Recensione su I Kill Giants

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Manca qualcosa / 26 Gennaio 2021 in I Kill Giants

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

“I kill giants”, adattamento dell’omonima graphic novel (2010) di Joe Kelly e J. M. Ken Niimura, ne segue in modo piuttosto fedele le vicende.
Barbara Thorson è una ragazzina introversa, distaccata, per molti stramba e antipatica. Vive una vicenda familiare troppo complessa per poterla elaborare da sola e, da gande appassionata di D&D qual è, finisce per veicolare la sua sofferenza e le sue paure attraverso il gioco. La situazione “più grande di lei” prende la forma di veri e propri giganti che Barbara – l’unica in grado di vederli – si incarica di cacciare e uccidere, allo scopo di difendere la piccola cittadina in cui vive. Inconsciamente è se stessa che sta cercando di salvare e sarà proprio il titano, il boss finale, a farle prendere coscienza della situazione.
A differenza della graphic novel, l’adattamento cinematografico pecca di comunicazione e stimoli che dovrebbero spingerci a domandarci, scena dopo scena, per quale motivo Barbara sia tanto ossessionata dai giganti, cosa la rende così speciale da essere l’unica a vederli, qual è il segreto che si porta dentro (in alternativa nella borsetta). Il risultato è piatto, asettico. Seppure Barbara non stia ferma un attimo, manca quel senso di irrequietezza e di disagio che invece traspirano dalle pagine del fumetto e che fa mantenere una lettura serrata. Qui invece il ritmo è praticamente assente e ci si annoia presto. Manca decisamente qualcosa; mancano i giganti!

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