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Recensione su Il caimano

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20 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Per la serie “quei film che solo io non avevo ancora visto”. Il film di Moretti su Berlusconi è abbastanza chiaramente uno dei suoi peggiori. Pur restando su un buon livello di decenza eh, per carità. Per cui d’accordo con l’assunto di fondo e tutto. Però gli altri eran più belli.
Con una piroetta metacinematografica, è la storia di Bruno, un Silvio Orlando che anche lui, è simpatico ma cazzo, fa sempre lo stesso ruolo, produttore allo sfascio di film di serie B, dove lo sfascio sta coinvolgendo tutti gli ambiti della sua vita. La moglie (la Buy) lo vuol mollare, il lavoro va a rotoli ecc. Cerca di mettere insieme un film su una sceneggiatura, che nemmeno legge, datagli da una giovane di belle speranze. In parallelo scorrono le immagini nella sua fantasia di come dovrebbe essere il film, con un Berlusconi arrembante nella sua scalata al potere, Milano 2, gli atterraggi in elicottero, ma i da dove vengono i soldi, la corruzione, quelle cose lì. Moretti compare come un attore a cui viene proposta la parte ma rifiuta perché “vuole fare una commedia”. Sono questi i segnali di quanto si sia sentito tirato per la giacchetta, lui che della sinistra è uno dei simboli, a fare un film a tesi antiberlusconiano. Ma non è che ne avesse tutta questa voglia, anche se è lui a impersonare il Berlusconi condannato nella scena finale, l’unica che riescono a realizzare. La parte dove si approfondisce la crisi della sfera famigliare resta quella più riuscita, con le difficoltà e gli errori che si compiono nel porre fine a un rapporto, complicato dalla presenza di figli; anche se l’originalità, diciamo diciamolo, sta altrove eh.
Io non ho mai capito se i film antiberlusconiani servano a qualcosa, alla fine ce li si vede tra di noi che siam gente già convinta. Ad ogni modo mi piace sperare di sì.

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