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Recensione su Il Grande Lebowski

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11 maggio 2015

Il Grande Lebowski è un film assolutamente mitico, il cult anni ’90 per definizione.
Il più classico dei plot, quello della commedia degli equivoci, viene rivisitata in salsa noir (l’intreccio è parzialmente ispirato da Il grande sonno di Chandler) facendone scaturire una serie di situazioni memorabili.
La forza di questa storia così surreale è però nella caratterizzazione di un’accozzaglia di personaggi che ha pochi eguali nella storia del cinema.
C’è Jeffrey Lebowski detto il Drugo (the Dude, interpretato da un grandissimo Jeff Bridges): un rozzo e sconclusionato nullafacente, che veste di uno sciatto ai limiti del commovente, beve White Russian a qualsiasi orario, fuma spinelli e rimpiange gli anni da hippy.
C’è il Walter di John Goodman, un ex marine di origine polacca convertitosi all’ebraismo. Personaggio memorabile nella sua imprevedibile schizofrenia, il più riuscito insieme al Drugo.
C’è il Donny di Steve Buscemi, uno dei più grandi caratteristi di Hollywood.
C’è il Jesus di un irriconoscibile John Turturro, che pur comparendo in pochissime scene è protagonista di alcuni dei momenti più esilaranti dell’intera pellicola.
E che dire dei Nichilisti o del Brandt del compianto Philip Seymour Hoffman?
Una colonna sonora fantastica accompagna grandiosamente scene immortali, tra cui spiccano le due sequenze oniriche sulle note di The man in me e Just dropped in. Due momenti imprescindibili, tra surrealismo e psicanalisi.
Il Grande Lebowski resterà uno dei film più belli e interessanti dei Coen, probabilmente quello che più si avvicina al tanto abusato concetto di genialità.

2 commenti

  1. paolodelventosoest / 11 maggio 2015

    Come non essere d’accordo! Certi film sono stati la gloria degli anni ’90 e hanno segnato la nostra gioventù 😀

    • hartman / 11 maggio 2015

      ebbene sì @paolodelventosoest… io l’ho scoperto un po’ tardi, circa 7-8 anni dopo l’uscita nelle sale.. da un lato però è stato un bene, perché da più giovane forse non lo avrei apprezzato come merita

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