Recensione su I Tarantiniani

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La scuola italiana / 17 giugno 2017 in I Tarantiniani

Benché un po’ fuori tempo massimo (dell’influsso dei registi italiani su Tarantino si parla diffusamente, ormai, da anni), questo documentario costituisce materiale d.o.c. per tutti gli appassionati dei filoni tematici “all’italiana” degli anni Sessanta e Settanta: Della Casa è riuscito a raccogliere splendide testimonianze di prima mano e di repertorio (vedi, Leone intervistato da Minà) di tutti i registi protagonisti dell’epoca d’oro dei poliziotteschi, degli spaghetti-western e dei thriller nostrani.
Se il cinema di genere, in Italia, ha saputo delinearsi con chirurgica precisione, ha potuto farlo grazie a un manipolo di sperimentatori, spregiudicati e innovatori. Non si tratta di rivalutare a tutti i costi ciò che, fino a pochi anni fa, era guardato con estrema sufficienza da una parte della critica e del pubblico, ma di ammettere che anche questo cinema ha saputo segnare un’epoca, con innovazioni tecniche e narrative che, ancora oggi, fanno scuola, da Tarantino a Refn.

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