1983

Il grande freddo

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Il grande freddo
Il grande freddo

A seguito del suicidio di Alex, un gruppo di amici un tempo profondamente legati e che hanno condiviso ideali e aspettative tipiche della fine degli anni sessanta, dopo ben 15 anni si ritrova. Sono gli stessi, sono cambiati? L'incontro - che si staglia forte sulla presenza/assenza di Alex - sarà l'occasione per riavvicinarsi, confrontarsi, lasciarsi, crescere o restare così come si è.
wigelinda ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Big Chill
Attori principali: Tom BerengerGlenn CloseJeff GoldblumWilliam HurtKevin KlineMary Kay Place, Meg Tilly, JoBeth Williams, Don Galloway, James Gillis, Ken Place, Jonathan Kasdan, Ira Stiltner, Jake Kasdan, Muriel Moore, Meg Kasdan, Patricia Gaul, Kevin Costner
Regia: Lawrence Kasdan
Sceneggiatura/Autore: Lawrence Kasdan, Barbara Benedek
Colonna sonora: John Fogerty, Robbie Robertson
Fotografia: John Bailey
Costumi: April Ferry
Produttore: Lawrence Kasdan, Marcia Nasatir, Michael Shamberg
Produzione: Usa
Genere: Drammatico
Durata: 105 minuti

Quando persi i contatti con voi, persi il senso del mio avvenire, forse questo è accaduto ad Alex, ci aspettavamo qualcosa l’uno dall’altro allora, ne avevamo bisogno… / 9 Agosto 2019 in Il grande freddo

Un gruppo di amici sessantottini si rincontra dopo molto tempo perché un membro della compagnia si è suicidato senza alcun apparente motivo. Inevitabilmente si ritroveranno a dover fare i conti con la propria vita, con le persone che erano in passato e con che cosa sono diventati adesso. Un tempo la proprietà era un furto, un tempo volevano aiutare i ghettizzati e cambiare la società. Ora hanno fatto i soldi e si ritrovano a vivere il sogno reganiano edonista. La loro amicizia in passato era vissuta nella bambagia e nel sogno, ed ha dovuto fare i conti con il mondo adulto gelido e spietato.
I personaggi sono descritti nei dettagli con grande cura, interpretati da attori eccezionali che riescono a ricostruire l’atmosfera di un’amicizia senza condizioni ma allo stesso tempo fallimentare, perché funzionale solo in un ambiente protetto.
C’è la coppia felice di Harold e Sarah, quella responsabile e che non ha trovato apparentemente alcun problema nella vita adulta. C’è Nick, cinico e disilluso dopo il Vietnam, Karen la bella del gruppo minata da un infelice matrimonio fatto di compromessi, Sam l’attore venduto insofferente alla propria condizione che si ritrova a gestire sentimenti non detti e irrisolti con Karen proprio come due ragazzini gettati bruscamente nel mondo degli adulti. Jeff Goldblum interpreta Michael il giornalista, acuto e con i piedi per terra, e poi Meg l’avvocato idealista sceso a compromessi che ora desidera dalla vita diventare madre. E poi Chloe, la ventenne compagna di Alex strana e svampita, in prima battuta noncurante e poi solo in seguito tenera e fragile.
Tra di loro giganteggia la figura di Alex, che nessuno sembra aver conosciuto a fondo, davvero, un personaggio scritto bene nonostante sia solo nominato e non compaia mai nello schermo.
Trascorreranno il weekend restaurando subito quel tipo di confidenza e di spensieratezza che li caratterizzava al college. Ricreano quell’ambiente protetto, affettuoso e disinteressato, seppur non privo di attriti e di non detti. Un grande capolavoro troppo poco spesso nominato. Un film dalle battute preziose, necessarie, senza una virgola fuori posto, piacevole e amaro che scorre con facilità. Lo stratagemma di sceneggiatura poi del rincontro dopo tanti anni credo sia un canovaccio poi ripreso nel cinema centinaia di volte nei secoli dei secoli amen, anche se raramente con gli stessi felici risultati.

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13 Dicembre 2012 in Il grande freddo

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Un film di quando io avevo un anno, in cui un gruppo di amici del college si ritrovano nella stessa casa in occasione della morte di uno di loro (che tra l’altro era un Kevin Costner alle prime armi, di cui si vede solo un polsino). Ma di futuri attoroni è pieno, tipo Glenn Close e, ca**o non mi ricordo il nome, come si dice, ah, Jeff Goldblum, Kevin Kleine e basta, son stufo. Insomma, ognuno si è fatto la propria vita staccata dagli altri, c’è quello famoso, quello ricco, quella depressa, quello impotente, quella gnocca, così via. E il ritrovarsi insieme riaccende il motore delle dinamiche tra di loro, che era come se si fosse fermato quando si erano persi di vista. Il film ha anche una forte connotazione generazionale, in quanto i protagonisti hanno vissuto sulla loro pelle il ’68 e se ne portano dietro la conseguente disillusione, con uno sguardo amaro e ironico sulla vita a cui è difficile resistere. In un trionfo di robe anni ’80, c’è quindi questo freddo dell’animo che, è la morale, può venir riscaldato solo dal ritrovarsi insieme a pochi, ristretti amici, quelli giusti. Anzi no, la morale è: l’amicizia è un termosifone, ecco 😀

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