21 Recensioni su

Il cavaliere oscuro

/ 20088.11146 voti

no titolo / 3 Agosto 2020 in Il cavaliere oscuro

Perché non ammettiamo, però, che Nolan è anche il regista che ha preso Gotham City e l’ha resa una città come un altra, senza carattere, senza elementi veramente distintivi. E certamente non gli vogliamo troppo bene per questo. Bel film, per carità, molto bello. Ma gli elogi esagerati nei confronti di Nolan e della sua visione e versione di Batman li capisco fino ad un certo punto. È una visione, e come tale va bene. Ma che non diventi la regola, perché nella sua visione realistica del cinecomic mi ha privato di un elemento fondamentale del genere, il fantastico. Se guardo questo Batman non posso non pensare che sia un uomo adulto e ricchissimo (quindi anche con un certo potere) che si veste da pipistrello per combattere il crimine, e a trovarlo quindi anche un po’ ridicolo. Cosa che con Keaton, per dire, non accade perché Tim Burton mi trascina in un mondo fantastico in cui tutto è accettabile e, quindi, credibile. Nolan, al contrario, trascina Batman in un mondo privo dell’elemento fantastico, quindi non mi resta altro che notare quanto grottesco sia Bruce Wayne, in un contesto “realistico”.

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KOLOSSAL / 7 Ottobre 2018 in Il cavaliere oscuro

Un film che non ha paragoni, profondamente ricco e che lascia lo spettatore con molte domande. Superlativi gli effetti speciali e l’atmosfera ancora più dark del predecessore. Inoltre, è sublime l’interpretazione di Bale e di Ledger (quest’ultimo fa veramente paura!).

Mi aspettavo di più / 6 Luglio 2016 in Il cavaliere oscuro

Oltre alle magnifiche scene d’azione di adrenalina pura, all’interpretazione fenomenale di Heath Ledger ed alla fotografia mozzafiato…Di questo film non rimane che il Caos. Dopo averlo guardato, oltre all’eccitazione per le scene indescrivibili, in senso più che positivo, d’azione non rimane che un susseguirsi di casino.

E DAI! / 9 Ottobre 2015 in Il cavaliere oscuro

Chi non esprime un voto alto qui è ridicolo, va bene fingersi severi, ma tutto fino a un certo punto, rimane davvero leggendario su certi aspetti.. forse l’antagonista del cavaliere oscuro da molta valorizzazione ..

9 Luglio 2014 in Il cavaliere oscuro

La trilogia di Nolan sul pipistrello, e in particolare questa sua seconda parte, incentrata sulla profonda trasformazione del personaggio, la cosiddetta investitura a cavaliere oscuro, di origine milleriana, si basa essenzialmente su un concetto. Quello di conferire ad un supereroe una figura sempre più umana, in modo da trovare in essa tutte quelle debolezze e virtù che la contraddistinguono. Partendo dal presupposto che ormai di super, questi supereroi non hanno più niente, o almeno, non gli dipingono più niente, non rimane che una profonda caratterizzazione degli stessi, che si riflette in una realtà ormai povera di immaginazione.
Se questa assuefazione alla realtà ha colpito numerosi registi di film e serie tv, dove ogni genere, anche quello fantascientifico, deve necessariamente conformarsi alle regole e ai limiti imposti dalla scienza odierna, ci si aspetta almeno che nei fumetti, o nelle trasposizioni cinematografiche di questi, ci si possa almeno sbizzarrire con la fantasia. Aspetto ahimè, ormai tramontato.
Questa analisi porta ad una precisa direzione, quella che Nolan ha impostato nel suo arco narrativo, regalandoci un batman alla stregua di un antieroe maledetto, che di per se restituisce vigore e fierezza al personaggio, ma infondendogli anche un’aura di ”normalità”, in parte lontana dall’archetipo di supereroe che, sin dal 1939 ad oggi, soprattutto i più piccoli hanno costruito. Infatti, immaginandomi bambino, non potrei che pensare al batman di Burton, quello che seppur con movimenti goffi ed impacciati, riusciva, anche coadiuvato da ambienti gotici e d’atmosfera, e da musiche Elfmaniane d’eccellenza, a rendere viva tutta quell’illusione che creava il mito.
Detto questo, il film non ha grandi pecche, anche se i momenti di tensione che dovrebbe creare ( almeno a mio avviso ) sono pochi, in quanto convergono sempre verso un epilogo scontato. Come l’episodio in cui Harvey Dent e Rachel Dawes vengono rapiti dal Joker, in cui non certo occorre una deduzione alla Sherlock Holmes per capire l’evoluzione del suo tranello.
Difatti, proprio in tali punti davanti a me si è sgretolata l’immagine dell’ala d’acciaio, in quanto nei fumetti rappresentato come il migliore dei detective, e da questi educato nell’affinata arte della deduzione.
Ultima riflessione va fatta in virtù della magistrale interpretazione di Ledger, in grado di costruire un Joker lontano dalla vetusta immagine di Nicholson (a mio avviso, l’unico vero Joker), che, sebbene dia al film una potenza espressiva degna di tale nome, oscura completamente la figura del pipistrello, annientando quel gioco di luci ed ombre che si crea tra il protagonista ed il suo antagonista, lasciando a fine visione il pensiero di aver assistito ad un lungo monologo di quest’ultimo. Ovviamente il motivo non risiede nella differenza di bravura tra i due attori, ma in una inadatta scrittura, che non ha saputo bilanciarne i pesi.

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Nolan, l’eroe tra i supereroi / 18 Novembre 2013 in Il cavaliere oscuro

A distanza di anni, sembrava solo un folle pensiero quello di riuscire a vedere una pellicola che si avvicinasse almeno un po’ allo splendore delle opere di Buton dedicate alle gesta dell’uomo pipistrello. E il fatto che Nolan, con il suo Batman Begins sia riuscito ad ottenere un certo successo, ma il suo film sia rimasto comunque lontano dalla magnificenza delle due pellicole burtoniane, faceva presagire che per l’ennesima volta gli spettatori si sarebbero dovuti sorbire il solito film discretamente buono, adatto più che altro alle serate in casa con gli amici e accompagnato da popcorn e bibite.
E invece no. Nolan stupisce tutti e crea un film che regge il paragone con le pellicole di Burton. Non si può a mio parere discutere quale di queste sia la migliore, in quanto diverse e soprattutto troppo influenzate dalla differenza degli anni. Ma indubbiamente esse sono simili nella cura e nella loro bellezza cinematografica. Quindi, come già scritto, sono entrambe paragonabili per la loro capacità di brillare di luce propria.
Il Cavaliere Oscuro è sceneggiato alla perfezione, con personaggi dotati di una psiche profonda, numerosi colpi di scena e dialoghi che Goyer, coadiuvato da Jonathan Nolan, fratello del regista, sembra azzeccare e costruire con cura e precisione. Non a caso svariate battute del film sono diventate un cult.
Così come cult è diventata, grazie al film, la figura del Joker. Certo, il più acerrimo nemico di Batman è sempre stato un personaggio iconico, apprezzato e conosciuto anche dai profani del fumetto (grazie a svariati fattori, come l’interpretazione magistrale di Jack Nicholson nel 1989), ma sicuramente il ruolo ricoperto in questa pellicola da Heath Ledger ha avuto il merito di ridare al pagliaccio più sadico della nona arte una dose rinnovata di successo. Seppure il personaggio di Ledger si discosti leggermente dalla controparte originale (come più o meno tutto l’universo Nolaniano dedicato al cavaliere oscuro), quel che ne viene fuori è indubbiamente un’interpretazione di prima qualità, una di quelle parti rare che, a prescindere dal livello generale del film, riesce costantemente a bucare lo schermo con una frase, un gesto o semplicemente un primo piano.
Il film si destreggia abilmente tra ottime scene d’azione, una suspense dosata con cura e un alto indice di epicità, grazie alla musica splendida di Hans Zimmer e ad un confronto psicologico che gioca sulla duttilità delle delicate questioni di moralità e giustizia. Joker e Batman sono due personaggi che vivono ai margini della linea che separa bene e male, e sembra quasi che la vita dell’uno sia indissolubilmente legata all’altro. Il che li rende praticamente le due facce di una stessa medaglia.
Il panorama fumettistico aveva a mio avviso bisogno di un film che avesse il coraggio di osare, di essere indirizzato a tutti ma senza far perdere quell’essenza data dall’universo del personaggio creato da Bob Kane tanto cara ai sostenitori dell’uomo pipistrello. In questo credo che Nolan ci sia riuscito. Spesso infatti, mi sento di consigliare questo film anche a chi non ha legami o comunque non è attratto dal panorama fumettistico dei supereroi. Perchè Il Cavaliere Oscuro è un film curato, bello e coinvolgente. E non occorre affatto farsi piacere Batman per poterlo apprezzare.

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O muori da eroe o vivi tanto a lungo da scrivere recensioni. / 14 Aprile 2013 in Il cavaliere oscuro

Cosa dire del film che ha probabilmente raggiunto una delle più grandi vette del cinema supereroistico e che costituisce un ottimo prodotto anche come lungometraggio in generale? Che è una vera bomba. Diretto, come il primo capitolo (Batman Begins, 2005), da Christopher Nolan, si tratta forse del primo punto di incontro tra due mondi che si pensavano incompatibili: il cinema d’azione tutta cagnara e budget da un lato e il film qualitativamente di livello con una ottima realizzazione dall’altro. Continua su: http://serenatecinematografiche.wordpress.com/2013/04/14/il-cavaliere-oscuro/

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QUESTO E’ GRANDE CINEMA! / 8 Aprile 2013 in Il cavaliere oscuro

Sicuramente il “Batman” più bello tra tutti, superiore a Tim Burton (era bellissimo, ma era tutto un altro genere!), questo è piu affascinante, più cattivo e più dark ke si sia mai visto! Rivederlo è sempre una grande emozione, un film intenso e coinvolgente, Bale è un perfetto “Uomo Pipistrello” e Heat Ledger, dando la sua faccia al Joker, ha dato e ha avuto il suo (ultimo) ruolo più bello! <3

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Diverso, Migliore. / 6 Marzo 2013 in Il cavaliere oscuro

Ci sono i film sui supereroi. E poi c’è Batman. Un po’ perchè Batman supereroe non è. E’ altro: un vigilante, un paladino, un uomo. Soprattutto, perchè gli altri film sui supereroi non li dirige gente come Christopher Nolan, uno che non dirige film, ma crea mondi. E’ un mondo cupo e stilizzato, eppure reale e metaforico. Pieno di personaggi credibili e ben delineate a fare da “spalla” a dei mostri. Il maggiordomo: unico. Freeman: magistrale e espressivo come al solito. Bale: credibile e mai esagerato. E, ovviamente, su tutti: Ledger che si, e ci regala, una interpretazione sublime. Perfetta. Tetra, terrorizzante, dark. E, allo stesso, tempo, incredibilmente profonda. Profondo è anche il film nel complesso. E’, e resta, un film su un “supereroe”. Non è un capolavoro assoluto del cinema (come alcuni credono). Tra tutti i film di supereroi è – per distacco – il migliore. Di ottimo ci sono alcuni attori, alcune inquadrature, certi dialoghi. Di assoluta, l’interpretazione di Ledger.

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4 Marzo 2013 in Il cavaliere oscuro

Il secondo capitolo della trilogia di Batman è un balzo in avanti, cinema allo stato puro. Se già Batman Begins era partito bene, con The Dark Knight Nolan alza il livello e dirige senza inghippi una storia complessa e stracolma di sviluppi che si schiacciano tra loro, basata su uno script serrato e denso, non semplice, eppure perfetto nel mettere insieme l’anima smacchiata di Batman, la gloriosa follia di un Joker straordinario, lo sdoppiamento catastrofico di Harvey Dent/ Two-Face e Gotham, cupa e mafiosa, impaurita e speranzosa. Lungo nel minutaggio ma sempre in corsa e mai noioso, il film scorre via aggraziato, sfoggiando perizia tecnica, buonissima recitazione e un messaggio moderno e realistico.

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Finalmente un Batman decente! / 21 Novembre 2012 in Il cavaliere oscuro

come da titolo finalmente. finalmente via quelle atmosfere gotiche e cupe che tanto hanno fatto la fortuna di burton ma che nulla hanno a che vedere con l’uomo pipistrello e la sua gotham city. ottima l’idea di trasformare il film in una specie di noire dato che proprio quello è il taglio di batman.
sulla recitazione non aggiungo niente a quanto già detto da chi mi ha preceduto se non che con un cast così ricco e vario non si poteva che fare bene!

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Il labile confine tra eroe e villain / 21 Settembre 2012 in Il cavaliere oscuro

D’accordo, il protagonista indiscusso e indiscutibile è il Joker. Propendo anche io decisamente per questa interpretazione da perfetto sociopatico di Heath Ledger, al confronto Jack Nicholson era un pupazzetto pitturato. Cioè, Jack era molto più fumettistico, caricaturale, ma questo Joker è altamente più inquietante.
La grandezza di questo film (rispetto ai capitoli precedente e successivo della trilogia firmata Nolan) è anche quella di aver messo – incredibilmente – l’eroe che dà il titolo nettamente in secondo piano. Batman qui è un’ ombra impalpabile, gli è superiore il commissario Gordon, che con tutti i suoi baffoni e occhialotti da vecchietto rappresenta l’unico reale e coerente punto fermo nella lotta al crimine.
Ma quel che rende davvero gigante questo Cavaliere Oscuro è il terzo personaggio-chiave: Harvey Dent, stupendamente impersonato da Aaron Eckhart, che riassume la cupa parabola di un eroe che diventa villain, non per un diabolico piano premeditato, ma molto semplicemente perchè il destino gli si accanisce contro.
Ultima piazza invece per una Rachel/Maggie Gyllenhaal molto molto sotto tono rispetto alla dolce e ganza Katie Holmes di Batman Begins.
Film da vedere, assolutamente.

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Eccessivo accanimento / 22 Luglio 2012 in Il cavaliere oscuro

Sarà che non sono mai stato un fan di Tim Burton, ma vedo questa versione di Nolan superiore, la sua regia è magistrale, e trovo adatti tutti gli attori per i rispettivi ruoli, Bale come Bruce Wayne / Batman, Oldman come Gordon, Morgan Freeman come Lucius Fox. Arrivando al capitolo Joker, non sono un fan di Heath Ledger, non mi è mai piaciuto come attore, ma qui si supera, interpretazione davvero perfetta. Fotografia e luci immense, buona anche la colonna sonora, uno dei maggiori lavori di Nolan, forse inferiore (seppur di poco) solo a Inception e Memento.

Sperando che il sequel si mantenga a questi livelli.

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Lontano da Burton, lontano da Nicholson / 18 Giugno 2012 in Il cavaliere oscuro

Considerando il mercato di riferimento e la tipologia di pellicola (di quelle che tentano di sbancare il botteghino), e visto quindi come film da mero entertainment, il risultato è discreto. Una volta però che lo si paragona agli unici film confrontabili, ossia i precendenti Batman, non si può non notare un calo da un punto di vista artistico-cinematografico rispetto ai Batman di Tim Burton (su tutto si sente la mancanza di quelle magiche atmosfere gotico-dark a favore di un’ambientazione urbano-metropolitana). Un passo avanti, invece, rispetto ai pessimi sequel di Joel Schumacher.
Trama tutto sommato avvincente, sebbene ricca di forzature.
Film reso celebre dall’interpretazione di Heath Ledger del Joker, che alcuni sostengono essergli costata la vita per un’eccessiva immedesimazione nella parte. Eppure l’interpretazione di Ledger, pace all’anima sua, non è eccezionale. Buona sì, ma non eccezionale. Sicuramente inferiore a quella di Jack Nicholson.

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Un joker da oscar / 29 Aprile 2012 in Il cavaliere oscuro

Un Joker da premio oscar!!!! Un’interpretazione magistrale

Heath Ledger/Joker…il vero protagonista è lui. / 14 Marzo 2012 in Il cavaliere oscuro

Premessa: se non si capisce dal titolo, sono una fan di Ledger. Non so se “sono” è corretto o se dovrei dire “ero una sua fan”. Io continuo a usare il presente. Premetto anche che i supereroi, l’azione e l’essenza stessa del film non rientrano nel mio genere. Sono film che di solito non apprezzo, ma che mi tocca sempre sopportare di vedere con amici e fratelli.
Partendo da questa base, devo ammettere Nolan ha sicuramente offerto al pubblico 2 ore e mezza di autentico e adrenalinico film d’azione, che lascia spazio al sentimento senza invadere troppo la storia, ma si focalizza sulla distinzione tra il bene e il male. Joker è la chiave di tutto che tenta di manipolare i buoni e i cattivi. Dopo la morte di Ledger, si è parlato di Oscar per la sua interpretazione, e mi sono detta “meglio tardi che mai”. Ebbene, senza nulla togliere al joker di Nicholson, Ledger ha strabiliato, fornendo un’ interpretazione di Joker tutta nuova con battute che scolpiranno la storia del cinema (sentire la sia risata in lingua originale è pazzesco!). L’interpretazione di Ledger ha sicuramente surclassato quella di Bale che, rimane certamente un bravo attore, ma non ha brillato come dovrebbe fare un protagonista che interpreta la parte del supereroe.
Anzi, a dire la verità Joker è stato non uno dei protagonisti, ma il vero protagonista della storia.

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14 Marzo 2012 in Il cavaliere oscuro

Arriva al 9 grazie al magnifico Joker. Stupendo.

Tre galletti!! / 10 Gennaio 2012 in Il cavaliere oscuro

Due galli sono spesso troppi per uno stesso pollaio. Bene, qui ne abbiamo tre. Tre personaggioni dall’impatto devastante. L’impavido condottiero Batman, un incorruttibile distillato di tempra morale, abbigliato da ratto volante, al servizio della comunità. Il folle e drammatico Joker (sì, sì, strepitosamente interpretato dal compianto Heath Ledger, ci mancherebbe…), una ruvida supposta nel c…uore di Gotham, fatta di sociopatia criminale, degenerazione umana e disprezzo per la vita (propria e altrui). Il buon Dent, procuratore distrettuale sinonimo di onestà prima, folle criminale sfigurato alla boia cane poi. Insomma, queste tre personalità, così magistralmente costruite, già sarebbero sufficienti ad eleggere questo film nell’olimpo degli action-movie. Quanto meno di quelli a sfondo fumettistico, ma non solo. Poi metteteci la trama di buona fattura, le musiche, gli effetti speciali, la lotta tra il bene e il male a colpi di follia e controfollia (mascherata da razionalità nel caso di Batman e Dent) e il giuoco è bell’e fatto. Una pellicola d’atmosfera. Un trittico di spessore.

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DARK COMPLETO!!! / 22 Dicembre 2011 in Il cavaliere oscuro

Forse il Batman più riuscito degli ultimi anni anche se il protagonista non sembra essere proprio lui. Bello e decisamente molto dark che però non stona.
Da vedere.

24 Agosto 2011 in Il cavaliere oscuro

Buonissimo nuovo capitolo delle avventure di Batman, sicuramente il più “dark” tra i supereroi.
Questo film si basa principalmente tra il “duello” tra Batman e Joker (splendida ultima interpretazione di Heath Ledger), anche se non sono gli unici personaggi coinvolti. Perchè alla fine il vero protagonista risulta il procuratore Harvey Dent (bravissimo AAron Eckhart) che con la sua lotta contro il crimine rischia di oscurare Batman. Inoltre ha anche “rubato” la donna a Bruce Wayne, Rachel. In questo film interpretata da Maggie Gyllenhaal che offre meno bellezza (mia opinione personale) rispetto a Katie Holmes ma più viva dal punto di vista della recitazione.
Il film alterna scene spettacolari (con tutti i gadget di Batman, splendida soprattutto la moto) a dialoghi serrati con buoni scambi di battute tra i protagonisti.
Nel resto del cast Michael Caine (Alfred), Morgan Freeman (Lucius).

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20 Maggio 2011 in Il cavaliere oscuro

troppo lungo: non capisco perchè non si facciano più film di una lunghezza decente. Seconda impressione, troppa roba, aria, terra fuoco, acqua: dopo il rapimento in aereo (bello), le rapine e gli inseguimenti metropolitani, il fuoco che brucia e ustiona ho subito pensato, adesso ci mettono una nave!, beh quasi, eccoti i traghetti, due.

Nolan ne fa un film poliziesco, un noir anni novanta, seguendo tutte le lezioni di Mann, ma citando Lee e la sua fotografia livida (la rapina iniziale), e rubando la maschera degli aiutanti del Joker a Kubrick, fa sparire Batman, mai così poco importante, mai così inutile, per altro vestito malissimo, Wayne praticamente non esiste se non per recitare il ruolo della controfigura mondana (il doppiaggio è irritante e, a fronte di un make up generalmente bello, si eccede nel fondotinta per Bale), e porta al centro del film Gordon, la polizia, i rapporti con Dent che è il pubblico ministero, le indagini, le prigioni, le dinamiche interne a chi la città la tutela, le aule di tribunale, l’opinione pubblica, il cittadino, i media. Questa la parte interessante del film.

Poco tempo per sondare gli animi dei personaggi, Nolan dissemina buone idee, ma appunto va di fretta, ha un cast generalmente ottimo, affollatissimo, tanto che non si capisce chi ama chi e perchè, se la mediaticità di Dent sia una necessità sociologica (e mi sembra che questa sia la tesi del film) o solo una caratteristica della sua personalità individuale, dove vada a parare tutto quel parlare di verità e della sua ingestibilità, dell’incapacità della massa, del cittadino comune di adoperare bene la sua libertà.
Non so, mi aspettavo di più, mi è piaciuta molto la città, mi è piaciuta l’idea del taglio dato, il genere poliziesco, il realismo di Gordon e l’ idealismo di Dent, l’ondeggiante paurosa massa urbana, la libertà assoluta e autoreferenziale del solitario Joker (è l’unico libero, l’unico coerente), ma il film latita di tempo per scavare meglio, per andare oltre, per capire le ragioni e i perchè, quelle due ore sono tutte pura azione, correre correre per non far annoiare il pubblico, come se fermarsi a riflettere un attimo debba per forza generare noia.

La colonna sonora scontata, bella, molto, la fotografia

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