Recensione su I nostri ragazzi

/ 20146.868 voti

Alcune cose purtroppo sono realistiche, ma sono descritte in modo non convincente / 13 Luglio 2015 in I nostri ragazzi

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Film che vorrebbe essere di denuncia delle problematiche sull’educazione dei giovani d’oggi, ma che soffre di tantissime incongruenze. Descrivo solo la prima, per non fare spoiler la scena di apertura. Un padre, con il figlio di una decina di anni a fianco, insegue un’auto che non ha rispettato il verde
al semaforo, alla prima fermata il tizio inseguito a modo suo si scusa,
ma il padre non è contento, continua a inseguirlo, non gli bastano le
scuse vuole menare l’altro, che però oltre ad essere passato col verde
sembra non abbia fatto altro per meritare questo accanimento …
e qui mi fermo per non fare anticipazioni.
Fin qui è tutto verosimile, purtroppo, ma poi è il modo come viene interpretato questo episodio che lascia perplessi, e così avanti per tutto il film, incongruenze su inconguenze. Qualcosa si salva, ma non è abbastanza per recuperare un film con troppe incongruenze e cacofonie.

14 commenti

  1. Stefania / 13 Luglio 2015

    E come viene interpretato questo episodio? Mi sa che non ho capito cosa intendi dire 🙂

  2. okness / 13 Luglio 2015

    beh non volevo fare anticipazioni, ma in pratica nel film colui che insegue chi ha fatto l’infrazione, inveendo verso di lui e fermandolo più volte, alla fine visto che l’altro non scende dalla macchina prende un antifurto a forma di mazza da baseball e gli sfonda il finestrino, al che l’altro gli spara, io darei la colpa al 90 % al tizio che lo insegue, mentre nel film viene biasimato, forse per le conseguenze, il tipo che era inseguito.

  3. okness / 13 Luglio 2015

    per la legge italiana sarebbe eccesso di autodifesa, ma l’alternativa è che se no si prendeva una mazzata in fronte e moriva lui

    • Stefania / 13 Luglio 2015

      Ok, ma nel film… a livello narrativo, che peso ha? Posto che sia un’incongruenza, e comunque potrebbe trattarsi di un errore giudiziario, è rilevante che sia tale ai fini del racconto? Non capisco questo, nel tuo commento 🙂
      Secondo me, è funzionale quasi esclusivamente a definire in primo luogo la diversa mentalità dei due fratelli e, in saecundis, se proprio vogliamo trovare un parallelismo “concreto” con la vita reale, pone l’accento su due questioni: un possibile abuso di potere (chi ha commesso l’infrazione è un agente di polizia, forse fuori servizio, forse no, che guida parlando al cellulare: perché si sente in diritto di fare quello che fa? Potrebbe essere semplicemente un grande ignorante, eh, non è detto che si comporti così esclusivamente perché è un poliziotto, però gira anche armato, con il ferro carico, ma non penso che questo sia un film di critica nei confronti dell’etica delle forze armate, per cui tale aspetto potrebbe essere solo frutto di una mia lettura forzosa dell’episodio) e la facilità con cui le bazzecole trascendono molto spesso in atti violenti comunque non giustificabili. E, forse, è questo l’aspetto più interessante della premessa, visto quello che combinano i due cugini.
      Infine, scusa se mi soffermo ancora, mi permetto di commentare l’incipit della recensione: non è un film sulle problematiche giovanili contemporanee. Piuttosto, parla delle difficoltà che possono coinvolgere chiunque quando occorre prendere una decisione in bilico tra la morale ed i sentimenti. Che, qui, siano coinvolti dei ragazzi in età adolescenziale, in fondo, è un accessorio narrativo.

      • okness / 13 Luglio 2015

        Allora, il titolo del film è “I nostri ragazzi”, e quindi il pensiero va ai ragazzi.
        A me il film non è piaciuto quasi per nulla, come dicevo prima si salvano poche cose, l’etica del fratello avvocato, e i dubbi e gli scrupoli di coscienza della moglie del medico nei confronti del figlio.
        Per quanto riguarda l’episodio iniziale se tu per errore passi col rosso e t’insegue un pazzo che ti vuole ammazzare chi è che ha ragione? Il pazzo che t’insegue e ti minaccia?
        Nel film la cosa viene totalmente sottaciuta, è pur vero che il poliziotto spara e non doveva farlo, ammazzando l’inseguitore, e ferendo pure il figlio gravemente, la legge ordinaria non so come avrebbe trattato tutto ciò, magari è capitato forse pochissime volte, che chi era nel torto marcio solo perché è stato ucciso è passato magicamente dalla parte della vittima e indirettamente della ragione, solo perché chi era stato aggredito ha reagito in modo abnorme.
        Se ci fosse una reazione del genere a tutti coloro che passano col rosso e non rispettano il codice della strada sarebbe una strage giornaliera qui a Roma.
        Poi tutto ciò, che è già tirato per i capelli, serve per portare avanti il discorso, che il fratello medico “buono” cerca di salvare la vita al bambino ferito ed accusa il fratello avvocato “cattivo” che sta difendendo il poliziotto, che aveva ammazzatoil padre e non volendo ferito il bambino, poi entrambi i fratelli scoprono che i figli sono degli assassini, e il fratello buono diventa uno stronzo che vuole fare di tutto per difendere quell’assassino che è suo figlio, mentre l’avvocato “cattivo” si pone il problema di fare confessare la figlia per l’assassino della barbona. C’è un’inversione dei ruoli assolutamente poco credibile, è pur vero che viviamo dell’ipocrisia, ma ci sono a mio avviso troppe incongruenze, è una mia opinione, troppe cose tirate per i capelli, solo per portare al colpo di scena finale che lascia scolvolto lo spettatore, ma che poi se ci pensa un po …

        • PartoDaOra / 13 Luglio 2015

          Credo che tu ti sia concentrato troppo sull’episodio iniziale di per sé, senza cogliere il fatto che sia rilevante al fine di illustrare come spesso si arrivi ad un guaio partendo da situazioni del tutto ordinarie e quasi banali (come ha giustamente già detto Stefania). E’ un esempio, la copertina di quello che il film andrà a narrare.

          Per quanto riguarda il cambiamento dei personaggi, in realtà trovo che sia del tutto possibile e, anzi, quasi aspettato. Nessuno rimane impassibile davanti a certi eventi, e in pochi riescono a far finta che non siano mai accaduti, affrontandoli razionalmente.
          Gesti tanto forti finiscono per far crollare quel muro di certezze che crediamo ci proteggano da tutto. E poi ci accorgiamo che in realtà è un muro di cartongesso.

          Il padre del ragazzo crede di aver cresciuto il figlio nel migliore dei modi, e si trova invece davanti ad un estraneo. E’ pur sempre suo figlio, ecco perché vuole difenderlo a tutti i costi. Quello stesso amore che ha messo nel crescerlo adesso lo rende cieco e addirittura ipocrita, distruggendo tutti i valori con i quali ha vissuto.

          Il padre della ragazza, più lontano dalla vita della giovane che, sembra, conduca una vita sfrenata e senza limiti, finisce per rendersi conto che il mondo nel quale aveva vissuto, l’agiatezza nella quale credeva che sua figlia sarebbe cresciuta bene, ha finito per distruggerla. Sua figlia lo chiama ‘papà’ ma lui non lo è mai stato. Ed è quando se ne rende conto che decide che l’unico modo per prendersi davvero le proprie responsabilità sia denunciarla.

          Ognuno reagisce in modo diverso davanti a situazioni drammatiche e traumatiche. L’uomo è umano, e può crollare come rialzarsi in piedi in qualsiasi momento.

          Tu hai detto “Per quanto riguarda l’episodio iniziale se tu per errore passi col rosso e t’insegue un pazzo che ti vuole ammazzare chi è che ha ragione? Il pazzo che t’insegue e ti minaccia? Nel film la cosa viene totalmente sottaciuta.”
          Ti sei dato una risposta da solo. Chi è che ha torto, chi è che ha ragione?
          E’ l’impossibilità di trovare una risposta certa che porta gli uomini a reagire diversamente.
          Chi dei due padri ha ragione?
          E’ l’interrogativo del film. Non mi sembra che sia tanto sottaciuto 😀

          • Stefania / 14 Luglio 2015

            @partodaora: il colloquio tra Gassman e la figlia è decisamente emblematico. Per la prima volta, l’avvocato si rende conto di essere posto davanti ad una scelta quasi impossibile.

  4. okness / 13 Luglio 2015

    Per me è l’avvocato che vuole far costituire la figlia che ha ragione, non ho nessun dubbio, se avessi un figlio che ammazza una persona lo denuncerei. Tutto il resto è istigazione a delinquere. E poi la mia domanda era retorica, per l’episodio iniziale non c’è nessuno che ha ragione, per me l’errore è che nel film si voglia portare la ragione da parte dell’inseguitore. Che a mio parere è il vero colpevole, poi la ragione è dura da attribuire.
    Insomma a me non mi quadra per nulla, non mi è piaciuto lo stesso. 😉

    • Stefania / 14 Luglio 2015

      @okness: il film non doveva piacerti per forza, ci mancherebbe. Ma è una pellicola che solleva delle questioni importanti, era questo il suo obiettivo. Non è esente da difetti, ma affronta dei problemi pruriginosi con un certo coraggio. Non intende dare ragione all’uno o all’altro personaggio, anzi: intende instillare dei dubbi negli spettatori e porli davanti alla domanda-chiave: “Voi come vi comportereste?”. Anche tu te lo sei domandato e, a modo tuo, hai dato una risposta 🙂

      • okness / 14 Luglio 2015

        Certo, ma tutto ti porta a farti delle domande, non ci vedo molto merito nel film se determinate cose non vengono esposte nel modo corretto, in questo caso non mi va proprio che sia stata insinuata l’idea di una morte eroica per un personaggio che eroico non lo è assolutamente, è vero nessuno nel film lo dice esmplicitamente, ma nella parte successiva alla scena iniziale è come se lo si sottindendesse,. L’inseguitore che viene ucciso, è solo un poveretto, non ha niente di eroico e di sano o si socialmente utile, è solo un violento vittima della sua stessa violenza. Il fatto che si possa pensare che siamo tutti più o meno delle bombe vaganti in mezzo al traffico di Roma può essere vero, ma anche no, c’è bisogno di controllo e questo pensiero instillato dall’incipit del film non è una cosa né verosimile né positiva. Un messaggio assolutamente negativo soprattutto per quelle menti violente e border line.

        • Stefania / 14 Luglio 2015

          @okness: ti posso assicurare che non ho visto niente di eroico nella morte dell’automobilista, l’idea non mi ha neppure sfiorata, e sfido chiunque abbia un po’ di coscienza a considerarlo tale e di certo l’intento del film non è quello di giustificare comportamenti violenti espressi in qualsivoglia forma 🙂
          Mi permetto di dire che è evidente che abbiamo un approccio diverso alla materia narrativa: personalmente, trovo utile e stimolante che un film sollevi delle questioni, che mi faccia riflettere in merito e che non mi dia risposte. Questo film (ribadisco, pur con i suoi difetti) sollecita lo spirito critico di chi lo guarda. Quindi, per dire, anche ‘sto famoso automobilista dai nervi a fior di pelle è oggetto di critica e, non ne dubito, di biasimo.

  5. PartoDaOra / 14 Luglio 2015

    Quindi, @okness, un film non è meritevole se non espone le cose nel “modo corretto”, cioè bianco su nero? Dov’è la possibilità dello spettatore di giudicare con senso critico, se le risposte sono già belle e pronte?
    Non credo che tutto porti a farsi delle domande. Molti film ti lasciano impassibile. Questo porta a galla tante di quelle questioni… Se non fa rimanere impassibili, in positivo o in negativo, credo significhi che il film un po’ ha colpito, e un po’ ha centrato il bersaglio.

    • okness / 14 Luglio 2015

      Allora ripeilogando per quello che mi riguarda, il film non mi è piaciuto, mi ha dato l’idea di un guazzabuglio di argomenti e stimoli buttati lì perché erano oggetto di problemi sociali, uno apre il giornale e dice: “facciamo un film sulle prime 3 cose di rilievo che troviamo nelle notizie?” e quindi, violenza, violenze e ancora violenza, e poi chi capisce capisce, qualcuno sicuramente apprezzerà, infatti tu hai apprezzato, ma io no. Ovviamente salvando quelle poche cose che ho già mensionato prima. Poi ho cercato di trovare i motivi per cui non mi è piaciuto, da qui l’analisi dell’incipit, che ho preso solo come esempio, anche per non anticipare nulla, ma poi visto che ho dovuto discuterne in modo più approfondito ho modificato la mia recensione evidenziando il flag sulle anticipazioni.
      Quindi no, non è che un film per essere bello ti debba offrire sul cucchiaino tutte le risposte, no non credo proprio, ma partire da premesse non chiare o errate o volutamente tronche non è positivo, almeno per me.

  6. PartoDaOra / 14 Luglio 2015

    A me non ha dato questa impressione di guazzabuglio ma ti capisco, ognuno vede le cose in modo diverso ed esprime giudizi diversi. Il sito esiste appositamente per questo 🙂

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