inondazione. E da allora ci sarà da aggrapparsi con le unghie e con i denti alla vita.
La brutalità dell'istinto umano prostrato a questa natura maligna e alla nuova civiltà barbara e crudele, è messa da parte solo ed esclusivamente quando si parla di amore fraterno. Romolo e Remo sono legati indissolubilmente.
I due si proteggono e collaborano, si salvano. La civiltà parte da loro e con loro si sviluppa.
Fino a quando la natura non architetta un altro modo per separarli: il potere.
Il potere di Remo è quello della forza e della tirannia, quello dell'Ybris se vogliamo, della tracotanza che lo porta consapevolmente a errare contro il cielo. Il potere di Romolo è quello mistico-religioso, quello della forza civilizzatrice fondata su un legame con una superstizione-magica che si rivela vincente.
Il proto-latino non fa altro che dare una seriosità e una forza al film, della quale sarebbe stato privo fosse stato girato in italiano.
Certo non è un film esente da qualche difetto qua e là. Quando la forza di Romolo viene a meno, poiché è stato ferito, e il film si incentra su Remo, il protagonista perde un po' il suo contraltare e il film si indebolisce. A parte questo, mi ha lasciato a bocca aperta. Mai visto un regista italiano contemporaneo con tale visione di insieme e con tale potenza visiva, anche nell'uso smodato della violenza, indispensabile per rappresentare l'uomo proto-storico, che ha da poco superato il labile confine che lo separava dalla bestia istintiva che si è lasciato alle spalle. Meraviglioso l'utilizzo degli attori e i combattimenti sono qualcosa di sensazionale.
Consiglierei chiunque di vederlo al cinema, è un film che va assaporato solo sul grande schermo.

Gangs of Roma / 4 Febbraio 2019 in Il Primo Re

Il Primo Re di Matteo Rovere rappresenta il ritorno del cinema italiano al film di matrice storico-epica che tanto successo ebbe nel nostro Paese negli anni Sessanta, con i peplum e le produzioni "di massa" in costume di Cinecittà.

Il film di Rovere, però, usa il tema storico con uno spirito (r)innovatore: Il Primo Re, che tratta... continua a leggere » della fondazione di Roma, rifugge da ogni elemento "romantico" o idealizzato, per mettere in scena un racconto di sopravvivenza in cui ha un ruolo fondamentale la concezione dell'ignoto e della divinità intesi come elementi permeanti di una cultura legata in maniera inscindibile ai "capricci" della Natura e ai segni e ai simboli che da questi derivano.
L'uso del latino in una forma pre-classica (non so quanto fedele al vero latino arcaico, ma, francamente, non importa) immerge il film in un'atmosfera sospesa tra il fantasy (vedi, la lingua elfica di Tolkien usata nei film di Peter Jackson, per esempio) e un tentativo di ricostruzione storiografica sufficientemente credibile (posto che, compreso il fatto che non si fa accenno alla natura nobile e semidivina di Romolo e Remo, non ho idea di quanto possa essere davvero attendibile), creando un ibrido efficace e stimolante sia a livello concettuale che visivo.

Il film di Matteo Rovere è crudo e violento come è logico credere fosse la vita nel Latium vetus dell'VIII sec. a.C.: Il Primo Re non è il racconto edulcorato di una bucolica società agropastorale. C'è spazio per i sentimenti, ma si tratta sempre di moti d'animo squassanti, in linea con lo spirito generale della storia.
La sceneggiatura di Rovere, Filippo Gravino e Francesca Manieri si concentra sull'evidente dualismo esistente tra i fratelli Romolo (Alessio Lapice) e Remo (Alessandro Borghi, ottimo). Bilanciando in maniera interessante il peso narrativo dei due, viene dedicato molto spazio all'evoluzione di Remo, giocoforza il personaggio più interessante e complesso della vicenda. Il Remo di Borghi è un antieroe che, in un arco temporale estremamente ridotto, muta pelle almeno tre volte nel corso del film, mostrando le vette che è possibile raggiungere cavalcando la vertigine del potere. Al contrario, il Romolo di Lapice è così lineare e "passivo" da suscitare ben poca empatia, nonostante il suo ruolo storico fondamentale.

Nel complesso, Il Primo Re è un buon film, tecnicamente validissimo, che ha i suoi punti di forza nelle scene dinamiche, di lotta. Come aveva già dimostrato con Veloce come il vento, Rovere ha un respiro cinematografico molto ampio e ha la capacità di rileggere i generi con sapienza, proponendo al pubblico storie accattivanti ma non troppo retoriche o indulgenti. Volendo azzardare un paragone ardito, Il Primo Re mi ha ricordato Gangs of New York di Scorsese: per quanto una città/cultura diventi "grande", non può prescindere dalle sue origini molto terrene e ben poco divine, fatte di sangue, fango, morte (la fotografia di Daniele Ciprì esalta molto bene il carattere mortifero dell'ambiente in cui si svolge la vicenda: tra nebbie e ombrosi contesti fluviali e lacustri, il Lazio rappresentato ha caratteri d'oltretomba). Roma è nata per seminare terrore (Romolo dice: "Saremo la paura, il terrore che non fa dormire la notte" e Remo, semplicemente, apprende e mette in pratica, dando origine al più grande impero politico e militare della Storia).

Il film non è esente da difetti (a tratti, sembra pensato a livello narrativo come una sequenza in slow motion, con passaggi al ralenti e repentine accelerazioni, incidendo sulla scorrevolezza di alcuni passaggi, forse un po' reiterati), ma il risultato finale è decisamente positivo e conferma l'apertura del cinema italiano a nuovi scenari e validissimi esperimenti.

100% Made in Italy / 1 Febbraio 2019 in Il Primo Re

Confesso di essermi recato in sale con buone aspettative, considerando che avevo amato moltissimo Veloce Come il Vento dello stesso Rovere.
Quello che mi sono trovato davanti è un film selvaggio, sporco e molto crudo, ambientato in un modo ostile dove a sopravvivere è solo il più forte.
La regia, le tecniche di inquadratura, la fotografia, gli effetti... continua a leggere » speciali, sono tutti di altissimo livello e non hanno nulla da invidiare alle grandi produzioni hollywoodiane. Sono sincero a volte dimenticavo di trovarmi di fronte ad un film interamente Made in Itlay (Trucchi, costumi, stunt-men, costumi e combattimenti).
Notevole anche la recitazione degli attori, anch’essi tutti italiani.
Nota di merito finale, la scelta (coraggiosa) dei dialoghi in latino arcaico (sono presenti i sottotitoli), quest’ultima cosa rende il tutto molto più reale ed immersivo.

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