Il papà di Giovanna

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Il papà di Giovanna

Bologna, fine anni Trenta. Michele Casali insegna disegno al liceo, è sposato e ha una figlia diciassettenne, Giovanna, che va più d'accordo con il padre che con la madre, Delia. La ragazza non ha amici ad eccezione di una sua coetanea, Marcella Taxler, ma un giorno quest'ultima viene trovata assassinata e il tragico fatto di sangue finisce per sconvolgere la vita della famiglia Casali.
schizoidman ha scritto questa trama

Titolo Originale: Il papà di Giovanna
Attori principali: Silvio OrlandoAlba RohrwacherFrancesca NeriEzio GreggioSerena GrandiValeria Bilello, Manuela Morabito, Gianfranco Jannuzzo, Paolo Graziosi, Sandro Dori, Edoardo Romano, Chiara Sani, Dalia Lahav, Gennaro Diana, Eleonora Vallone, Gisella Marengo, Cesare Cremonini, Rita Carlini, Antonio Pisu, Lorena Miller, Gaia Zoppi, Hong-hu Ada, Paolo Fiorino, Nela Lucic, Romano Trerè, Chiara Venanzoni
Regia: Pupi Avati
Sceneggiatura/Autore: Antonio Avati, Pupi Avati
Colonna sonora: Riz Ortolani
Fotografia: Pasquale Rachini
Produttore: Antonio Avati
Produzione: Italia
Genere: Drammatico
Durata: 104 minuti

Media ingenerosa / 29 Novembre 2015 in Il papà di Giovanna

Una storia ben raccontata, con bravi attori,completamente nella parte (anche se francesca neri non ha inciso più di tanto),con la sorpresa (per me) di ezio greggio, capace di recitare in un ruolo di certo a lui non ideale… OTTIMO Silvio Orlando. Bravo Pupi, hai fatto di meglio è vero, ma se tutti i film fossero come regalo di natale e rivincita di natale saremmo nel mondo dei balocchi.

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10 Febbraio 2013 in Il papà di Giovanna

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Film piuttosto bruttino, appena abbozzato nei personaggi e piuttosto piatto nello sviluppo narrativo(alla fine ci si annoia e basta…), assolutamente improbabile come thriller giudiziario o giallo, assolutamente improponibile come film psicologico, involontariamente comico quando tocca il lato sociale-civile (la fucilazione di Sergio alias Ezio Greggio è qualcosa di agghiacciante per bruttezza e rozzezza), irrimediabilmente superfluo da guardare quando si pensa alla grande filmografia di Pupi Avati, altro regista ormai caduto in un inesorabile declino.
Salvo soltanto la buona interpretazione di Ezio Greggio, come ripeto piuttosto bravo in un ruolo non abituale per lui, quello drammatico, ma il resto è da cestinare.

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20 Maggio 2011 in Il papà di Giovanna

Davvero deludente, mi domando come gli sia venuta in mente una storia così inverosimile e traballante, una storia che ha uno spunto interessante, il rapporto soffocante fra padre e figlia, l’instabilità mentale, ma risolta molto in superficie, con una ricostruzione d’epoca da cartolina, uno sfondo storico che a malapena si riesce a riconoscere perchè volutamente intimista e refrattario a registrare la ben minima conseguenza dello sconquasso che scuote l’italia. E poi come si può credere a quel rapporto Orlando/Greggio/Neri? A quel finale incredibile?
Via, via, a tratti i personaggi sono odiosi a causa del tentativo di dipingerli con benevolenza e di renderli innocui.

Ridicola la sentenza del tribunale, ma a mio parere rientra nell’ambito della totale fantasiosa inverosimiglianza della storia, inaccettabilmente fantasiosa

(a proposito, la colpa sarà inizialmente anche fumosamente del padre che troppo ama la figlia, ma poi alla fine è evidente che il vero problema è il rapporto con la madre, anche questo detto molto fumosamente, ma ci avrei giurato che alla fine era la madre! Banale)

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Pupi Avati? no, grazie / 8 Maggio 2011 in Il papà di Giovanna

Mi dispiace moltissimo stroncare Avati, che oltre tutto è della mia città, ma i suoi film mi lasciano sempre un profondo senso di frustrazione. Non sa trovare le soluzioni giuste per chiuderli, malgrado l’idea iniziale sia ottima. La proiezione finisce, tu esci e dici: vabbè, e allora? Esattamente il contrario di certi altri film che magari zoppicano per un’ora e mezza e poi, per via del colpo di genio finale, cambi idea e quello che ti sembrava un film mediocre passa automaticamente alla categoria dei capolavori. Pupi Avati deve assolutamente trovare un aiuto molto creativo per risolvere meglio il finale dei suoi film.
Di questo, salvo pienamente solo l’interpretazione dei protagonisti (tutti, compreso Ezio Greggio).

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