Recensione su Il papà migliore del mondo

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Dramma grottesco / 16 ottobre 2015 in Il papà migliore del mondo

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Guardando questo film, mi è risultato praticamente impossibile non pensare a tre cose. Nell’ordine:
1. la tragica dipartita di Robin Williams;
2. la tragica dipartita di Michael Hutchence degli INXS;
3. mentre ne L’attimo fuggente Williams faceva appassionare alla poesia i suoi studenti con un personaggio di grande carisma, qui il suo Prof. Clayton -docente di poesia in un liceo, per l’appunto- è un uomo incolore e pressoché incapace di suscitare qualsivoglia scintilla nel prossimo che eluda dalla naturale tenerezza.

Film curiosamente grottesco che fa oscillare lo spettatore tra il disturbo generato da un personaggio discutibile come il figlio erotomane, viziato, ineducato e potenziale maniaco ossessivo-compulsivo e l’istintiva complicità con un padre realmente straziato dal conflitto tra l’affetto per una creatura indecifrabilmente ingrata ed una sorta di sentimento di liberazione da essa.
La scena del ritrovamento del cadavere, in questo senso, è davvero particolare, in bilico tra il boccaccesco e, ovviamente, il dramma più profondo.

Bella colonna sonora, dal brillante mood indie.
Dopo It’s a kind of a funny story, Under pressure dei Queen + Bowie si conferma uno tra i brani “cinematografici” più liberatori di sempre.
E, poi, la versione piano solo di Mandolin Rain di Bruce Hornsby mi è piaciuta un bé.

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