Recensione su I Guerrieri Della Notte

/ 19797.7249 voti

Guerrieri, giochiamo a fare la guerra? / 26 Novembre 2012 in I Guerrieri Della Notte

Erano anni che avevo in lista questo cult di fine anni ’70, chissà poi perché l’avrò rimandato così tanto..?! Ma finalmente posso dire di averlo visto.. ed è stato EPICO!
Io non sono una che si esalta facilmente, ma in questo caso credo sia più che lecito!

Tratto dal romanzo di Sol Yurick, I guerrieri della notte viene narrato come una specie di videogioco survival ambientato in una New York underground, degradata e incupita dal buio della notte. L’obiettivo finale è quello di raggiungere (vivi) Coney Island, affrontando una serie di livelli con difficoltà crescenti e sfidanti sempre più forti e incazzati.
Round alimentati da una buona dose di adrenalina, scazzottate, colpi di scena credibili ma con pochi (troppo pochi per i miei gusti) spargimenti di sangue.

Il ritmo del film è sostenuto da un linguaggio di strada, giovanile e scurrile (ho fatto la rima!), ottime ambientazioni (tutte reali, a parte il bagno della metro che è stato ricostruito in un set), bei personaggi (ad ognuno il suo! Io ho adorato l’addetto ai murales *.*) e l’incalzante colonna sonora con il classico sound tipico di quel tempo.

Ho trovato molto avvincenti anche i faccia a faccia fra i Guerrieri e le altre bande, nonostante la teatralità e l’eccessivo eroismo attribuito ai protagonisti (soprattutto nel caso del match con i Baseball Furies). Ma quando una scena è epica, me ne sbatto le palle delle piccolezze. Mi ha gasato bestialmente vedere quelle facce pittate da idioti prese a mazzate.. con le loro stesse mazze da quattro ragazzini inizialmente disarmati.

Le scene memorabili si sprecano, come lo scontro con i Punks (quelli con le salopette!) nei bagni della metro o il tintinnio delle bottigliette vuote provocato dallo psicopatico boss dei Rogues che si appresterà poi a pronunciare la storica frase: “Guerriiiiiieri, giochiamo a fare la guerra?” (traduzione di “Warriors, come out to play?”) sul finire del film.
Bravi anche gli interpreti, tutti pressoché sconosciuti, anche se un po’ penalizzati dal misero doppiaggio italiano.

Pur essendo un film non impegnativo (non ho il coraggio di definirlo “leggero”) con una trama semplicissima, I guerrieri della notte è un cult pazzesco di fine anni ‘70, gasante e avvincente come pochi altri. Sarà anche per quel senso di “realismo” che riesce a trasmettere.. chissà!

Ma la sequenza più epica è senza dubbio quella che apre il film.
Una rapida carrellata delle varie gang che si aggirano nei tunnel asettici delle metro per raggiungere il luogo del raduno, ci immerge in una giungla metropolitana popolata da gruppetti di ragazzi di ogni genere che si combattono costantemente per aggiungere metri al proprio dominio.
Una popolazione costituita da migliaia di membri di bande, più o meno legate alla delinquenza, che si contraddistinguono a prima vista dalle divise che indossano.
Ci sono i Turnbull Ac’s con giubbotti in pelle o di jeans, che ricordano tremendamente il movimento Skinhead. Oppure le vedove nere, le Lizzies, un branco di donne che prima di annientare il nemico lo seduce. O per citarne un’altra, nell’intro del film si vedono gli Hi-Hats, ragazzi vestiti da mimi. Facce bianche, bretelle e magliette rosse (troppo bellini! *.*).
Un film così epico che è entrato a far parte dell’immaginario collettivo di tutti.
Assolutamente consigliato a chi ancora non lo conosce!

Lascia un commento

jfb_p_buttontext