Recensione su Il buono, il brutto, il cattivo

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25 febbraio 2014

Epico, meraviglioso. Ma (probabilmente) leggermente meno epico e meno meraviglioso degli altri grandi classici western di Sergio Leone. Ad ogni modo, un grandissimo film, un western su cui (giustamente) aleggia l’aura del mito.
Non c’è quasi nulla fuori posto: dagli eloquenti silenzi della parte iniziale, interrotti soltanto dalle memorabili musiche di Ennio Morricone, ai lunghi e insistiti primi piani, vero marchio di fabbrica del Maestro italiano.
Uno stile registico e un’ironia da cui molti odierni cineasti cult pescano a piene mani.
I tre protagonisti sono assolutamente complementari nel rendere ragione, a pelle, di un titolo che è sicuramente tra i più fortunati della cinematografia del dopoguerra.
L’imperscrutabile Eastwood, gravato del ruolo principale, è sicuramente il meno caratteristico dei tre, oscurato dall’efficace istrionismo di Eli Wallach e dalla empia e gelida mimica di Lee Van Cleef (pur defilato in un ruolo non primario).
Una storia di ordinaria (dis)umanità, di debolezze e di sfrontatezza, dell’uomo contro la natura e dell’uomo contro l’uomo, tutti scenari che si incrociano nel quotidiano sopravvivere del selvaggio west.
La guerra di secessione, sullo sfondo, in mezzo alla quale i tre si muovono con forse eccessiva facilità, facendola apparire un tantino artificiale e poco verosimile. Uno sfondo-pretesto che non fa nulla per non apparire esclusivamente tale.
L’estasi dell’oro: la corsa di Wallach/Tuco nel cimitero di Sad Hill è una scena vertiginosamente suggestiva condita da una delle melodie più affascinanti composte da Morricone.
Un finale forse anche troppo autoironico, con quell’imprecazione interrotta dall’urlo del motivetto morriconiano, ma anch’esso è assolutamente memorabile.

11 commenti

  1. alex10 / 25 febbraio 2014

    SOLO 9 @hartman ???
    no, questo è un film da 10 !!!! <3
    è un film che ha segnato il cinema e su cui, come dici, aleggia l'aura del mito !

  2. hartman / 25 febbraio 2014

    eh eh, @alex10, è che non mi voglio giocare tutti i 10 con Sergio Leone! (che quanto a rapporto capolavori / film girati penso se la giochi solo con kubrick)…
    a parte tutto, gli altri due (massimo tre) western leggermente superiori a questo, che cito in apertura di recensione (e cioè Per un pugno di dollari, C’era una volta il west e forse anche Per qualche dollaro in più), li ho visti diversi anni fa ma li ricordo appunto leggermente superiori a questo…
    ma devo rivederli, quindi mi riservo di cambiare la votazione se tale impressione non sarà confermata…. 🙂

  3. paolodelventosoest / 26 febbraio 2014

    Ti posso dare ragione solo su uno dei tre, @hartman, ovvero “C’era una volta il West”, quello è secondo me il capolavoro di Leone. La trilogia del dollaro invece secondo me procede qualitativamente in crescita.

  4. hartman / 26 febbraio 2014

    @paolodelventosoest, su C’era una volta il West non ci piove…
    per quanto riguarda invece Per un pugno di dollari, che ho rivisto ieri sera e di cui mi accingo a caricare la recensione, devo dire, in prima battuta che lo trovo sostanzialmente diverso dal terzo capitolo della trilogia…
    dal punto di vista della tecnica registica, in effetti, la trilogia è un crescendo (sembra che Leone costruisca il suo stile western proprio in questa evoluzione).. però resto dell’idea che il primo sia superiore se non altro perchè, appunto, è il primo, l’idea originaria, la scintilla da cui nasce tutto un filone…

  5. Bisturi / 26 febbraio 2014

    A mio avviso il migliore della trilogia è “Per qualche dollaro in più”, il film, secondo Leone, che piace ai burini, ai ladri e agli scippatori 🙂 ….E’ probabilmente il più bilanciato fra i tre, è quello dove violenza e ironia (humor) sono alla pari, cosa che non avviene nel primo “Per un pugno di dollari” dove si vira più sull’effetto violento ed esplosivo e in quest’ultimo nel quale sembra esserci più una virata sulla “commedia” western, che non è vera e propria commedia ma più avventura scanzonata di tre autentici mascalzoni in cerca di ricchezza. Restano comunque tre fott*ti capolavori del genere!

    • hartman / 26 febbraio 2014

      “che piace ai burini, ai ladri e agli scippatori “… ahahahah, allora devo precipitarmi a riguardarlo perchè devo capire il motivo di ciò

  6. alex10 / 26 febbraio 2014

    No, ragazzi, secondo me per qualche dollaro in più è un capolavoro e non si discute, però il buono il brutto, il cattivo è ancora meglio.
    Per un pugno di dollari , pur essendo un filmone, forse è il meno riuscito dei 3, questo è vero.

    • alex10 / 26 febbraio 2014

      il buono, il brutto, il cattivo è il mio western preferito e senz’altro uno dei miei preferiti in generale, un film che ha segnato la storia del cinema…ed uno dei principali motivi per cui amo la settima arte <3

      Capirete che sono un po' di parte. 🙂

      • Bisturi / 26 febbraio 2014

        Non c’è niente di male, è oggettivamente un film indimenticabile. Il triello finale viene studiato ancora oggi nelle univeristà di cinema americane come “biblico” esempio di montaggio e per la magistrale commistione fra immagini e musica!

  7. hartman / 26 febbraio 2014

    unicuique suum… certo che… ad avercene di registi che con soli 7 film diretti (di cui 5 western) mette 4 persone con 4 pareri diversi su quale sia il migliore di essi… 🙂

  8. paolodelventosoest / 27 febbraio 2014

    Sì, per Leone si scatenano sempre guerre dottrinali 🙂
    Io resto profeta della bellezza poetica, struggente, immacolata di “C’era una volta il West”!

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