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Recensione su Il bambino con il pigiama a righe

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6 maggio 2011

Bel film che fa ancora una volta riflettere sull’Olocausto e il rapporto tedeschi-ebrei durante la seconda guerra mondiale.
Prima parte un pò più lenta e noiosa quasi a riflettere lo stato d’animo di Bruno, che fatica a trovare qualcosa di “divertente” da fare. Seconda parte molto più interessante con l’amicizia tra i due ragazzi così diversi.
Interessante anche l’analisi della famiglia tedesca: il padre (David Thewlis) ufficiale nazista convinto, la madre (Vera Farmiga, vista in “The Departed”) che non conosce a fondo gli orrori della guerra in cui il marito è conivolto in prima persona, la figlia maggiore (12 anni) che inizia ad aderire alla causa nazista (anche grazie al precettore a cui il padre ha affidato l’insegnamento dei figli). E poi Bruno, il protagonista del film, che nella sua ingenuità di bambino regala i migliori momenti, alcuni divertenti altri più tristi, del film. Inoltre c’è anche la cameriera e l’ufficiale nazista…
Il film racconta di come può nascere un’amicizia (ma tra bambini forse è più facile) tra gente divisa da barriere (non solo fisiche come nel film).

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