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Recensione su Il mundial dimenticato

/ 20117.25 voti

15 aprile 2014

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Trattasi di oltremodo bizzarro film assai, girato sotto forma di documentario. Viene ritrovato il corpo di un cineoperatore in Argentina avvinghiato alla sua macchina da presa. Nella pellicola rimasta in essa sono contenute tutte le risposte ai dubbi rimasti sul mondiale (vero? Falso= quien sabe?) svoltosi in Patagonia nel 1942. Mentre in Europa si andava pesante di guerra mondiale, qui il Conte Otz, un ricco nobile locale, decise di organizzare un mondiale con squadre composte da immigrati di ogni paese. Il racconto ricostruisce il mondiale, le 12 squadre, ci sono interviste a personaggi randomici che confermano (tipo Roby Baggio), l’arbitro che era il figlio di Butch Cassidy, con le pistole, sempre sbronzo e che si scopre che alla fine se la svigna con la coppa Rimet; la Germania finalista, con il suo bomber tedesco con gli occhiali, contro i mapuche argentini (da Tex so che i mapuche sono indios), e il loro insuperabile portiere, che col tedesco si contendevano l’amore della bella figlia del conte. Insomma, amore, calcio, storia, fantastoria, nazioni diverse, tutto viene ricostruito, fino alla finale, che si conclude sotto un nubifragio che fa crollare lo stadio e cancella ogni traccia del mondiale (cineoperatore compreso). Per la cronaca, della coppa si è detto, la finale la avevano vinta i mapuche anche se l’arbitro era stato pagato dai nazi e il mapuche portiere alla fine si scopava la gnocca. Fuck yeah!

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