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Il dottor Stranamore: ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba

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Il dottor Stranamore: ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba
Il dottor Stranamore: ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba

Il colonnello Ripper è un convinto anti-comunista e, per evitare un'invasione dei rossi, è pronto a far scoppiare una guerra nucleare.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Dr. Strangelove or: How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb
Attori principali: Peter Sellers, George C. Scott, Sterling Hayden, Keenan Wynn, Slim Pickens, Peter Bull, James Earl Jones, Tracy Reed, Jack Creley, Frank Berry, Robert O'Neill, Glenn Beck, Roy Stephens, Shane Rimmer, Hal Galili, Paul Tamarin, Laurence Herder, John McCarthy, Gordon Tanner, Burnell Tucker, Victor Harrington
Regia: Stanley Kubrick
Sceneggiatura/Autore: Stanley Kubrick, Terry Southern, Peter George
Colonna sonora: Laurie Johnson
Fotografia: Gilbert Taylor
Produttore: Stanley Kubrick, Victor Lyndon, Leon Minoff
Produzione: Gran Bretagna, Usa
Genere: Drammatico, Commedia
Durata: 95 minuti

11 aprile 2016 in Il dottor Stranamore: ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba

Kubrick incomincia a salire in cattedra,mostrando al mondo la genialità delle sue idee attraverso una graffiante parodia della guerra fredda e in generale della guerra,dopo aver affrontato il tema in maniera più "canonica" con "Orizzonti di gloria".
Meravigliosi i personaggi,ognuno peculiare per la sua interpretazione,ma ancor di più il continuo... continua a leggere » "scimmiottare" coraggiosamente la "mitomania" di quegli anni (esemplari infatti i dialoghi fra il generale Turgidson, un grandissimo George Scott, e l'ambasciatore sovietico).
La guerra come atto "demenziale" di pochi patrioti imbottiti di "macismo militare", insomma,"il Dottor Stranamore" è davvero il primo "colpo da maestro" di Stanley, cardine per molti registi futuri(a mio avviso i Coen hanno apprezzato non poco questo film...)e primo di una lunga serie di "pilastri" cinematografici di Kubrick.

Dr. Strangelove / 25 novembre 2015 in Il dottor Stranamore: ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba

Da un interessante soggetto fantapolitico di Peter George, che affrontava il tema degli inquietanti rischi derivanti da un conflitto nucleare, Kubrick trasse questo capolavoro di tragicomico humor nero che si colloca esattamente a metà della sua cinematografia, costituendo un ponte tra il Kubrick giovane, ancora legato ai parametri del cinema classico, e... continua a leggere » il Kubrick maturo e ispirato dei capolavori assoluti che inaugurerà, sul finire degli anni Sessanta, con 2001: Odissea nello spazio.
Dr. Strangelove è infatti ancora tradizionalista, da un punto di vista stilistico, sebbene molto innovativo quanto ai contenuti.
Il romanzo da cui è tratto (Red Alert) non presenta, infatti, la spiccata vena comica presente nel film (non vi si trova nemmeno lo stesso personaggio del Dottor Stranamore, aggiunto soltanto in un’edizione successiva, ispirata dal successo del film).
È proprio Kubrick ad aver avuto la felice intuizione di presentare uno scenario drammatico - quale quello della guerra atomica totale - alla stregua di una commedia dell’assurdo, così da denunciare proprio l’assurdità della minaccia nucleare che le due super-potenze si garantivano vicendevolmente.
L’ironia si scatena in modo irresistibile in alcuni momenti memorabili della pellicola, in primis quello della telefonata con cui il Presidente americano mette al corrente dell’imminente catastrofe il Primo ministro russo, apparentemente colto in un momento di ebbrezza.
E che dire della spassosa scena del distributore di Coca-Cola, che irride il sistema di valori americano, basato sulla prevalenza della proprietà privata?
È uno humour mai banale, soprattutto perché sapientemente calato in un contesto drammaticamente serio.

Fondamentale, nella riuscita del film, è l’apporto di un genio della recitazione come Peter Sellers, che interpreta tre diversi personaggi, ciascuno in modo impeccabile:
- il colonnello Mandrake, vice del Generale Ripper, che si accorge della follia di quest’ultimo;
- il Presidente degli Stati Uniti Merkin Muffley, interpretato con sapiente pacatezza;
- il Dr. Stranamore, protagonista, nel finale, di alcune delle scene iconicamente e ironicamente più memorabili: quelle in cui cerca di domare la sindrome della mano aliena che lo porta a strozzarsi da solo, piuttosto che a fare il saluto nazista, nell’imbarazzo generale della War Room.
Per essere apprezzata in toto, la prova di attore di Sellers andrebbe gustata in lingua originale (bastano i primi minuti della telefonata tra Mandrake e Ripper per rendersene conto).
La visione in inglese permette peraltro di non perdersi certe finezze della sceneggiatura, come quella che è considerata una delle battute più sagaci della storia del cinema, pronunciata dal Presidente alla vista della colluttazione tra l’ambasciatore russo e il Generale Turgidson:
“Gentlemen, you can't fight in here. This is the War Room!”
Che in italiano viene impropriamente tradotta in:
“Signori, non potete fare a botte in Centrale Operativa!”
probabilmente per esigenze legate al doppiaggio.

Sellers avrebbe dovuto interpretare anche un quarto personaggio, il comandante del B52 che sarà protagonista di un finale assolutamente in linea con il resto della pellicola (ma contrario a quello narrato nel romanzo). Pare che invece Sellers non poté farlo per via di un infortunio, lasciando comunque il posto ad un ottimo Slim Pickens, che gli ruba la scena nell’altra sequenza memorabile del film, quella in cui cavalca l’ordigno atomico alla stregua di un cow-boy.
Altra interpretazione di rilievo è quella fornita da George C. Scott nel ruolo del Generale Turgidson, l’alienato e anti-sovietico capo dell’aviazione, con un debole per il gentil sesso.
A proposito di ciò, nelle varie analisi critiche di questo film si è ricorso a piene mani alla metafora sessuale, a causa dei riferimenti più o meno espliciti qua e là centellinati da Kubrick, anche se a mio avviso si tratta di una lettura un po’ forzata o, in ogni caso, secondaria.

Kubrick si dimostra un maestro nell’associazione musica-immagine, facendo insistentemente accompagnare le scene sul B52 dal motivetto risalente ai tempi della guerra civile “When Johnny Comes Marching Home”, nonché con le due significative canzoni proposte in apertura e nel finale.
In ultimo, una menzione alla splendida scenografia: quella assai realistica degli interni del B52 (un po’ più approssimativi, sebbene adeguati ai tempi, gli effetti speciali delle scene aeree in esterni), ma anche e soprattutto la splendida, iconica War Room del Pentagono, creata dal nulla dalla fantasia di Ken Adam. Una War Room talmente verosimile che si narra possa aver concorso nell’inganno in cui cadde il presidente Reagan quando, all’inizio del suo mandato, chiese di poterla vedere, nell’imbarazzo dello staff della Casa Bianca, che sapeva non esistere alcuna War Room (o almeno così ce l’hanno raccontata).

. / 24 novembre 2015 in Il dottor Stranamore: ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba

Con Dr.Strangelove la sorpresa è stata l'humour nero spiccatissimo e bellissimo, per me totalmente inaspettato e molto gradito, giusto tono per raccontare le stupide macchinazioni dell'umanità contro sé stessa. Una sfilza di dialoghi beffardi e situazioni assurde quanto verosimili costellano i brevi 95 minuti, tutti necessari e di qualità, confezionati... continua a leggere » al meglio e recitati da un cast splendido, frizzante e versatile. Scenograficamente di impatto pur nella sua semplicità (bella la War Room) e dotato di un sottotesto che mai diverrà obsoleto, il film è un'opera preziosa e divertente, che arriva al punto attraverso l'uso intelligente del sarcasmo.

Call me maybe, dimitri / 13 gennaio 2014 in Il dottor Stranamore: ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Lo so è di Kubrick, lo so è un film che bisogna vedere, è un film che ha fatto la storia, ma non per questo mi deve piacere..che poi mi è anche piaciuto...però...

Siamo sempre lì, non mi ha fatto impazzire, anzi..a un certo punto mi sono anche addormentata..ok che era dopo pranzo, però...

Guerra fredda. Russia vs States. Promessa di una guerra... continua a leggere » nucleare.
Un generale/sergente non ne può più, prende in mano la decisione e decide di bombardare la Russia..VIA COL PIANO R!
Tutte le comunicazione con gli aerei del piano non sono raggiungibili attraverso la radio.
Il Presidente degli Stati Uniti non può far altro che informare dello stato delle cose la Russia e quindi chiama l'ambasciatore russo per farsi dare il numero del Presidente dell'Unione Sovietica, Dimitri. Beh, le loro telefonato mi hanno fatto ridere "no Dimitri, non è una chiamata di piacere...no, non è che non mi fa piacere parlare con te...suvvia Dimitri, non è il momento di farsi prendere dagli isterismi" buahahah.

Il comandante che mangia chewingum a palate fa ridere, con la sua esaltazione per la bomba anche se in realtà è un gran problema.

Ecco..non capisco perchè abbiano dato il nome dell'ingegnere tedesco al film...non è propriamente il protagonista principale, almeno che non mi sia persa qualcosa durante la pennichella :D comunque, carino e divertente...ma niente di più :) Sarà che come sempre essendo così omaggiato mi aspettavo molto di più.

The End / 3 settembre 2013 in Il dottor Stranamore: ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba

Uno strepitoso film antimilitarista, dal grandioso impatto scenografico, con un Peter Sellers al cubo, davvero un artista versatile e di genio che Hollywood ha perduto troppo presto. Kubrick innesta la quarta, lasciandosi alle spalle pellicole ottimamente confezionate (The killing, Orizzonti di gloria) per lanciarsi verso un estro più graffiante; ne vien... continua a leggere » fuori una commedia intelligente e bizzarra, che sa danzare col surreale senza mai scivolare nel mero demenziale, dove brillano stelle di seconda fila quali Sterling Hayden, George C. Scott (secondo me nel ruolo più divertente e indovinato, quello del generale "micione", rozzo e goffo) e il fenomenale caratterista Slim Pickens (lo adoro!). Un finale da vera e propria "The End", una ucronica serie di esplosioni con sottofondo ironicamente romantico: We'll meet again some sunny day