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Il buono, il brutto, il cattivo

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Il buono, il brutto, il cattivo
Il buono, il brutto, il cattivo

Tre uomini senza patria tentano di impossessarsi di otto casse piene di dollari d'oro nascoste in un cimitero da alcuni soldati sudisti disertori.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Il buono, il brutto, il cattivo
Attori principali: Clint EastwoodEli WallachLee Van CleefAldo GiuffrèLuigi PistilliRada Rassimov, Enzo Petito, Claudio Scarchilli, Livio Lorenzon, Antonio Casale, Sandro Scarchilli, Benito Stefanelli, Angelo Novi, Mario Brega, Al Mulock, Frank Braña, Saturno Cerra, Antonio Casas, Chelo Alonso, Antoñito Ruiz, John Bartha, Tony Di Mitri, Attilio Dottesio, Amerigo Castrighella, Veriano Ginesi, Alberigo Donadeo, Aysanoa Runachagua, Víctor Israel, José Terrón, Román Ariznavarreta, Antonio Molino Rojo, Aldo Sambrell, Romano Puppo, Lorenzo Robledo, Luigi Ciavarro, Axel Darna
Regia: Sergio Leone
Sceneggiatura/Autore: Luciano Vincenzoni, Sergio Leone, Agenore Incrocci, Furio Scarpelli, Sergio Donati, Mickey Knox
Colonna sonora: Ennio Morricone
Fotografia: Tonino Delli Colli
Costumi: Carlo Simi
Produttore: Alberto Grimaldi
Produzione: Usa, Italia, Spagna, Germania
Genere: Azione, Drammatico, Western
Durata: 161 minuti

Ei Biondo… / 21 Luglio 2017 in Il buono, il brutto, il cattivo

Un’ opera perfetta e geniale sotto tutti i punti di vista dalle musiche di Morricone alle interpretazioni degli attori, per non parlare poi dell’ ottima fotografia…
Un classico intramontabile: amato dagli amanti e non del genere western, un capolavoro con la “C” maiuscola destinato a vivere per sempre nell’immaginario collettivo. Come un po’ tutti i film di di Leone è un po’ lungo, ma trovo che ogni scena di questo film sia assolutamente perfetta dall’inizio fino alla fine. Voto: 10

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6 Marzo 2016 in Il buono, il brutto, il cattivo

16 Settembre 2014 in Il buono, il brutto, il cattivo

Ahimè non sono per niente amante dei film western, quindi non me lo sono goduta molto

Trionfo del cinema solare / 18 Marzo 2014 in Il buono, il brutto, il cattivo

Io sono un leoniano, spettatore poco oggettivo; del resto il cinema di Leone innamora prima di convincere, e per questo approccio estatico e forse acritico i detrattori inveleniscono oltremisura nell’ antileonismo feroce. Però se ti lasci sedurre dal western del grande Sergio, col tempo l’incanto sedimenta e si fa spazio la ragione; cosa potrà mai esserci di “sbagliato” in un cinema così solare, aperto, vero trionfo della finzione, del racconto, mai imbrigliato in uno stretto dottrinismo western che vorrebbe i piedi ben piantati sul verosimile storico, ma come i fumetti di Tex Willer spronato a mille verso la pura avventura e la bellezza selvaggia? C’è qui, d’altro canto, una Guerra di Secessione rutilante, fumante tra le macerie, indolente tra le cannonate, dove tutto è un ciondolare di feriti, mutilati, uomini in agonia, cadaveri e cimiteri. Un logorroico paradosso, una esasperazione del tono crudo e insapore della guerra che spazza via ogni ambizione d’eroismo, mette stranamente l’alcol tra le armi più pericolose, abbonda di bende e mosche e scarseggia di scontri epici all’arma bianca.
Forse l’ultimo capitolo della Trilogia del Dollaro pecca di eccesso di estensione. Tutto è lungo, tutto è tirato al massimo, sguardi e silenzi sembrano non finire mai. Clint Eastwood si è affinato, un biondo più pettinato col trench da fighetto, Eli Wallach ha preso il posto dell’esagerato Volonté, Lee Van Cleef si conferma un perfetto becco d’aquila, elegante e cattivo. E poi c’è il piccolo esercito di Cinecittà, tanti italiani anonimi dai visi efficaci, tutti rigorosamente carne da macello. L’immancabile vecchietto sdentato. E dietro le quinte, un rumorista che lavora come un matto, me lo vedo tutto intento a tintinnare il metallo per fare gli speroni e a battere due cosi di legno per fare il cloppiti-clop dei cavalli.

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25 Febbraio 2014 in Il buono, il brutto, il cattivo

Epico, meraviglioso. Ma (probabilmente) leggermente meno epico e meno meraviglioso degli altri grandi classici western di Sergio Leone. Ad ogni modo, un grandissimo film, un western su cui (giustamente) aleggia l’aura del mito.
Non c’è quasi nulla fuori posto: dagli eloquenti silenzi della parte iniziale, interrotti soltanto dalle memorabili musiche di Ennio Morricone, ai lunghi e insistiti primi piani, vero marchio di fabbrica del Maestro italiano.
Uno stile registico e un’ironia da cui molti odierni cineasti cult pescano a piene mani.
I tre protagonisti sono assolutamente complementari nel rendere ragione, a pelle, di un titolo che è sicuramente tra i più fortunati della cinematografia del dopoguerra.
L’imperscrutabile Eastwood, gravato del ruolo principale, è sicuramente il meno caratteristico dei tre, oscurato dall’efficace istrionismo di Eli Wallach e dalla empia e gelida mimica di Lee Van Cleef (pur defilato in un ruolo non primario).
Una storia di ordinaria (dis)umanità, di debolezze e di sfrontatezza, dell’uomo contro la natura e dell’uomo contro l’uomo, tutti scenari che si incrociano nel quotidiano sopravvivere del selvaggio west.
La guerra di secessione, sullo sfondo, in mezzo alla quale i tre si muovono con forse eccessiva facilità, facendola apparire un tantino artificiale e poco verosimile. Uno sfondo-pretesto che non fa nulla per non apparire esclusivamente tale.
L’estasi dell’oro: la corsa di Wallach/Tuco nel cimitero di Sad Hill è una scena vertiginosamente suggestiva condita da una delle melodie più affascinanti composte da Morricone.
Un finale forse anche troppo autoironico, con quell’imprecazione interrotta dall’urlo del motivetto morriconiano, ma anch’esso è assolutamente memorabile.

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