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Recensione su Il cattivo tenente

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Esiste la regola del perdono? / 15 febbraio 2011 in Il cattivo tenente

Il tenente della polizia, vive due vite parallele. Davanti alla sua famiglia è quasi una comparsa di padre e marito assente. I suoi familiari, nei suoi confronti nutrono quasi un senso di compassione per l’inettitudine di quest’uomo. Distaccato e cinico davanti ai colleghi, pensa più alle scommesse che ad altro. La sua vita più autentica è quella che vive a contatto con gli scempi dell’esistenza. Dove, vive la strada. Frequenta puttane e spacciatori, sgraffigna soldi in giro per pagarsi il gran consumo di droga. Si mette al livello dei derelitti. Probabilmente vuole arrivare a distruggersi perché li disprezza. Forse disprezza se stesso al punto di voler essere come loro. E’ peccatore. Non è una debolezza. Non lo subisce, seglie lui di esserlo fino al massimo, fino a dove la natura umana può portare. Una natura cruda, iniqua. Egoismo, odio, vendetta. Come è possibile perdonare? Come può una suora stuprata farlo?

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