Recensione su Il momento di uccidere

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Schumacher: il #qualunquealtroregista dei poveri / 15 agosto 2015 in Il momento di uccidere

Una ragazzina nera viene violentata da due perdigiorno in una razzistissima cittadina del sud degli Stati Uniti. Il padre (Samuel L. Jackson) si adopera per vendicarla. In tribunale la sua difesa diventa per estensione un processo sul razzismo e sui pregiudizi. A sfidarsi a colpi di fine retorica ma anche di eroismo civile sono i due avvocati interpretati da Matthew McConaughey (il buono) e Kevin Spacey (il cattivo).
Il cast (che comprende anche Sandra Bullock e Donald&Kiefer Sutherland) è ricco di nostri beniamini, ma nel complesso Joel Schumacher e lo sceneggiatore Akiva Goldsman da par loro pigiano l’acceleratore su quel sentimentalismo di stampo hollywoodiano che abbiamo imparato a conoscere e accettare. Non nascondo di essere stato fortemente turbato dalla rappresentazione del modus operandi del Ku Klux Klan, molto simile alla mafia e altrettanto terrificante, anche se è chiaramente inserita nel semplice schema “buoni contro cattivi”.
Un legal-drama che immagino volentieri in migliori mani, per esempio quelle di Clint Eastwood.

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