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Recensione su I segreti di Brokeback Mountain

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Non una storia d’amore, ma la tragicità di una ”condizione” / 17 gennaio 2013 in I segreti di Brokeback Mountain

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

questo è quello che il regista Ang Lee ci ha voluto trasmettere. La storia è quella di due cowboys, Jack ed Ennis, due ragazzi americani che , nei primi anni della seconda metà del ‘900 , si ritrovano a lavorare insieme , a parlare, a conoscersi l’un l’altro , fino ad innamorarsi.
Lo svolgimento del film non ruota attorno l’evolversi della loro storia d’amore, quanto, invece, la particolare situazione in cui si ritrovano i due giovani protagonisti. Per gli amanti del romanticismo, e delle storie più dolci del miele, questo film potrà sembrare privo di quelle scene prettamente ”romantiche”, fatte di gesti carini e parole dolcissime che ti strappano almeno una lacrima al minuto. I momenti più intimi vissuti dai protagonisti non mancano ad essere rappresentati, tuttavia non sono perennemente presenti, né , quando ci sono, si possono considerare attenzionati fino all’estremo, quasi a sottolineare la ”mascolinità” di fondo dei due protagonisti. Essi però sono intensi, e questo secondo me perché il regista non ha voluto raccontare la storia d’amore tra due gay, ma quella tra due uomini che si scoprono omosessuali soltanto l’uno in virtù dell’altro. Basti pensare che Ennis, dopo essere stato a letto con Jack, va con almeno altre due donne, il che implica il suo desiderio sessuale nei confronti di entrambi i sessi. Ennis non sente il bisogno di avere altri uomini, il suo unico desiderio è Jack; per cui ”l’unicità” del loro rapporto è la prima caratteristica che fa de I segreti di Brokeback mountain un gran capolavoro. La particolare ”condizione” dei protagonisti, questo abbiamo detto essere il vero fulcro della storia, e ciò giustifica ancora una volta l’assenza di un numero elevato di momenti e situazioni sdolcinate fra Jack ed Ennis. Gli anni dopo la prima metà del ‘900 furono anni caldi anche in America. Gli Stati Uniti non si presentavano come il paese libero a aperto che noi tutti oggi conosciamo. I pregiudizi sociali, le discriminazioni razziali, erano all’ordine del giorno. Jack Twist ed Ennis Del Mar si ritrovano costretti a nascondere la loro storia per paura di ciò che la società , una volta scoperta la loro condizione di ”diversi” avrebbe potuto procurargli. Emarginazione e violenza erano due elementi che andavano di pari passo in quel periodo, per cui chi trasgrediva le regole di un rigorosissimo codice di tradizioni veniva conseguentemente punito. Questa è la fine che tocca a Jack, ucciso a colpi di scure dai contadini omofobi della sua terra. Tra i due giovani, Jack era sempre stato quello più coraggioso, più moderno, quello che meno aveva paura di mostrare a tutti il suo amore per un altro uomo. Ennis, invece, si preoccupava di più del parere della gente, delle convenzioni sociali, rinunciando per sempre , alla fine, ad un amore immenso e duraturo in cambio dell’accettazione in una civiltà dalla mentalità chiusa ed egoista.
Fa riflettere , infatti, la frase finale che conclude l’ultima scena del film, quando Ennis si trova a stringere fra le mani la camicia di Jack, l’ultima cosa che gli era rimasta di lui : ”Jack, io giuro”. Queste parole possono dire tanto. Possono alludere a quel ”ti amo” mai pronunciato, possono alludere a una possibile vendetta da parte del protagonista, o a una sorta di volontà , da parte dello stesso, di non dimenticare. Di non dimenticare la loro storia, il loro amore, i loro stessi ricordi. Tuttavia, letto in relazione a quella che è la vera sostanza del film, la frase ”Jack, io giuro”, può considerarsi, ancora una volta, il risultato di un plagio mentale ; si tratterebbe ,dunque, di una frase incompiuta: Ennis, seppur da solo, non riesce a concluderla, non riesce a dire quello che realmente pensa,tanto è forte l’influenza delle credenze di una società circolare e ingiusta che porta gli uomini ad uniformarsi , a perdere la capacità di sviluppare una loro personale opinione, e a giudicare giusto o sbagliato ciò che è giusto o sbagliato per gli altri, a prescindere dalle proprie personali convinzioni. Il messaggio più grande dell’intera storia .quindi, credo che sia uno solo : ama chi vuoi, fai ciò che vuoi, sii libero di dire o pensare quello che TU, nella tua individualità ritieni corretto; non lasciare che siano gli altri a ”mostrarsi” al posto tuo, perchè nel momento in cui muore il nostro pensiero, la nostra libertà, smettiamo di essere uomini, moriamo anche noi.

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