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Recensione su Il pasto nudo

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17 agosto 2011

C’è un pò di tutto in questo film tratto dall’omonimo romanzo di William Burroughs e non è facile capire subito il senso di un film, che la sceneggiatura ha riportato ad una dimensione almeno approcciabile. C’è l’idea originaria del controllo dello stato sull’uomo, la potenza della droga sulla mente dello scrittore, la perversione dell’omosessualità (tema che ricorre in Cronenberg). Gli stili si alternano, dato che il film con un tono di ironia colta parte dal genere di spionaggio, per poi passare al gottesco ed al visionario, con tocchi di fantascienza da horror. Insomma, tanta carne al fuoco, che solo il tocco di Cronenber poteva rendere in maniera così vividamente perversa (la storia del culo che impara a parlare è un esempio sia del tema della mutazione caro al regista che del tema di base del libro).
Intelligente e raffinato, resta uno dei suoi film più conosciuti, anche se, a mio parere non il migliore.

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