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Recensione su Il fascino discreto della borghesia

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Una strada nel nulla / 5 settembre 2014 in Il fascino discreto della borghesia

Capolavoro grottesco e surreale, danza leggero tra realtà e sogno e affonda i suoi artigli sulla delicata pelle di una borghesia cinica e forbita. Bunuel ci racconta la sua storia chiazzandola di tanto in tanto con improvvise bizzarrie, fughe dal verosimile nella cornice di uno stile sequenziale, sobrio e ordinato. Sono questi lampi paradossali a dare una luce incredibilmente vivida al film, aprendo gli occhi dello spettatore sulla vacua inconcludenza di una classe sociale dal frigo pieno, arroccata nella sua ipocrita etichetta. Impennate dell’assurdo, raptus di violenza inopportuna che sviscerano l’anima nera nascosta in sontuosi ricevimenti, graziosi aperitivi e case impeccabili.
Ogni spiegazione a soprusi e falsità viene sempre ironicamente coperta da un rumore di fondo; il traffico, il rombo di un aereo, il ticchettare delle macchine da scrivere, tutti effetti sonori curati peraltro curiosamente da Bunuel in persona. Il regista ci vuol far capire quanto siamo sordi all’ingiustizia di classe.
I pasti non vengono mai portati a compimento, ma ciò che conta in fondo sono i corretti abbinamenti, la giusta preparazione di un martini-dry o come si taglia il cosciotto. E la vita di questi fortunati fannulloni scorre tutta uguale, a passi spediti lungo una strada senza fine, circondata dal nulla.
Molto bravi gli attori, in special modo Fernando Rey, ma nel cinema del genio spagnolo contano più le immagini, sequenze memorabili come quelle del militare nella città dei morti o le cene oniriche a casa del colonnello.

2 commenti

  1. schizoidman / 5 settembre 2014

    Personalmente ritengo che “Il fascino discreto della borghesia” sia la vetta più alta toccata da Luis Buñuel, un regista immenso e geniale come pochi. Il racconto del “brigadiere insanguinato” è solo una delle tante cose che rendono questo film memorabile.

    • paolodelventosoest / 5 settembre 2014

      Sì, è davvero stupefacente! Mi butterò a ritroso attraversando la sua opera omnia che per ora ho solo “rosicchiato” ai bordi 🙂
      Visti “Un chien andalou” e il sorprendente “L’age d’or”, e ora questo; in mezzo – wow – già mi pregusto meraviglie in pellicola 😀

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