Recensione su Il mistero del lago

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20 dicembre 2017

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Poco o niente rimane del romanzo di Henry James Giro di vite in questa fiacca produzione televisiva italiana andata in onda nel 2009. C’è l’istitutrice, Teresa nel film, che deve badare ai due orfani. Ci sono i due bambini, dai nomi italianizzati in Milo e Flora. C’è l’inquietante magione, posta su un’isola di un imprecisato lago italiano. Ci sono quelle che dovrebbero essere delle sinistre apparizioni della precedente istitutrice, Eleonora, che contrariamente al romanzo si è tolta la vita il giorno stesso dell’arrivo di Teresa. Per il resto la narrazione, che procede lentamente, con notevoli salti logici e incongruenze nei comportamenti dei personaggi, prende altre direzioni presentandoci personaggi inventati dalla sceneggiatura, come Elia, il rude custode della villa, o profondamente diversi, come lo zio dei pargoli, nel romanzo completamente disinteressato sulla sorte dei nipoti aldilà dell’onere di fornirgli i mezzi di sussistenza e istruzione. Alla stessa istitutrice è fornito un passato tormentato al fine di giustificarne i comportamenti presenti. Il finale, che non risparmia allo spettatore l’inserimento d’incongrui riti satanici, giusto per aggiungere altre malriposte suggestioni orrorifiche, e un lungo spiegone riassuntivo, riconduce il tutto a una banale questione di eredità, come nel più telefonato dei gialli. La vicenda si svolge negli anni Venti del Novecento e i costumi sono curati così come pure la fotografia, opera di Patrizio Patrizi e Daniele Massaccesi, figlio del noto artigiano del cinema di genere italiano Aristide. La regia è invece piatta e “televisiva”, la recitazione sotto i livelli di guardia. Assenti qualsiasi accenno di suspense e atmosfere spettrali e la cosa, visto il materiale di origine, assume i connotati di un crimine. Una delle non molte cose riuscite del film è la comparsa in alcune scene di Luca Ward, uno dei più apprezzati doppiatori italiani in un ruolo insolitamente senza battute.

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