Recensione su I racconti della luna pallida d'agosto

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i fantasmi della vita / 4 marzo 2011 in I racconti della luna pallida d'agosto

Straordinario maestro dalla grandissima tecnica, lunghi piano sequenza che avvolgono i protagonisti, un gusto pittorico delle inquadrature, belle, evocative, quadri che si animano.
Grande attenzione al mondo femminile, grande analisi del ruolo dei samurai, bellissimo film contro le guerre che sventrano le nazioni.
Gli uomini del film sono agitati dal demonio del denaro, dell’onore, del successo sociale e per rincorrere i loro fantasmi sono disposti a sacrificare le loro donne che pagano questa follia che li accomuna, sebbene di tipo diverso. L’uno, Genjuro, in preda all’avidità si fa sedurre dalla perfezione dei una nobile decaduta che lo esclude dal mondo puntando sul suo ego smisurato, poichè egli vede se stesso come artista e non artigiano, l’altro; Tobei, rincorre il sogno della posizione da samurai, onore, potere, tracotanza.

Chi sono i fantasmi? Uno è “reale”, il mondo immaginario della nobile senza tempo che ricostruisce un giardino incantato dove serra la ragione ed è proiezione del desiderio di Genjuro (per noi occidentali è un richiamo ai molti giardini incantati della nostra letteratura, da Omero ad Ariosto), fa perdere il contatto con la donna del focolore, la donna moglie e madre, la realtà che si impone come se stessa. Gli altri sono appunto l’idea di sè e del mondo, l’incapacità di darsi, chiusi nel proprio ego spropositato, che si realizza in un mondo impazzito fra le bande che saccheggiano, gli eserciti che avanzano, la guerra che tutto distrugge, una perdita di senso che si visualizza con la fuga impazzita degli abitanti del villaggio.

Ma i fantasmi ritornano, sono i corpi violati delle donne, indifese, sono i corpi perduti delle donne capaci e costrette ad agire in questa realtà senza senso, senza possibilità e scelta di fuga. E quindi quando Genjuro torna a casa e la trova distrutta, ne cerca il ricordo, per poi improvvisamente ritrovare il focolare acceso, la moglie ad accoglierlo, il figlio che dorme. Il fantasma riappare nel suo desiderio disperato e con esso dovrà vivere per sempre

1 commento

  1. sempreassurda / 27 maggio 2013

    Gran bella recensione! Complimeti hai toccato tutte le tematiche significative della storia senza tralasciare le tecniche registiche.

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