2002

Il pianista

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Il pianista
Il pianista

Varsavia, Seconda Guerra Mondiale. Durante l'occupazione tedesca della città, il pianista ebreo di grande talento Wladyslaw Szpilman lavora presso la radio di Varsavia: dapprima licenziato, è costretto a vendere il proprio pianoforte e a trasferirsi con la famiglia nel Ghetto. Riuscirà a sfuggire quasi per caso alla deportazione nei campi di sterminio.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Pianist
Attori principali: Adrien Brody, Thomas Kretschmann, Frank Finlay, Maureen Lipman, Emilia Fox, Ed Stoppard, Julia Rayner, Jessica Kate Meyer, Michal Zebrowski, Wanja Mues, Richard Ridings, Nomi Sharron, Anthony Milner, Lucy Skeaping, Roddy Skeaping, Ben Harlan, Thomas Lawinky, Joachim Paul Assböck, Roy Smiles, Paul Bradley, Daniel Caltagirone, Andrzej Blumenfeld, Zbigniew Zamachowski, Detlev von Wangenheim, Popeck, Zofia Czerwińska, Udo Kroschwald, Uwe Rathsam, Joanna Brodzik, Katarzyna Bargiełowska
Regia: Roman Polański
Sceneggiatura/Autore: Ronald Harwood
Colonna sonora: Wojciech Kilar
Fotografia: Pawel Edelman
Costumi: Anna B. Sheppard
Produttore: Roman Polański, Alain Sarde, Robert Benmussa
Produzione: Francia, Germania, Polonia, Gran Bretagna
Genere: Drammatico, Guerra, Storia, Biografico
Durata: 150 minuti

Lo spettro di Varsavia / 4 Gennaio 2017 in Il pianista

Come avvenne per Pasolini con il Vangelo secondo Matteo, ci voleva Roman Polanski per inserire un tassello nuovo nella narrativa della Shoah. Registi che non hanno nulla a che vedere con un certo filone, ci si tuffano un po' per scommessa è il risultato è sorprendente. Muoversi nel cinema dell'Olocausto è come camminare sui gusci d'uovo; il rischio di... continua a leggere » sbagliare ma soprattutto il rischio di scivolare nel facile melodramma è altissimo. Il maestro del cinema del disagio e dell'horror psicologico attinge a una storia vera che viene dalla sua terra natia, quella di un pianista polacco sopravvissuto all'invasione tedesca e alle barbarie del ghetto di Varsavia, un po' per caso, un po' per fortuna. Mette al centro il profilo vagamente semita dell'eccezionale Adrien Brody, giustamente premiato con l'Oscar, che tira fuori probabilmente la sua migliore interpretazione, dando corpo a un uomo timido che si trasforma lentamente in un derelitto che zoppicante e furtivo si aggira tra le rovine di Varsavia. Il pianoforte non è al centro della scena come uno si aspetterebbe, qui non abbiamo il pianista sull'oceano che suona stoicamente nonostante l'imminente tragedia; Polanski asciuga con grande efficacia il dramma umano di Szpilman relegando la sua professione di musicista quasi a margine, tirando fuori solo nell'intenso finale il malinconico humus chopiniano.
Particolarmente cruda la ricostruzione della vita nel ghetto, con strade costantemente disseminate di cadaveri, le cui particolareggiate pose immobili sembrano una macabra performance artistica.

inettitudine / 17 Maggio 2016 in Il pianista

Mi è piaciuta molto solo la fotografia.. per il resto non lo osannerei così tanto. Il personaggio è quasi da orticaria. Un po' un inetto che si fa scorrere sulla pelle quello che accade (forse si salva per quello non lo so).

Troppo spoiler / 7 Luglio 2015 in Il pianista

Stefania la trama spoilera troppo .

28 Maggio 2015 in Il pianista

C'è poco Polanski; si sente il suo tocco solo ad intermittenza, in alcuni punti sparsi del film: quando vengono mostrate le barbarie perpetrate sul bambino ebreo quando rientra nel ghetto, la voracità animale con cui un deportato trangugia del riso cadutogli, tra l'altro dopo averlo rubato, la terrificante scena dell'omicidio del vecchio, il modo... continua a leggere » convulsivo con cui il protagonista suona il piano dopo la riabilitazione.. per il resto è nel complesso un pò troppo convenzionale e noioso. Aiuta a discostarlo dalla media la scenografia perfetta di Allan Starski

Indimenticabile / 6 Aprile 2014 in Il pianista

filma sulla tragedia del popolo ebreo durante il nazismo. Peccato solo che né la storia né tanto meno opere come questa insegnino qualcosa al genere umano che è incapace di non ripetere errori del passato.