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Recensione su Il gioiellino

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21 marzo 2011

Un film caratterizzato da un buon ritmo e da una narrazione sufficientemente lineare che ha deciso di adottare un linguaggio tecnico bastante per evidenziare come il cosiddetto uomo della strada venga puntualmente mantenuto fuori e distante dalle dinamiche finanziarie che coinvolgono in varia percentuale la sua vita.
La favola del self-made man non regge più e, qui, lo dimostrano ben due personaggi, quello dell’imprenditore Rastelli e quello del Rag.Botta: c’è sempre, sempre, sempre del marcio in Danimarca e gli interessi privati soverchiano costantemente quelli comunitari. Botta è talmente ossessionato dal piacere provocatogli dall’avere le mani in pasta nei conti della Leda, da considerarla un’azienda di sua proprietà!
Il film di Molaioli, pur imperfetto, soprattutto dal punto di vista recitativo (Servillo a parte… ma anch’io sono di parte, oh oh oh!), è una parabola nient’affatto scontata sull’egoismo e sulla cupidigia e fornisce qualche spunto di riflessione sull’ossessione del trovare il proprio posto nel mondo.
Bella colonna sonora e attenta (ri)costruzione di un marchio.

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