Il giardino di limoni

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Il giardino di limoni

Medio Oriente, al confine tra Israele e i territori Palestinesi della Cisgiordania. Palestinese è Salma Zidane (Hiam Abbass) la donna di mezza età che vive, dopo la morte del marito, col reddito prodotto dal suo piccolo limoneto. Il Ministro della Difesa israeliano si stabilisce proprio sul confine, nei pressi del “giardino” della donna. Come ipotizzabile la dimora del membro del governo è un “fortino” dotato di ogni misura di sicurezza. Tra queste, però, è previsto anche l’abbattimento degli alberi di limoni che fiancheggiano la casa… Salma, donna forte e combattiva affronta un’aspra battaglia legale con l’aiuto del giovane avvocato Ziad Daud e, imprevedibilmente, anche di qualcun altro vicino al ministro. Incentrato tutto sulla protagonista palestinese, che coraggiosamente e disperatamente si schiera contro un’alta figura del governo Israeliano.
jossi ha scritto questa trama

Titolo Originale: Etz Limon
Attori principali: Hiam AbbassHiam AbbassmaschioTarik KoptyAli SulimanAli SulimanmaschioDoron TavoryRona Lipaz-MichaelRona Lipaz-MichaelAmos Lavi, Amnon Wolf, Liron Baranes, Smadar Jaaron, Danny Leshman, Ayelette Robinson, Loai Nofi, Hili Yalon, Makram J. Khoury, Amos Tamam, Mostra tutti

Regia: maschioEran Riklis
Sceneggiatura/Autore: Eran Riklis, Suha Arraf
Colonna sonora: Habib Shadah
Produttore: Bettina Brokemper, Eran Riklis, Moshe Edery, Leon Edery, David Silber, Ira Riklis, Antoine de Clermont-Tonnerre, Michael Eckelt
Produzione: Germania, Francia, Israele
Genere: Drammatico
Durata: 106 minuti

Dove vedere in streaming Il giardino di limoni

23 Febbraio 2015 in Il giardino di limoni

Due realtà nella stessa terra.
Due mondi che combattono per esistere.
Due religioni che devastano un intero spicchio di mondo.
Quando un pericoloso giardino di limoni può diventare un argomento da portare in tribunale.
L’eterna lotta tra questi due popoli vista in maniera diversa dal solito.
L’incredibile storia di una donna palestinese, Salma Zidane, vedova che vive dei frutti del suo giardino di limoni ereditato dal padre la quale si trova come vicino di casa un ministro israelitico che per sicurezza decide di fa abbattere tutta la piantagione.
Una pura follia causata dalla paura di attentati.
E tutto perché? Diversità di culto.
Molto bello quanto fastidioso.
La contrapposizione di due donne sole.
Salma che combatte per il suo giardino, non libera nella sua terra ma con un senso di giustizia e di rispetto incredibile.
Mentre la moglie del ministro che vorrebbe avere la forza per andare contro questa ingiustizia ma non ci riesce.
La solitudine con due volti diversi.
Ci sono persone con una forza che va oltre le loro possibilità ma non si piegano alle ingiustizie.
Altre che per comodo accettano per comodità. Anche se la vergogna è forte…
Io sto con Salma…
Ad maiora!

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La guerra dei limoni. / 16 Luglio 2014 in Il giardino di limoni

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Una piccola vicenda, marginale solo sulla carta, vista l’importanza affettiva ed economica del frutteto del titolo, si fa paradigma di una sopraffazione reale ma insensata che dura da settant’anni e che, proprio in questi giorni, è caratterizzata da una progressione degli eventi oltremodo drammatica.

Il film pecca, forse, di alcuni didascalismi e lacune, ma ha il grandissimo pregio di affrontare un argomento spinoso come quello del conflitto israelo-palestinese guardandolo “dal basso”, permettendo di approcciarlo attraverso un esempio che oserei definire “pratico”.

Ciò che mi ha colpito di più dell’intera vicenda è la strumentalizzazione che tutti fanno della protagonista: il ministro della difesa israeliano, stolido da manuale, riesce a portare a suo favore, in fin dei conti, una vicenda scomoda; l’avvocato palestinese usa la notorietà conquistata durante la vicenda giudiziaria per avvicinare la figlia di un politico; la moglie del ministro apre gli occhi sulla propria situazione coniugale grazie a questo episodio.

Ai margini di queste surreale vicenda, resta una donna privata di libertà e dignità, immagine di un popolo, quello palestinese, vessato senza ragione.
La sequenza in cui Salma, priva anche del conforto della famiglia e dei conoscenti, si aggira tra i moncherini dei centocinquanta alberi di limone troncati per volontà della Corte Suprema israeliana è straziante.
E ciò che arrovella di più le viscere è l’ulteriore presenza del muro di calcestruzzo eretto in prossimità del confine che divide il frutteto dal giardino del primo ministro: la cecità d’animo degli uomini sembra trovare massima espressione nelle minuzie.

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3 Aprile 2013 in Il giardino di limoni

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

A una vedova palestinese, che vive sul confine con Israele vendendo i frutti del limoneto di famiglia, capita tra capo e collo un nuovo vicino, scomodo quanto può essere il Ministro della Difesa dello stato sionista. Il Mossad decide che limoni devono essere abbattuti perché costituirebbero un riparo da cui lanciare eventuali attacchi terroristici. Segue opposizione cocciuta e legale senza quartiere della Madama Limone contro lo stato stupido. Film di quelli doverosi, e precisamente come ce lo si aspetta. Onesto, secco e diretto a denunciare le assurdità e distorsioni a cui conduce la situazione quotidiana nei territori di confine. Da inscrivere in tutta una serie di film simili, anche se al momento mi risale solo in mente La sposa siriana (sono un cretino. Mi sono accorto solo ora che sono dello stesso regista. Per forza si inscrivono:) Fate come se non avessi detto nulla e riempitemi la bocca di cenere).

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il lieto fine c’è soltanto nei film americani (cit.) / 3 Febbraio 2013 in Il giardino di limoni

La signora Salma è palestinese e da cinquant’anni dedica amorevoli cure al suo limoneto. Abita poco fuori Ramallah, Cisgiordania. Conduce una vita modesta e solitaria, finché un giorno l’arrivo di un nuovo vicino turba l’equilibrio della sua (fino a quel momento) tranquilla esistenza. Dall’altra parte del giardino di limoni ha costruito infatti la sua abitazione il Ministro della Difesa israeliano…
Prendendo le mosse da questa situazione (si instaurerà una disputa tra le parti a causa del limoneto), il film affronta in maniera indiretta alcuni aspetti del conflitto israelo-palestinese, ponendo in primo piano il problema dei coloni e le ingiunzioni che ogni giorno vengono unilateralmente imposte a centinaia di contadini palestinesi, che si vedono impossibilitati al lavoro. La tragica realtà che si consuma in quelle terre assume nella finzione toni umanizzanti: l’attenzione è focalizzata sulle due figure femminili che vivono alle estremità del limoneto, Salma e la moglie del Ministro (in qualche modo entrambe subiscono le conseguenze della sottomissione ad una forza che le trascende, e cercano di reagire come meglio possono).
A tratti la visione adottata mi è sembrata forzatamente semplicistica, ma la determinazione e la profondità della protagonista riscattano i toni da favoletta che emergono qui e lì, lasciando affiorare le sofferenze di una popolazione intera, e nel complesso il prodotto è apprezzabile proprio in funzione della leggerezza (che non scade mai in banalità) con cui si affronta un tema che nella realtà è fin troppo doloroso e complesso. Molto bella la scena finale, tristemente evocativa.

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Amore sopratutto / 4 Gennaio 2012 in Il giardino di limoni

La battaglia di una donna palestinese per difendere il suo giardino di limoni dal gigante istraeliano ma anche il diritto di poter essere innamorata !

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