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Recensione su Il gioiellino

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della provincia italiana / 30 marzo 2011 in Il gioiellino

Mi è piaciuto. Molaioli non sarà un gran regista, ma rende bene una idea molto forte con la sceneggiatura, con la caratterizzazione dei personaggi, con l’aria che trasuda da tutto il film che è il trionfo della provincia. E’ un film sull’italia e la sua spina dorsale, il provincialismo, la piccola comunità.
Sin da subito è una storia di provincia, dove c’è sempre il ricco, il direttore della banca, il parroco/vescovo, insomma tutti quei tipi che contano nelle comunità ristrette. E Leda è un prodotto di provincia, con il patron bonario che assume “quelli di qui”, sposati “con quelle di qui” e che questi valori vuole portare avanti. Sono i valori del noi che siamo uguali e simili e ci capiamo, che ragioniamo in un certo modo e che la domenica compriamo le paste e i cittadini ci salutano con reverenza. Ogni volta che i personaggi escono da Parma sono senza orientamento perchè è vero che il mondo funziona ovunque allo stesso modo, ma i “valori” si relativizzano. Non che il film non abbia pecche, soprattutto nel rapporto sessuale fra Botta e la nipote del patron che proprio non mi so spiegare, ma in generale, oltre l’estrema cura con cui Leda è costruita, mi è piaciuta tutta l’ambientazione con quel gusto terribile degli interni che conosciamo bene. E poi mi è piacito Girone, secondo me una spanna sopra Servillo nel renderci questo falso uomo buono che è viscido, doppiogiochista, che tutto perdona a sè e alla sua famiglia, che si fa coprire dal ragioniere pretendendo favori da signorotto, impavido di fronte al disatsro, ma volendo sembrare quello buono appunto, quasi un bambino che non ha saputo calcolare le conseguenze delle sue azioni.

Non so se la tesi è l’incapacità professionale di sfidare un mercato mondiale, certo rappresenta la nostra inadeguatezza perchè è pur vero e realistico che Botta impari l’inglese in quella maniera, con le cassette registrate, ma mi sembra che in fondo non si facciano sconti: anche a livello medio, prima dei bond drogati, Leda era un giocattolo vuoto votato all’arrangiarsi da parte di tutti, la truffa era semmai meno gigantesca, ma truffa rimaneva

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