Il figlio dell'altra

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Il figlio dell'altra

Joseph è uno spensierato ragazzo israeliano che vive a Tel Aviv. Yacine è palestinese, vive nei territori della Cisgiordania, ma trascorre molto tempo a Parigi, dove studia. Entrambi hanno la stessa età: sono quasi maggiorenni. Orith, la madre del ragazzo israeliano, scopre casualmente che Joseph non è il suo vero figlio. Per un errore, poco dopo il parto, Joseph e Yacine sono stati scambiati. Così, la famiglia ebrea e quella mussulmana s'incontrano.
jossi ha scritto questa trama

Titolo Originale: Le Fils de l'autre
Attori principali: Emmanuelle DevosEmmanuelle DevosPascal ElbéPascal ElbéJules SitrukJules SitrukMehdi DehbiMehdi DehbiAreen OmariAreen OmariKhalifa Natour, Mahmoud Shalaby, Bruno Podalydès, Ezra Dagan, Tamar Shem Or, Tomer Offner, Noa Manor, Shira Naor, Marie Wisselmann, Gilles Ben-David, Yuval Rozman, Lana Ettinger, Loai Nofi, Majd Bitar, Nir Avrashi, Ori Lachmi, Samantha Amouyal, Mostra tutti

Regia: Lorraine LévyLorraine Lévy
Sceneggiatura/Autore: Lorraine Lévy, Nathalie Saugeon, Noam Fitoussi
Fotografia: Emmanuel Soyer
Costumi: Rona Doron, Valérie Adda
Produttore: Raphaël Berdugo, Virginie Lacombe
Produzione: Francia
Genere: Drammatico

Dove vedere in streaming Il figlio dell'altra

La questione israelo-palestinese e il tema dell’identità / 21 Febbraio 2022 in Il figlio dell'altra

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il film affronta la questione israelo-palestinese ponendo l’accento sull’interessante tema dell’identità.
Lo svolgimento è sobrio, i conflitti interiori più profondi emergono a sprazzi e si risolvono felicemente.
Nel complesso, ne Il figlio dell’altra prevale una consolatoria forma di reciproca e diffusa comprensione tale da tenere ai margini le questioni politiche e religiose e rendere il film adatto a tutta la famiglia.

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Il fattore RH / 11 Febbraio 2015 in Il figlio dell'altra

Davvero un bel film, si sarebbe meritato quasi un 8/10 se non fosse stato per l’incipit poco convincente. Sicuramente un fattore RH discordante da quello dei genitori non ti spinge ad indagare su cose del genere, addirittura esami del DNA solo perché uno è negativo mentre gli altri sono positivi. Peccato che i fattori genetici si prendono anche dai nonni o da generazioni ancora più lontane. Poco convincente come escamotage, fa calare di una tacca il livello di film che per tutto il resto è ottimo.

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Crisi d’identità / 28 Marzo 2013 in Il figlio dell'altra

Chi sono io…
E’ la frase che scandisce il film.
Un film molto intenso, bello, emozionante e vero.
La trama…
Non serve.
Ma serve vederlo per forse crescere e far crescere la speranza di quella guerra assurda quanto purtroppo infinita.

“Ma io sono ancora un ebreo?”

-Lei mi sta dicendo che quello sconosciuto è più ebreo di me?-
-Mi dispiace ma è così-

-Che Dio ci aiuti…-
-Che Allah ci aiuti…-

“Sei mio figlio…” Commovente!!!
Da non perdere.
Ad maiora!

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Isacco ed Ismaele / 19 Marzo 2013 in Il figlio dell'altra

Normali controlli ematici di routine per il servizio militare rivelano che il diciottenne Joseph Silberg non può essere figlio dei suoi genitori . Da qui la drammatica realtà di uno scambio di neonati avvenuto al momento della nascita e quindi di due ragazzi , uno di sangue israeliano e l’altro di sangue palestinese , allevati in famiglie sbagliate .
Sobrio , attento , calibrato , di grande impatto emotivo , con una magnifica fotografia ed un ottimo cast , mi è piaciuto molto questo film di Lorraine Lévy che dimostra , se mai ce ne fosse bisogno , che si possono realizzare opere di rilievo anche senza impiegare enormi risorse economiche e senza ricorrere ad effetti speciali . E che l’incoraggiante segnale di pace che ne scaturisce possa essere di buon auspicio per il futuro di due Paesi da troppo tempo in conflitto . Consigliato .

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Quanto promesso… / 17 Marzo 2013 in Il figlio dell'altra

Viene sfruttato il tipico quanto intramontabile scambio di figli, per affrontare l’altrettanto interminabile quanto doloroso problema di convivenza politica, sociale e religiosa tra Israeliani e Palestinesi. I personaggi non sono particolarmente complessi. Film confortante che, in fondo, non lascia troppo l’amaro in bocca, restituisce esattamente quanto promette in partenza. Piacevole.

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