I predatori

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I predatori

Roma. Le famiglie Pavone e Vismara sono agli antipodi, a partire dall'estrazione sociale completamente diversa. Un banale incidente le fa collidere, portando a galla la natura predatoria dei suoi membri.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: I predatori
Attori principali: Pietro CastellittoPietro CastellittoGiorgio MontaniniGiorgio MontaniniMassimo PopolizioMassimo PopolizioManuela MandracchiaManuela MandracchiaDario CassiniDario CassiniAnita Caprioli, Marzia Ubaldi, Antonio Gerardi, Nando Paone, Vinicio Marchioni, Claudio Camilli, Liliana Fiorelli, Renato Marchetti, Giulia Petrini, Francesco Borghese, Orsetta De Rossi, Rosalina Neri, Maria Castellitto, Federico Mariotti, Francesco Borgese, Mauro Aversano, Mostra tutti

Regia: Pietro CastellittoPietro Castellitto
Sceneggiatura/Autore: Pietro Castellitto
Fotografia: Carlo Rinaldi
Produttore: Domenico Procacci
Produzione: Italia
Genere: Drammatico, Commedia
Durata: 109 minuti

Dove vedere in streaming I predatori

Da evitare / 2 Giugno 2021 in I predatori

In barba alle premesse della trama che lasciavano presagire un confronto interessante… é invece un assoluto caos di eventi a tratti noioso… sconsigliato.

Figlio di papà / 26 Gennaio 2021 in I predatori

Allora. Un film senza una trama e con belle scelte registiche lo puoi fare se sei Sorrentino. Altrimenti lascia perdere. Pietro Castellitto è anche un bravo attore, ma come regista è meglio se lascia perdere o se continua, deve decidere di cambiare sistema. Ma io mi chiedo il senso di questo film elogiato tanto dalla critica. E’ un film che non ha un senso, non ha un verso, non ha una storia e soprattutto non ha un ritmo narrativo. Queste cose le puoi fare se sei Michelangelo Antonioni, altrimenti lascia perdere. Poteva anche essere una scelta intrigante, proporre una famiglia fascista povera e una di sinistra radical-chic, e rappresentarne i difetti. Ma non così, non in questo modo, non con questa spocchia, con questa presunzione. Questo film è pretenzioso e inconcludente. E la cosa non mi darebbe fastidio. Un esordiente può permettersi di osare anche a costo di fallire. Quello che non va bene è il modo. Anche la regia, è pezzente, cerca in tutti modi di mostrare movimenti e inquadrature dimenticandosi la cosa più importante: narrare. A questo punto preferisco la camera fissa che c’era sulla Melevisione, almeno non mi distraeva e mi concentravo sulla storia. Il personaggio che interpreta Pietro Castellitto è quello del figlio di papà schifato dalla sua famiglia borghese. E ho pensato, nella vita ci sono cose molto più importanti che provocare me, sinceramente, è qualcosa di già visto. Che film odioso, non c’ è da stupirsi se la gente dopo preferisca Pieraccioni e Siani. E’ il classico film da festival cervellotico e pesante, senza un minimo di validità emotiva e che vorrebbe insegnarti tutto sulla vita in due ore. Che non sa parlare al pubblico, ma che si rivolge solo a quello colto (Romanzo di una strage mi riferisco anche a te). Che propone la verità a cui è giunto l’autore come unica e indiscussa, discriminando qualsiasi altro punto di vista. E sinceramente, questa cosa la puoi fare se sei Lars Von Trier, altrimenti, lascia perdere.

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