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Recensione su Il concerto

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17 febbraio 2011

Anzi, il concierto, come dice Andrej Filipov direttore dell’orchestra del Bolchoi di Mosca, deposto trent’anni or sono dalla politica di Brežnev per non aver licenziato alcuni musicisti ebrei. Il destino vuole che ora faccia l’uomo delle pulizie nello stesso teatro, ed è così che un giorno si appropria indebitamente di un fax che invita il Bolchoi a suonare allo Châtelet di Parigi. Quale occasione migliore per architettare una raffinata vendetta? E allora eccolo radunare tra esilaranti peripezie i suoi orchestrali dispersi: un “rimettere insieme la banda” che ricorda i Blues Brothers, ma che è frenetico e spassoso come si conviene a una farsa con il sapore del miglior Kusturica. L’ironia politica è presente, ma mai calcata; la satira invece si sbizzarrisce. Fino al gran finale, che sublima i toni leggeri da commedia un po’ kitch nella commovente esecuzione del Concerto n.35 per violino e orchestra di Tchaikovsky, legandoli con un cordone ombelicale ad un dramma storico che a mala pena conosciamo.

1 commento

  1. ezbel / 5 aprile 2013

    molto, molto bello.
    riesce ad unire il lato simpatico ( attraverso le gag e le battute dei protagonisti) a quello emotivo (i sentimenti del padre e tutto ciò che fa per poter vedere sua figlia.)
    magistrale il modo in cui è stata girata e montata la scena in cui finalmente l’orchestra e la meravigliosa melanie si incontrano con la musica. la scena è particolarmente lunga, in quanto il brano è suonato per intero, ma non stanca mai e riesce a trasmettere molteplici emozioni. <3 bello, bello

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