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Recensione su Il deserto rosso

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Paesaggio industriale / 16 settembre 2017 in Il deserto rosso

Un film il cui fascino sta soprattutto nel paesaggio industriale in cui è ambientato: inquinato, brutale, dai colori smorti, a tratti più ancestrale che moderno, con una sua vitalità primitiva che emerge anche in mezzo ai fumi velenosi e che fa sembrare irreale per confronto la famosa spiaggia rosa dell’isola di Budelli, mostrata brevemente in un intermezzo un po’ gratuito. Curioso l’accenno a una certa libertà sessuale incipiente, che non ci si aspetterebbe in un film di quest’epoca (anche se in fondo mancano solo quattro anni al ’68).
Purtroppo la trama non è all’altezza delle ambizioni del film; dopo la prima metà comincia a sfibrarsi, sfiorando in qualche caso il grottesco, a partire dalla scena della nave col malato a bordo, passando per la scena in albergo, in cui la protagonista pronuncia la famosa – o famigerata – battuta «mi fanno male i capelli».
La recitazione della Vitti mi è parsa un po’ ineguale, e non sempre pienamente convincente. Richard Harris sembra per parte sua un po’ estraneo al film, probabilmente anche a causa del doppiaggio in un italiano perfetto che contrasta con le inflessioni dialettali degli altri personaggi.

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